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"Il sole e la neve" fa rivivere l'anima del museo Guatelli

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Manuela Bartolotti

Non si sa se fosse più affollato di cose il Museo Guatelli o di persone (più di 500) l’aia antistante, ieri, alla presentazione del pregiato libro d’arte «Il sole e la neve» di Luigi Alfieri. 
E’ stato un successo di gente «affamata» non solo del salume e della torta fritta che hanno allietato l’evento come la musica del fisarmonicista Corrado Medioli e del suo virtuosissimo giovane allievo Andrea Coruzzi; ma soprattutto golosa di gustare la «cosa» particolarissima che è questo libro stampato su carta paglia e in tiratura limitata.
Tutti i relatori, a cominciare dall’assessore alla Cultura della Provincia - e presidente della Fondazione Guatelli - Giuseppe Romanini, hanno sottolineato l’importanza di riaffermare, con un prodotto «artigianale» come questo, il primato dell’oggetto libro. 
Ancora più in un luogo, quale il Museo Guatelli, che è una vera e propria celebrazione del manufatto e della creazione tangibile, non virtuale.
«L’oggetto-libro, in questo caso, è significativo, eloquente prima ancora che se ne leggano le pagine. Dall’aspetto di un antico registro del latte, con la legatura con spago e piombino da salame, è unico ed è apprezzato da chi cerca anche un piacere fisico nell’approccio con la lettura». Così ha iniziato il professor Paolo Briganti prima di descriverne il contenuto, sia artistico, ovvero le tavole a doppia pagina e i disegni di Enrico Robusti, sia il testo (anche in inglese), costituito da 142 «raccontini che descrivono lo scorrere delle stagioni da giugno a giugno». 
Citando Attilio Bertolucci e l’analogo andamento stagionale de «La camera da letto», Briganti ha osservato la diversa impostazione temporale utilizzata da Alfieri, per il quale invece gli accadimenti sono resi «assoluti», il tempo sospeso, dove si susseguono ricordi non solo di fatti, ma anche di riflessioni di un autore bambino davanti alla natura e alle persone. 
Briganti ha spiegato come questo libro sia un romanzo insolito, a mosaico, ma strutturatissimo, con frammenti alla Spoon River di Edgar Lee Masters, ove dentro un breve pezzo narrativo «brucia» tutta l’esistenza di un individuo. 
La sua efficace lettura di due brani a caso ha chiarito poi al pubblico l’effetto folgorante della narrazione e la capacità di catturare insieme ricordo ed emozione.
 «In un mondo e specialmente in un paese dove si tende a produrre un numero sempre minore di cose concrete, favorendo invece le realtà virtuali - ha spiegato quindi l’autore -  sono fiero di aver realizzato un prodotto vero,  che riprende la grande tradizione del made in Italy; un oggetto studiato  che ha richiesto tempo, attenzione e il lavoro creativo e manuale di più persone e aziende. Spero che questo libro venga  apprezzato alla Fiera di Francoforte»,  dove verrà presentato il 10 ottobre.
Alfieri, sollecitato da Briganti, ha poi aggiunto che «il suo romanzo è  anche un omaggio a persone che  avrebbero potuto essere quelle che hanno lavorato in questo luogo e che io ho imprigionato per sempre tra le pagine. Il libro infatti si situa in una dimensione astratta, una zona franca dove il tempo non esiste e non si muore mai.  I   protagonisti de «Il sole e la neve» potrebbero essere le stesse persone  che hanno creato e usato  gli oggetti del Museo Guatelli. Con questi oggetti queste persone hanno scritto la loro storia. Io l'ho scritta con le parole».
Proprio come deve fare «non un giornalista, come si definisce Luigi Alfieri,  ma  un notevole scrittore». Parola di Briganti. 
Infine Enrico Robusti ha motivato le sue illustrazioni raffiguranti questi personaggi spesso distorti e piegati come «schiacciati dall’esistenza, in un mondo - quello contadino - dove la fatica era sempre presente. Allora, come oggi - anche se diversamente - si è oppressi dal male di vivere».
A confermare la forza delle «cose» autentiche è stata la commozione dell’editore Fermo Tanzi.  Quindi numerosi visitatori hanno chiesto la dedica agli autori. E poi la carta paglia, identica a quella del libro, è servita per avvolgere il salame e torta fritta sotto il portico, mentre nella stalla rimarranno esposti per una settimana i disegni di Robusti. 
Il Museo Guatelli, in questa Giornata europea del Patrimonio, è tornato a rivivere. Più che una presentazione è stata una festa per un libro. Un libro che è una festa per gli occhi. E - per chi avrà la fortuna di leggerlo - anche per il cuore.
 
Tutte le informazioni sul libro su: www.ilsoleelaneve.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Roberto Cerocchi

    01 Ottobre @ 21.47

    Sei sempre un grande! Con la penna e come persona. Complimenti vivissimi per questo nuovo successo. Te lo meriti per la costanza e l\\\\\\\'impegno che poni ogni giorno nel tuo lavoro e nella tua professione.\\\\r\\\\nRoberto

    Rispondi

  • patrizia adorni

    01 Ottobre @ 17.40

    Qualche tempo fa ero andata a visitare il Museo e devo fare i complimenti al Comune ed in particolare al Geometra Ampollini che si occupava della sua gestione. Belle iniziative che uniscono famiglie e portano i ragazzi ad imparare pezzi di storia della nostra zona.

    Rispondi

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