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Archivio storico: qui c'è tutta la storia di Collecchio

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COLLECCHIO
Gian Carlo Zanacca
Il Comune di Collecchio possiede un ricco archivio storico conservato in un apposito spazio a villa Soragna.
«Cronologicamente – spiega la responsabile Antonella Setti - i primi documenti inclusi nell’archivio storico sono i Registri di Stato Civile, a partire dall’anno 1781, mentre il restante carteggio amministrativo è presente a partire dal 1806. La documentazione dal 1951 al 1965 si trova nella sede del Comune. Nell’archivio storico sono contenuti 1925 pezzi archivistici circa di cui 1433 buste e 492 registri a cui si aggiungono 75 mappe catastali e diverse cassettiere, cassetti e schedari di stato civile e anagrafe».
E’ un luogo misterioso ed allo stesso tempo affascinante, per accedervi è necessario registrarsi e compilare l’apposita richiesta, fissando un appuntamento allo 0521 301281.
Una porta taglia fuoco grigia divide i documenti antichi dalla contigua sala di lettura per i bambini al piano seminterrato del centro culturale. I volumi più antichi si riconoscono subito: sono rilegati in pelle di diversi colori, verde bottiglia, marrone testa di moro, marrone chiaro, beige e salmone. Le scritte sui bordi che ne identificano i contenuti sono in oro.
 Quelli più moderni hanno meno pretese e sono rilegati con copertine di cartone grigio e scritte nere sulle fasce esterne.
 L’archivio storico rappresenta una fonte inesauribile di notizie: contiene i registri di stato civile ed anagrafe utili per ricostruire l’albero genealogico o per verificare la dinamica della popolazione presente sul territorio; le pratiche relative all’urbanistica che consentono di studiare lo sviluppo edilizio del comune; i faldoni che contengono i riferimenti alle opere pubbliche realizzate dal Comune; i contratti stipulati nel corso degli anni, oltre ai registri dell’annona e della leva militare.
Fra i documenti conservati, come illustra Antonella Setti, «un antico atlante catastale del periodo napoleonico che testimonia quale fosse la situazione urbanistica del Comune agli inizi dell’800. Una vera e propria opera d’arte realizzata a mano con planimetrie e piantine dettagliate che riportano anche le frazioni con l’indicazione delle vie e delle abitazioni».
Nell'archivio anche tutti gli atti amministrativi legati al funzionamento del Comune,  come pure i volumi che contengono le delibere approvate dalla Giunta Comunale,  le delibere approvate dal Consiglio Comunale,  e i bilanci, anno per anno, dell’Ente.
I registri delle deliberazioni di Giunta comunale vanno a ritroso nel tempo. «Quello relativo al 1848 - dice ancora Antonella Setti -  è scritto completamente a mano. Non è facile decifrarne la calligrafia, siamo ancora nel Ducato di Parma e Piacenza».
Una curiosità: il 7 maggio 1848 la Giunta si riunì per deliberare un contributo di 10 lire di allora alla Commissione per la realizzazione del monumento a Correggio a Parma. L’anno dell’Unità d’Italia, il 1861, si legge che il sindaco di Collecchio era il Marchese Lodovico Dalla Rosa Prati, l’atto, scritto a mano, riporta bene evidente un nuovo timbro: quello con la dicitura Comune di Collecchio in tondo attorno al simbolo dello scudo crociato dei Savoia.
E nel 1943, come era la situazione? «Un anno critico - illustra Antonella setti -  la guerra imperversava, e negli atti di Giunta si comprende che qualcosa sta cambiando: le delibere dei primi mesi del 1943 riportano la data con a fianco l’anno dell’era fascista: XXII E.F. Indicazione che scompare a partire dall’aprile, ben prima dell’8 settembre.
Insomma basta guardarsi attorno per andare alla riscoperta di un passato che ci aiuta a comprendere il presente.
«L’Amministrazione comunale – spiega l’assessore alla cultura Maristella Galli – ha sempre prestato particolare attenzione alla tutela della memoria nelle sue varie forme, e l’archivio rappresenta uno dei luoghi della memoria per antonomasia. Per questo nel 2004 è stato riordinato l’archivio e dotato di un inventario, per facilitarne l’accesso. In futuro vi è la previsione di collocare l’archivio nell’ex casa del custode a fianco di villa Soragna con spazi e percorsi dedicati alla ricerca per le scuole».
 Per questo il Comune ha partecipato ad un bando della Fondazione Cariparma che prevede l’erogazione di fondi volti alla riqualificazione di edifici con particolari finalità: la realizzazione del nuovo polo archivistico è subordinata all’erogazione di tale finanziamento.
L’archivio storico possiede anche una ricca documentazione fotografica che documenta lo sviluppo del paese. Per maggiori informazioni: www.comune.collecchio.pr.it.

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