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Da Rovigo le proposte al nuovo governo per rendere meglio navigabile il Po

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I territori interessati dall’Idrovia Padana si preparano ad elaborare un documento congiunto da presentare al neo-ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Corrado Passera. Occorre una figura di coordinamento a livello nazionale per ottimizzare i mezzi finanziari disponibili per lanciare in modo concreto il trasporto fluvio-marittimo e le vie navigabili.
È quanto emerso dall’incontro programmatico promosso dall’Unione Navigazione Interna (Uni) e dal Consvipo - Consorzio per lo Sviluppo del Polesine -  tenutosi a Rovigo sabato 18 novembre,  proprio nella sede di quell’Interporto che rappresenta un nodo strategico dell’idrovia.
Erano rappresentati i territori  di Mantova, di Cremona, di Parma,  di Ferrara,  le Regioni Lombardia e Veneto, le associazioni di categoria dei territori interessati.
L'evento è stato dedicato alla Promozione delle vie navigabili e il loro impatto sulla logistica e sul sistema industriale del nord che ha permesso alle istituzioni e agli enti rappresentativi in tema di trasporto idroviario di evidenziare le intenzioni, le linee di azione, le volontà e gli impegni di ciascuno.

«Ottimizzare i mezzi finanziari disponibili per lanciare in modo concreto il trasporto fluvio-marittimo e le vie navigabili? - è stato detto -. Ce lo chiede l’Europa e ce lo chiede il mondo dell’impresa, che ha bisogno di puntare su strategie in grado di garantire maggiore competitività». Al neo-ministro Corrado Passera non spetta un compito facile: tra le tante richieste e sollecitazioni che provengono dal mondo dei trasporti e dell’impresa si troverà davanti anche quelle avanzate dalle regioni del nord Italia attraversate dall’idrovia padana, una infrastruttura straordinaria, con enormi potenzialità non ancora pienamente espresse.
Dal convegno è emersa la volontà condivisa di agire, e in fretta: occorre destinare risorse ingenti per qualificare e rendere attiva in modo massiccio e costante una infrastruttura che esiste, ma che ha bisogno di fare quel salto di qualità necessario a renderla competitiva, a farla percepire, a livello locale, nazionale ed europeo come una soluzione vera e concreta in ambito di trasporto e di logistica.

«Secondo il Libro Bianco Europeo - dice Elicio Salardi a nome dell’assessore alla Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo - entro il 2030 il 30% del trasporto di merci su gomma dovrebbe passare ad altri modi per arrivare al 50% entro il 2050. Un impegno consistente considerando che degli oltre 400 milioni di tonnellate di merci che si muovono ogni anno in Lombardia, solo 1 milione all’anno utilizza le reti idroviarie».

Oggi il canale navigabile Cremona -  Mantova - Rovigo - mare, ha un percorso di circa 280 chilometri parallelo al Po ed attraversa il territorio delle province di Cremona, Mantova, Verona e Rovigo dove è collocato un porto intermodale in grado di accogliere le navi fluvio-marittime.
Il trasporto fluviale è già disponibile per servire il mercato della pianura padana, con un totale di merci trasportate dal 2003 al 2008 di 2.000.000 tonn. annue a cui corrispondono oltre 70.000 TIR  tolti dalle arterie stradali. Una modalità che può e deve essere adeguatamente sfruttata, così come viene fatto in Europa.
L’Unione Europea ci crede e lo dimostra mettendo a disposizione un contributo finanziario del 50% per l’azione progettuale necessaria a far fare all’idrovia quel salto di qualità; azione che prevede tra le altre cose l’adeguamento del canale navigabile Cremona - Mantova - mare alla classe V europea, interventi sul corso libero del fiume Po per renderlo navigabile 320/340 giorni all’anno (contro i 200/240 attuali); ristrutturazione di Porto Levante, terminal situato a Porto Viro, sull'ultima parte navigabile della foce del Po di Levante, crocevia fra il fiume Po e il mare Adriatico.
Con tutto ciò e con una forte intermodalità tra strada, ferrovia e acqua, il sistema di navigazione interna padano veneto potrebbe diventare perno straordinario di sviluppo.

E l’alto Adriatico potrebbe diventare base logistica di rilievo europeo, se si riuscisse a trasferire qui il traffico merci che ora fa riferimento al Nord Africa, dove si trovano porti sempre più competitivi per le tariffe vantaggiose e per la posizione geografica strategica.

«Per fare questo è necessario realizzare la banchina off shore al largo dell’Adriatico che - dice Angelo Zanellato, presidente del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine - si deve assolutamente fare, a questo punto non ha importanza in quale punto, l’importante è condividere una scelta e portarla avanti, senza campanilismi».
 

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