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Droga: 35 arresti a Piacenza, coinvolti giocatori di rugby. L'inchiesta estesa anche a Parma

Droga: 35 arresti a Piacenza, coinvolti giocatori di rugby. L'inchiesta estesa anche a Parma
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I carabinieri di Piacenza hanno arrestato 35 persone per detenzione e spaccio di stupefacenti, smantellando un consistente giro di droga, soprattutto cocaina, in occasione di incontri di rugby e durante concerti di star della musica. Lo ha reso noto con un comunicato il Comando provinciale, precisando ch è stata arrestata anche la campionessa italiana e vicecampionessa europea di 'natural body building' over 52 kg; tredici i rugbisti di squadre di serie A, B e C coinvolti a vario titolo nell’indagine.

L'operazione, estesa anche alle province di Parma, Varese, Bergamo, Brescia, Pavia, Lodi e Milano, è stata chiamata 'Flanker' perchè uno dei principali 'attorì della vicenda rivestiva questo ruolo nella squadra di rugby in cui giocava. Come secondo lavoro però faceva il buttafuori in alcuni locali notturni e, insieme ad altri indagati, si occupava della security nell’ambito di importanti eventi musicali in tutta Italia, approfittandone per smerciare stupefacenti ai concerti delle star, inconsapevoli di quanto avveniva.
Una misura cautelare interdittiva dalla professione, limitativa della libertà personale, è stata notificata a un’ avvocatessa del foro di Piacenza, per gli illeciti rapporti a favore degli spacciatori. I dettagli dell’operazione verranno resi noti in una conferenza stampa, in mattinata, al Comando provinciale dei carabinieri di Piacenza.
 
I DETTAGLI DELL'INCHIESTA - (Ansa)  Ha portato complessivamente a 37 arresti (19 ordinanze di custodia cautelare e 18 arresti in flagranza di reato) e 33 denunce, alla segnalazione di numerosi consumatori di droga e al sequestro di circa 10 kg di sostanze «di alto grado di qualità e purezza» un’operazione condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Piacenza in Emilia e Lombardia, che ha inflitto un duro colpo ai traffici di droga nelle province di Piacenza, Parma, Varese, Pavia, Lodi e Milano.
Le indagini, cominciate nel settembre 2010, sono partite dal monitoraggio di un gruppo di trafficanti albanesi e hanno portato alla scoperta di un vasto giro di cocaina legato al mondo del rugby. Gli investigatori hanno documentato a Rivergaro i nascondigli di partite di cocaina destinate perlopiù a ristoratori di Piacenza e di Niviano, oltre che al canale rugbystico, legato in particolare ad una squadra piacentina. I personaggi chiave sono ritenuti dagli investigatori il 'flanker' Nereo Filippo Maserati, 40 anni, detto 'Pippo braccio', e la sua compagna Maria Chiara 'Mara' Borella, 25 anni, campionessa di body building, accusati di spaccio di cocaina, hascisc e marijuana nel mondo del rugby e di noti locali pubblici del Piacentino.
 
Maserati come seconda attività svolgeva la mansione di buttafuori in alcuni locali assieme ad altri rugbisti che militano in squadre del Piacentino e del Parmense, molti dei quali acquirenti di cocaina e alcuni dei quali a loro volta spacciatori in locali pubblici e circoli sportivi. Cessioni di droga sono state documentate dai Cc durante gli allenamenti o poco prima dell’inizio di alcuni incontri della compagine piacentina, in un caso – il 10 aprile 2011 nel corso del derby cittadino fra le due principali squadre – anche sugli spalti e negli spogliatoi. Punto nevralgico dell’attività era un locale di Fiorenzuola d’Arda, i cui gestori sono stati arrestati.
Inoltre il gruppo di rugbisti-buttafuori ha 'riversatò lo scorso anno, all’oscuro degli artisti impegnati nei concerti, ingenti quantità di droga in occasione di noti eventi musicali (Heineken Jammin' Festival a Mestre, Sonisphere a Imola, I Day Festival a Bologna, i concerti di Vasco Rossi e dei Take That allo stadio San Siro di Milano) dove svolgevano mansioni di security. La droga veniva occultata e trasportata su un camper usato dal gruppo per gli spostamenti in occasione dei concerti.
Altri ambienti di spaccio erano quelli dei 'bikers', in locali frequentati dai motociclisti e in occasione di motoraduni, e la tifoseria della principale squadra di calcio piacentina.
Su quest’ultimo filone era molto attiva per i Cc una barista 40enne, Patrizia Alberici (raggiunta da misura cautelare), che si occupava di spacciare ad appartenenti della 'curva nord’e a giocatori di squadre dilettantistiche o di categorie minori della provincia. I maggiori 'rifornimentì ai tifosi sono stati rilevati in occasione di quattro incontri (19 marzo 2011
Atalanta-Piacenza, 11 giugno Albinoleffe-Piacenza, 25 settembre Piacenza-Cremonese, 27 novembre Piacenza-Triestina); nelle trasferte le cessioni di droga avvenivano soprattutto direttamente sui pullman dei tifosi. Misura cautelare anche per un’avvocatessa piacentina di 44 anni, ritenuta 'spalleggiatricè dell’attività illecita degli spacciatori.

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  • Geronimo

    27 Gennaio @ 15.23

    Cara Gazzetta mi dispiace ma mi devo ricredere perché leggendo oggi l’articolo sull’edizione cartacea ho riscontrato una serie di errori unita a quelli presenti su questo articolo e sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di diverso rispetto alle veline circolate su tutto il mondo della stampa, non so ad esempio evitare di accostare il rugby allo spaccio visto che delle 35 persone arrestate soltanto due hanno giocato a rugby anni fa e a basso livello, mi sarei poi aspettato una smentita sugli spacci sugli spalti semplicemente perché il derby non si è mai svolto il 10 aprile 2011, mi sarei aspettato una smentita perché si parla di consumatori abituali nell’ambiente del rugby ma ne esistono a tutti i livelli, nel rugby non c’è purtroppo immunità dalla droga. Al contrario mi sembra strano che non si parli o lo si faccia in modo molto superficiale dello spaccio di grosse quantità che avveniva negli stadi davanti e centinaia di poliziotti (tra l’altro sarebbe bello parlare ogni tanto dell’attività nei pressi della stazione ogni volta che il Parma gioca in casa visto che l’attenzione sullo spaccio cala per poche ore favorendo il trasporto di grosse quantità di droga). Concludo dicendo che questa è la terza volta in circa 7 anni che a gennaio febbraio, appena prima dell’inizio del 6 nazioni, importante vetrina internazionale di rugby che vede protagonista anche l’Italia, si viene fuori con inchieste della magistratura dove ci sono gente che gioca a rugby marginalmente ma dove si pompa soltanto sul rugby, le altre due volte inchieste della magistratura hanno poi appurato l’assoluta estraneità dei giocatori di rugby coinvolti alle vicende dove sono stati condannati vari esponenti del ciclismo e calcio nazionale insieme ad alcuni medici sportivi ma intanto le foto e gli articoli hanno macchiato uno sport in ascesa sul territorio italiano contribuendo a rafforzare l’equazione rugby=doping

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  • Pietro

    27 Gennaio @ 10.36

    Cosa centra infangare uno sport...bisogna che vengano sputtanati i colpevoli..che vengano fuori i nomi in maniera di sputtanare loro...mica le discipline sportive! La lgge della privacy poi...fa solo danni perchè viene applicata in base a chi viene squattato!

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  • Gio

    27 Gennaio @ 09.14

    Grazie ALDO ! La maggior parte erano Albanesi. Dillo a Mauro. La precisazione di Aldo è sacrosanta e denota che il mondo del rugby è toccato ben poco.

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  • Geronimo

    26 Gennaio @ 22.45

    Gazzetta non è colpa vostra ma questo articolo è assolutamente lesivo nei confronti del rugby e probabilmente pompato perchè questo sport da fastidio, ho letto di tutto, di doping, di festini a base di droga a roma nel sei nazioni, di decine di giocatori arrestati, invece la realtà è diversa perchè prima di tutto i giocatori sono molti meno e non di tutte le categorie ma soprattutto perchè il rugby non è al centro dell'inchiesta al contrario di qwuello che si vuol far credere poi perchè questi sono si giocatori di rugby (tra l'altro di bassissimo livello, diciamo quelli che si vogliono sfogare dando pugni a destra e a manca) ma sono delinquenti comuni che avevano come hobby questo sport, poi perchè a differenza di quello che si è scritto il doping non è assolutamente presente nell'inchiesta e i festini di rugby citati non hanno al momento riscontri. Voi almeno avete messo un'altra notizia rispetto ad altri, ovvero lo spaccio nei bar degli stadi di calcio, cosa che molti si sono ben guardati dal fare, comuqnue il livello dei giornalisti, mi spiace dirlo, con notizie come queste scende veramente in basso. Questo senza nessun intento polemico nei vostri confronti

    Rispondi

  • Marco

    26 Gennaio @ 22.04

    A me la cosa che fa piu arrabbiare in tutto questo è che ora si infanga gratuitamente uno sport che con queste cose ha veramente poco da spartire...facciamo un controllo sulle squadre di 3a 2a 1a categoria e vediamo in quanti sono puliti...

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