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Allarme pidocchi nelle scuole materne di Fidenza

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Scrivo a nome di un folto gruppo di genitori fidentini esausti di una situazine di cattiva igiene pubblica che da qualche settimana va avanti nelle scuole materne fidentine, sia pubbliche che private.
Ci sono tanti bambini che stanno rimanendo a casa a causa della diffusione dei parassiti del cuoio capelluto, noti a livello popolare come pidocchi. La cosa sconcertante è che molte mamme preferiscono "depositare" i propri figli a scuola anzichè tenerli a casa e curarli, favorendo il vero dilagare di un'epidemia. Mia moglie ed io siamo stati tra i pochi a recarsi presso l'ufficio di igiene pubblica presso l'USL di Fidenza. Cosa ancora più sconcertante è stata la risposta ricevuta: loro si sentono tranquilli e non hanno intenzione di fare nessuna verifica di tutti gli alunni delle materne, perchè ciò scatenerebbe ira o rifiuto da parte dei genitori.
Risposta inammissibile, proprio perchè la chiusura delle scuole per procedere a disinfestazioni e controlli di tutti i soggetti esposti, rientra nei compiti primari dell'Ufficio Igiene Pubblica. E dispiace per le mamme che si rifiutano di tenere a casa i propri figli affetti temporaneamente da questa forma parassitaria, ma anche mia moglie è una lavoratrice, per giunta nel settore scolastico, e nei suoi doveri di madre e lavoratrice c'era quello di stare a casa ed evitare ad altri ciò che era capitato a noi, conseguenza di certo non di scarsa cura personale quanto conseguenza della noncuranza altrui o scarso controllo in ambito scolastico.
Sperando che tale problematica possa trovare risalto sulle pagine del Vs. quotidiano, porgo i più cordiali saluti
 

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  • Alessandra Antinori

    23 Ottobre @ 10.35

    Purtroppo la richiesta di dover portare il bambino all'asl prima della riammissione provoca più danni che benefici. Infatti un genitore, piuttosto che perdere tempo, perché di perdere tempo si tratta, visto che il proprio figlio è stato trattato e quindi si suppone sia in una condizione migliore dei bimbi non ancora trattati, preferisce non denunciare né alla scuola né all'asl la presenza dei pidocchi. Purtroppo così facendo, il bimbo, quando torna a scuola, è ancora sottoposto alla possibilità di nuove infestazioni da parte dei compagni non ancora trattati. Questa pratica non è seguita ad esempio nel comune di Milano, dove i bimbi sono riammessi a scuola a seguito di trattamento con prodotti specifici, con una semplice dichiarazione dei genitori. La troppa burocrazia non facilita mai la risoluzione dei problemi.

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  • alilau

    16 Ottobre @ 14.31

    Vedo che l'ignoranza dilaga.... dare la colpa dei pidocchi agli immigrati è una bella sciocchezza, e, per mera informazione, sappiate che i pidocchi si attaccano solo sui capelli PULITI, perchè queste antipatiche bestioline sono pure schizzinose e quindi se i capelli sono sporchi non ne vengono attratti!!!!!!!!

    Rispondi

  • viky

    16 Ottobre @ 12.20

    i genitori ogni tanto dovrebbero dare un'occhiata ai capelli dei loro bimbi , ed in caso di problemi contattare il loro medico , purtroppo o per fortuna da tempo il problema era sparito e quindi molti genitori ed insegnanti si sono trovati impreparati , probabilmente sono ricomparsi grazie a qualche immigrato................ , ma basta un minimo di cura per risolverlo

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  • Francesco

    16 Ottobre @ 11.42

    Trovarsi il bambino "impidocchiato" può essere spiacevole, ma i pidocchi nelle scuole c' erano già ai tempi della guerra tra Vercingetorige e Giulio Cesare. Con una bella rasatura ed un apposito shampoo si risolve tutto in ventiquattr' ore. Erano piene anche le caserme. Vi ricordate , quando andavamo in Servizio Militare di Leva , che razza di "tosate" ci piantavano ? Certo, bisognerebbe che si "spidocchiassero" tutti, se no si rischia di riprenderli........... Poi , ci si può anche domandare chi li porta, prenderlo in disparte, e spiegargli che è meglio prevenire..................ma , qui, rischiamo di andare in "terreno minato"......................

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    16 Ottobre @ 11.13

    Purtroppo nella pubblicazione della lettera abbiamo commesso un errore, pubblicando la versione firmata.. Ce ne scusiamo con l'interessato e con i lettori

    Rispondi

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