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Collecchio contro gli orari liberi

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Gian Carlo Zanacca

Ai commercianti di Collecchio non piace la liberalizzazione degli orari disposta dal governo Monti.
«Collecchio non è Milano», è il commento a caldo di Grazia Dondi.  titolare del negozio di Gian Bertone nel quartiere «Il viale». Gli orari di apertura al pubblico? «No, non li cambiamo, non avrebbe senso tenere aperto la sera e tutte le domeniche».
Gran parte dei negozi di abbigliamento segue oggi un orario che va tra le 9.30 e le 12.30 e le 15.30 e le 19.30, dal lunedì al sabato.
Nel decreto «Salva Italia» approvato dal governo Monti, all’articolo 31, è prevista la possibilità per titolari di bar, negozi e ristoranti di scegliere come e quando lavorare. La cosiddetta liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali è una realtà: liberi di abbassare e alzare la saracinesca a qualsiasi ora, domenica e festivi inclusi.
Le norme previste dal decreto hanno provocato perplessità e critiche anche a Collecchio dove insistono sessanta attività commerciali e artigianali di vendita.
 Ma la posizione fra i commercianti contattati è pressoché univoca: «è impossibile – dice Massimo Violi, contitolare dell’omonimo negozio di abbigliamento del quartiere «Il Viale» – poter sopperire ai costi di personale e così, avendo anche noi una vita privata, non siamo dell’idea di tenere aperto anche tutte le domeniche».
Violi ricorda anche che il Comune di Collecchio è inserito nella categoria dei comuni turistici e,  quindi, «possibilità di aperture domenicali ci sono già. Ma l’impegno è già considerevole se consideriamo che molti negozi sono aperti per le feste di Natale in dicembre, poi per i saldi, per la Sagra della Croce, e per le varie iniziative durante l’anno».
I commercianti del centro, piazza Avanzini e via Spezia, sono anch’essi restii ad ampliare gli orari. Enrico Nadotti,  titolare dell’omonimo negozio in piazza Avanzini,  è chiaro: «il provvedimento va a tutto vantaggio dei grandi centri commerciali, delle strutture che hanno la possibilità di contare su personale. Cercheremo di attrezzarci per fornire eventuali offerte alternative ai clienti. Bisogna essere uniti, fare in modo che ci siano iniziative concordate tra tutti i commercianti prevedendo, per esempio, aperture serali in estate o qualche domenica del mese».
Con lui concordano Antonella Tanzi, del negozio di arredamento e articoli da regalo Fiorita del centro;  Federica Turchi gerente di Solelandia, abbigliamento per bambino in centro;  Giuseppe Condina del negozio di abbigliamento Tendenza in via Spezia; Catia Giavarini del negozio di borse Bfly in piazza Europa; Ermanno Levorato del negozio di calzature Modaimpronte, sempre in Piazza Europa; Michele Viani del negozio del negozio di computer Wellcome su viale Saragat.
Completamente contrari a qualsiasi modifica dell’orario sono il barbiere Davide Ferrarini di «Mai di lunedì» in piazza Avanzini, Gabriele Lacchetti delal salumeria situata sempre in piazza Avanzini; la parrucchiera Linda Mossini in centro;  e il negozio di calzature Flora di viale Saragat.
Mauro Bersanelli del Bar Centrale sottolinea come il bar sia aperto dalle 7 all’una di notte, escluso il giovedì, «orari ampi che non intendiamo modificare, anche sulla base dell’affluenza».  Dello stesso avviso Fiorenzo Renzi del bar Capriccio,  nel quartiere «Il viale».
Marco Concari, titolare del bar Merril in piazza Europa fa presente che «per due anni abbiamo aperto anche la domenica mattina, poi abbiamo smesso».
In centro il negozio «Malizia» di biancheria intima tiene già aperto alla domenica mattina:  «Tengo chiuso due pomeriggi alla settimana – precisa la titolare Lorena Delmaestro – in questo modo faccio un orario alternativo, che però non potrei cambiare visto che sono da sola nella gestione del negozio».
Giancarlo Mandelli, titolare del negozio Verdipromesse, è chiaro: «non è questa la via. Per aumentare le vendite è necessario che aumentino i soldi in circolazione: che la gente possa spendere di più altrimenti non cambia nulla. E lo testimonia il fatto che noi abbiamo tre punti vendita: uno nel viale e due nel centro commerciale. Gli ultimi due restano aperti anche la domenica mattina. La gente è sempre la stessa, Collecchio non è un comune con flussi turistici che portano risorse da fuori e lo si è constatato facendo un paragone tra gli incassi e costi sostenuti durante le varie giornate: la domenica non risulta essere poi così conveniente».
Quindi, di grandi novità nelle aperture degli esercizi commerciali per il 2012 non ce ne saranno. I commercianti hanno accolto le innovazioni normative introdotte dal decreto Monti con freddezza, se non indifferenza.
 

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