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Aromi per gelati scaduti e formaggio irregolare: sequestri dei Nas di Parma nel Reggiano

Aromi per gelati scaduti e formaggio irregolare: sequestri dei Nas di Parma nel Reggiano
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Erano scaduti da tre anni gli aromi che i Nas di Parma hanno trovato in un'azienda di Reggio Emilia che produce gelati. I carabinieri ne hanno sequestrate circa 6 tonnellate, per un valore di 30mila euro, contestando al titolare dell’azienda sanzioni per diverse migliaia di euro.
Nell’ambito dei controlli sulle aziende di prodotti tipicamente estivi, i militari hanno anche sequestrato in un caseificio del Reggiano 700 forme di formaggio irregolare, circa 30 tonnellate, per un valore di 200mila euro.
Dai controlli effettuati dai carabinieri del Nas hanno fatto emergere una serie di gravi violazioni alle normative nazionali e comunitarie relative alla sicurezza alimentare.
Secondo le accuse, l'azienda di gelati, che commercializza i suoi prodotti nella grande distribuzione, violava le normative comunitarie inerenti le procedure di controllo della propria produzione e la sicurezza degli aromi.

Il caseificio in cui sono state sequestrate 700 forme di formaggio, invece, non è stato in grado di garantire la rintracciabilità della materia prima utilizzata nè di produrre i certificati delle analisi effettuate sul latte. L'attività del caseificio, per altro, era già stata sospesa da oltre un mese a causa della mancanza della documentazione necessaria a garantire la sicurezza dei prodotti aziendali e delle carenze igienico sanitarie in cui versava la struttura.

I carabinieri non hanno reso noti i nomi di persone e aziende coinvolte.

L'AZIENDA DI GELATI SMENTISCE E PRECISA: "NESSUN AROMA SCADUTO. I PRODOTTI SONO SICURI". Attraverso un comunicato stampa firmato dagli avvocati Paolo Borghi di Ferrara e Fabrizio Sessa di Reggio Emilia, l'azienda che produce gelati smentisce che i prodotti controllati dai Nas siano scaduti e precisa che non c'è alcun problema di salubrità dei suoi prodotti.
L'azienda - dice il comunicato - «presa visione dei verbali e della documentazione inerente, contestano e censurano le notizie di stampa che riguardano il marchio, pubblicate in data odierna da alcune agenzie e testate giornalistiche.
Tali notizie contengono gravissime inesattezze e dati che ora si presentano assolutamente non corretti, ora risultano pesantemente travisati.
I provvedimenti adottati dai Nas, cui le notizie in questione fanno riferimento, non hanno nel modo più assoluto ad oggetto prodotti “scaduti”, per la semplicissima ragione che non vi è, tra gli aromi e gli ingredienti controllati, alcuna sostanza soggetta a scadenza ai sensi delle normative vigenti (con la sola trascurabile eccezione per n. 20 scatole di prodotti, già bloccate e confinate autonomamente dall'azienda ben prima della visita dei Nas, e destinate alla distruzione, in esecuzione delle proprie rigorosissime procedure interne costantemente applicate)».
L'impresa «nel prioritario interesse dei propri consumatori, precisa che nei rilievi mossi dai Nas - rilievi dei quali con ogni strumento legale sarà dimostrata la totale infondatezza - non ve n'è alcuno che possa riguardare la salubrità del prodotto -. Il prodotto, incluso quello oggetto di verifiche dei Nas, è assolutamente sicuro e salubre».
L'azienda reggiana sottolinea «di essere dotata - oltre che ovviamente di tutti i sistemi di autocontrollo obbligatori, previsti dalla legge e dalle norme dell'Unione europea - anche di propri sistemi interni volontari che permettono di monitorare costantemente gli standards qualitativi di tutti gli ingredienti utilizzati nelle proprie produzioni. Detti sistemi erano e sono applicati anche ai prodotti oggetto di attenzione da parte dei Nas».
«Considerato quanto sopra», l'azienda ritiene che la pubblicazione da parte dei media delle notizie sull'operazione dei Nas abbia un «contenuto gravissimamente inesatto» e che «rappresenti un atto illecitamente pregiudizievole ai propri danni: l'immagine commerciale» dell'impresa, «frutto di tanti decenni di intenso lavoro sempre improntato alla massima serietà e al più assoluto scrupolo a tutela dei consumatori, rischia di essere ingiustificatamente compromessa in poche ore, a causa della pubblicazione frettolosa, imprecisa e sensazionalistica, di dati assolutamente imprecisi e non corretti».
Il comunicato dell'azienda si conclude con una diffida a pubblicare le notizie che la riguardano e chiede di pubblicare «una chiara precisazione a smentita» su quanto diffuso da agenzie di stampa e altri media e si riserva «ogni azione a propria tutela».

 

 

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  • giancarlo ratti

    26 Luglio @ 19.36

    Ho diritto di sapere il nome di queste aziende bandito.Se voi giornalisti non lo farete sarete complici di questa truffa

    Rispondi

  • www.gazzettadiparma.it

    26 Luglio @ 18.01

    @ cavazzini francesco - Se con le sue accuse fa riferimento al fatto che non sono stati resi noti i nomi, l'articolo che sta commentando specifica che "i carabinieri non hanno reso noti i nomi di persone e aziende coinvolte".

    Rispondi

  • cavazzini francesco

    26 Luglio @ 17.51

    come al solito la gazzetta ha deciso di non informare.........

    Rispondi

  • angela cabrini

    26 Luglio @ 16.11

    è inutile dare queste notizie se poi non vengono dati i nomi del prodotto i consumatori non vengo tutelati. va bene per la merce sequestrata ma, quella che è già in distribuzione viene venduta

    Rispondi

  • luisa

    26 Luglio @ 15.13

    produco gelato , anche se non utilizzo semilavorati ma solo materie prime sarebbe onesto pubblicare il nome dell\'azienda così il 98% delle gelaterie italiane che usano i semilavorati sarebbero meglio informate e magari rivogersi ad un\'altra azienda. si tratta di saute pubblica

    Rispondi

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