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Allarme maltempo: Po sorvegliato speciale - A Piacenza supera i 5 metri

Allarme maltempo: Po sorvegliato speciale - A Piacenza supera i 5 metri
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Il Po è sorvegliato speciale, 24 ore su 24. Monitorato lungo tutto il suo percorso, ma in queste ore principalmente in Piemonte, dove continua a piovere, come un po' su tutta la pianura padana. I timori sono rivolti alle prossime ore.

EMILIA - In Emilia e Lombardia il colmo di piena è atteso fra domani e martedì. Alle 17 nel Piacentino, secondo la rilevazione di Coldiretti, il livello del Po aveva raggiunto i 5,4 metri, superando quindi la soglia di prima attenzione di 5 metri. 
Ieri la Protezione civile regionale aveva attivato la fase di attenzione  fino a domenica prossima, per un totale di 167 ore. Lo stato del principale fiume italiano «è indicativo - sottolineava la Coldiretti che ha effettuato il monitoraggio– delle difficoltà negli altri corsi d’acqua che hanno portato a diffusi allagamenti delle campagne. In particolare – aveva detto– per l'esondazione del Bormida sono già numerosi i campi allagati e le aziende agricole in provincia di Alessandria dove sono stati definiti 'piani di evacuazione' anche per i capi di bestiame allevati nelle stalle a ridosso delle aree golenali».
L'innalzamento dei livelli idrometrici lungo l’asta del Po provocherà, spiegano i tecnici, l’allagamento delle aree golenali non difese da argini, progressivamente nelle province di Piacenza, Parma, Reggio e Ferrara, con possibilità di danni alle attività agricole e agli insediamenti, ai cantieri di lavoro e ad altre attività lungo le sponde, opere di difesa e regimazione e ad opere di attraversamento. Sono possibili locali effetti di rigurgito nei canali di bonifica e nei corsi d’acqua principali della provincia di Modena, per effetto del mancato recapito nel recettore finale. La Protezione civile «raccomanda attenzione relativamente alla navigazione e agli approdi fluviali. Ci potranno essere locali smottamenti e attivazioni e riattivazioni di fenomeni franosi e limitate interruzioni della viabilità».

ADRIATICO: VENTO E MAREGGIATE - Ad est arriveranno anche vento e mareggiate. E' previsto un nuovo rinforzo di scirocco sull'Adriatico con valori di 15 metri al secondo al largo e 5-10 m/s sotto costa. Si raggiungerà un’altezza dell’onda di circa 1,5 metri alle 7, in concomitanza di un picco del livello del mare previsto di 0,9 m. Le mareggiate, eventualmente aggravate da condizioni di alta marea, potrebbero provocare danni alle strutture costiere, alle attività di servizio esistenti e alle aree portuali. Si prevede un’attenuazione dal pomeriggio.

PIEMONTE - Per oggi c'è solo «una moderata preoccupazione», ha spiegato il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, uscendo dalla sala operativa torinese dopo una riunione col presidente della Regione, Roberto Cota, il prefetto Alberto Di Pace, l’assessore regionale Roberto Ravello. «Oggi – ha chiarito – gli osservati speciali sono i fiumi Pellice, Tanaro, Sesia e le loro vallate. Per l’asta principale del Po la preoccupazione maggiore sarà nella serata. La situazione è attentamente seguita ma bisogna attendere lo sviluppo nelle prossime ore». Le piogge registrate fanno ritenere che l’onda di piena lungo l’asta del Po, a partire dal tratto piemontese, possa attestarsi su valori prossimi al livello 2 di criticità (ordinaria/moderata) nel tratto a valle della confluenza del Ticino. L’Agenzia Interregionale per il Po prevede che il colmo di piena nel Piemontese transiti nella notte con valori di poco inferiori a livello 3 (superato, si inizia a parlare di elevata criticità) tra Moncalieri e la confluenza della Stura di Lanzo (S.Mauro Torinese).
Tra le confluenze della Dora Baltea (Crescentino) e del Ticino (Ponte della Becca) dovrebbe permanere una criticità ordinaria (tra livello 1 e 2) che però potrà raggiungere livelli più consistenti alla confluenza tra il Po e il Tanaro. Particolare attenzione è rivolta alle zone di confluenza in Po degli affluenti – in particolare Dora Riparia, Chisola e Tanaro - sul Po a Moncalieri e sulla Dora Baltea a Ivrea. Insomma, la situazione non è drammatica, ma induce a prudenza. Nel pomeriggio è stato chiuso al traffico, in pieno centro di Torino, il Ponte sulla Dora Riparia di via Bologna, in via precauzionale. L’acqua del fiume infatti è arrivato a pelo della struttura che collega via Bologna a corso 11 febbraio. Domani chiuderanno non solo le scuole, ma anche i Centri Diurni comunali per minori e per persone disabili, il Politecnico. l’Università. Il sindaco Piero Fassino ha detto che «la notte è passata tranquilla e grazie alla tempestività degli interventi delle strutture impegnate non si registrano per ora criticità significative. In vista di un aumento delle precipitazioni tutte le misure di allerta e prevenzione sono state accresciute. Per facilitare l’azione di protezione è decisivo – ha aggiunto – che anche i cittadini collaborino: non ci si sposti se non per motivi effettivamente urgenti, non si passeggi o sosti in prossimità dei corsi d’acqua, non si lascino auto o veicoli parcheggiati in zone a rischio».

 

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  • sabcarrera

    06 Novembre @ 19.56

    Non è vero che non si può raccogliere la legna nel torrente. Alcuni lo fanno. L'ho fatto anch'io. Il Parma non viene ostruito da questo ma da i ponti costruiti su richiesta dei cittadini che poi si dileguano quando c'è un problema come questo. Perché intubiamo i torrenti, perché diventano delle discariche e fogne aperte grazie alla nostra maleducazione. Certo, facile dare l colpa a Berllusconi, il sindaco ecc

    Rispondi

  • riccardo

    06 Novembre @ 17.55

    è piuttosto triste dare la colpa ai rami secchi che sono nei greti e non si accorgersi che negli alvei e nelle aree golenali si sono costruiti quartieri artigianali, abitazioni, si sono cementificate le sponde, quindi tutta l'urbanizzazione selvaggia che in 50 anni ha reso gran parte del territorio italiano a rischio idrogeologico. Ora si piangono le vittime. A genova il torrente che ha causato quel disastro scorre incanalato tra i palazzi e poi finisce sotto la strada...secondo voi il problema sono i rami secchi / verdi o chi ha permesso di urbanizzare senza criterio per poi magari concedere un bel condono edilizio (l'ultimo l'ha fatto il governo Berlusconi tanto per ricordarvelo).

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  • CLAUDIO

    06 Novembre @ 15.03

    Una volta nella stagione secca i letti dei fiumi e dei torrenti venivano puliti dai contadini e dai montanari che utilizzavano la legna ,e facevano questo da anni senza problemi; poi sono arrivati i VERDI che hanno vietato di tagliare le piante che crescono dentro il letto dei torrenti. Poi queste piante vengono spazzate via dalla prima piena e trascinate sotto i ponti. Io credo che ci vogliono delle misure intelligenti e interventi preventivi per evitare che le piene facciano i danni che vediamo negli ultimi anni CALUDIO LIBERO OPINIONISTA CADUNA NIGERIA

    Rispondi

  • Daniele Tanzi

    06 Novembre @ 14.02

    Ma con quale criterio si sono costruite case in golena?

    Rispondi

  • lory

    06 Novembre @ 13.36

    Non si sa niente del livello del Taro? Se e quando ci sarà la piena nella bassa? Grazie

    Rispondi

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