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La Grandi Rischi arriva a Capriglio. Domani la Gazzolo incontra il ministro. I sindaci: "Senza la Massese moriamo"

La Grandi Rischi arriva a Capriglio. Domani la Gazzolo incontra il ministro. I sindaci: "Senza la Massese moriamo"
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Chiara Cacciani

Il tempo: è tutta una questione di tempo. Quello meteorologico ha dato la mazzata a montagna e collina. C'è poi il tempo dell'emergenza, che non è ancora finito. E quello che stringe: "La Massese è la vita dell'Appennino, se non si troveranno soluzioni per salvarla saremo definitivamente in ginocchio", lanciano il loro appello i sindaci di Tizzano e Palanzano. E ancora, il tempo degli appuntamenti cruciali: lunedì salirà a Capriglio la Commissione Grandi Rischi. "D'accordo con il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, arriveranno i geologi dell'Università di Firenze – fa sapere durante la riunione in Comunità Montana Est l'assessore regionale Paola Gazzolo -: lo scenario evolutivo di queste frane deve essere visto anche a livello nazionale". E martedì è fissato il suo incontro "richiesto d'urgenza" col ministro dell'Ambiente Corrado Clini: "Già questo Governo, se vuole, può dichiarare lo stato d'emergenza e sbloccare i fondi per i pirmi interventi".
E se all'inizio si domandavano a Roma 63 milioni, la conta dei danni è salita di ora in ora "e ormai tocchiamo i 120 milioni", continua la delegata alla Protezione civile. E' lei a dare i parametri per misurare la situazione in Emilia, e nel parmense in particolare: su 1548 criticità segnalate (e verificate) in Emilia, 557 sono nella nostra provincia. "Molte di queste sono segnalazioni di dissesti importanti. Qui siamo in emergenza, un'emergenza vera. E la cosa più preoccupante rispetto a quello che è successo è che si tratta di fenomeni in continua evoluzione". E' reduce dal sopralluogo nelle zone più colpite, la Gazzolo, e le ferite della terra le ha viste coi suoi occhi. E se non bastasse, a raccontarle meglio la montagna di disagi sono sindaci e assessori raccolti attorno a quello che diventa anche il tavolo della solidarietà: il vicepresidente della Comunità montana est annuncia l'istituzione del Centro operativo intercomunale: "Ci sono tecnici con diverse competenze a disposizione nel momento delle emergenze: è quello che possiamo fare nel nostro piccolo". Anche il sindaco di Felino Barbara Lori offre il sapere dell'Ufficio tecnico comunale: "Per colpa del terremoto si sono fatti un'esperienza importante, che può tornare utile".
 Il sindaco di Tizzano Amilcare Bodria snocciola i disagi delle famiglie che ancora abitano in montagna ("I tempi di percorrenza sono quelli che fanno la differenza tra restare o andarsene"), degli studenti, dei prosciuttifici che attendono gli approvigionamenti: è per questo che chiede di valutare la realizzazione di una bretella provvisoria tra Boschetto e Bosco che serva anche Monchio e Palanzano. E' per questo che chiede alla politica di adeguarsi ai tempi delle frane: 24-48 ore per dare risposte concrete. Il sindaco di Palanzano Maggiali si associa: "Ora bisogna dare delle priorità, e non cercare delle soluzioni ottimali, ma delle soluzioni e basta, che ci permettano di non morire". Gli altri sindaci ripercorrono il bollettino di guerra delle strade chiuse, delle frazioni isolate, dei disagi quotidiani a cui far  fronte. Sono in tanti a citare il "maledetto" Patto di stabilità" che blocca anche le poche risorse in cassa. E c'è anche  - Bovis, Lucchi – che sottolinea "il grave errore di abolire le Province: oggi chi ci avrebbe aiutato". Aggiungendo anche nella lista dei cattivi quella Spending review che mette a rischio i distaccamenti dei vigili del fuoco, "preziosissimi in questa emergenza e vicini al territorio". Dai parlamentari parmigiani Giorgio Pagliari e Patrizia Maestri arriva l'impegno a continuare a battere la strada romana per l'arrivo rapido dei fondi. Tempestività, rapidità, si chiede al governo e si ripete alla Gazzolo, e anche – lo fa Bernazzoli – concretizzare il piano di prevenzione redatto nel 2000 e sempre lasciato su carta. "Spero che non  manchi molto alla dichiarazione dello stato d'emergenza – spiega Gazzolo – ma serve anche un provvedimento ad hoc per dare risposta anche ai privati, che al momento non vengono ricompresi dalla legge 100. Il tempo fa la differenza. E noi non abbiamo tempo. Senza le risorse del governo non risuciremo a mantenere la fiducia della nostra comunità, che sta reagendo con orgoglio ma che è in grossa difficoltà".

IL "BOLLETTINO DI GUERRA" REGIONALE

L’assessore regionale ha insistito sul fatto che quella accaduta nelle ultime settimane in Emilia è una emergenza di grande significato: 82 le persone evacuate, 28 le abitazioni distrutte o fortemente danneggiate,11 attività produttive a rischio, 3 ponti crollati, 28 strade chiuse. E proprio ieri a Boschetto altre tre case sono state evacuate in via precauzionale.

 

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  • lone68pr

    15 Aprile @ 10.44

    @mimmoparisi: PER FAVORE, I COMIZI FALLI DA UN'ALTRA PARTE! LA GENTE DELLA MONTAGNA IN QUESTO MOMENTO NON HA BISOGNO DI SCIACALLI!

    Rispondi

  • Dany Ghiro

    14 Aprile @ 14.48

    E si parla(e si vuole...:-( abolire le Province e le Comunita' Montane...ma, almeno, i rappresentati delle stesse c'erano, anche se non portavano soldi...ma invece il Presidente della regione Emilia-Romagna sig.Errani, dov'era? A gia', in Romagna, iniziano i primi bagni...(proposta: qualche partito serio(sic) indica un referendum per abolire le regioni, e tenerci le province e le comunita' montane o di pianura, queste si a contatto con i loro cittadini! http://it.wikipedia.org/wiki/Vasco_Errani

    Rispondi

  • mimmo parisi

    14 Aprile @ 00.58

    Ultimamente la vecchia guardia, a qualunque colore appartenga, è sempre lì a pararsi il culo affermando che loro hanno messo facce giovani nelle loro fila: devono capire che non servono giovani (e anziani) con discorsi vecchi, ma piuttosto anziani (e giovani) con discorsi nuovi! Questo non è il luogo per approfondire l'aspetto generale, quindi mi limiterò a trattare qualcosa di culturale tout cour. Questo mondo che il M5S sta abbattendo a colpi di sobrietà è fatto, oltre di votanti miopi, di politicucoli, attorucoli, sportivucoli, direttorucoli, dirigentucoli etc. A queste categorie aggiungerei i musicistucoli. Questi al pari delle altre specie, una volta che partono in quarta con la loro carriera, ti costringono tutt'un tratto a chiedere un leasing in banca per acquistare il biglietto per il loro concerto. Anche qui c'è una perniciosa forma mentis: perché un'artista deve diventare milionario? C'è forse un assunto che i Padri costituenti si son dimenticati di aggiungere alla Costituzione Italiana e che loro, applicano per presa nascosta visione? Ho capito che uno può non andarci a sentire la loro eccezionale(?) musica e così punire la richiesta esagerata del 'nome' di turno, ma se a me interessa vedere in azione il funambolico chitarrista della band che lo accompagna o la corista alla quale ho finalmente deciso di dichiarare il mio eterno amore proprio in quella data del tour, sarei comunque penalizzato. Il fatto è che anche qui ci si è dimenticati della parola d'ordine del consorzio umano: moralità o, nel caso vi piaccia la filosofia, etica. Pertanto, auspicando che la musica funga da collante spontaneo al nuovo connettivo sociale dei sostenitori del M5S, propongo un Manifesto Della Musica a Cinque Stelle e, segnatamente per il genere con il quale mi esprimo musicalmente, propongo la nascita del Rock A Cinque Stelle. I punti salienti suggeriti sono: 1) In riferimento a chi fa musica si abolisce la parola 'artista', troppo insolente per una società dove ognuno vale di per se, basterà far riferimento all'effettivo strumento usato: se canta si userà il/la cantante, se suona il piffero, il pifferaio, etc. 2) Costi dei biglietti dei concerti equiparati a quelli di una visione cinematografica. 3) No al divismo, sì all'entusiasmo. 4) Nessuna discriminazione tra la paga di chi monta il palco e quella di chi ci sale per eseguire la sua performance: ognuno fa il suo lavoro. Chi sa fare una cosa la fa, chi sa cantare una cosa la canta! 5) Se un musicista è già 'arrivato' e condivide autenticamente le premesse di questo Manifesto, nello stesso momento che professa la sua simpatia al M5S dovrebbe fare la cosa più ovvia: ospitare nelle proprie future pubblicazioni chi sta cercando di farcela! 6) Va da se che nel punto 5 di questo Manifesto non si sta cercando di invitare gli U2 ad interessarsi di chiunque farnetichi di essere il nuovo John Lennon. Chi fa questo mestiere non ha bisogno di criteri codificati dall'ONU per distinguere tra chi ha un potenziale vero e chi è un rispettabilissimo suonatore della domenica. Ha solo bisogno di guardasi in giro e finirla di essere autoreferente. 7) Gli autori che si riconoscono nel Manifesto Della Musica A Cinque Stelle e segnatamente nel Rock A Cinque Stelle devono tener presente che un brano musicale è certamente compreso all'interno della vasta categoria dell'intrattenimento, tuttavia si auspica che il fruitore dopo l'ascolto di un testo musicato e interpretato porti a casa qualcosa. Quindi si richiede un certo spessore culturale che non significa comunque sorbirsi le nevrosi dei casi umani spacciati da certa discografia come Arte, anzi come arte. 8) Il Rock A Cinque Stelle non accetta le maiuscole fuori luogo, le parole sono come la società, laddove c'è una maiuscola c'è un'arroganza, ecco perché al punto 7 si è corretto Arte con arte. Quindi, si può affermare che il Rock A Cinque Stelle abiura la vecchia forma ipotattica e accetta quella nuova, paratattica e democratica, come la società che si sta cercando di promuovere col M5S. 9) A questi articoli se ne possono aggiungere altri, così come i precedenti sono sempre passibili di ridefinizione. Firmatario di questo Manifesto Cosimo (Mimmo) Parisi Bologna 13/04/13

    Rispondi

  • Bagolò

    13 Aprile @ 21.36

    Si parla di tempo, che non c'è tempo da perdere, ma i grandi Geologi, gli esperti dei Grandi Rischi, da Roma arriveranno solo lunedì..eh già.. oggi hanno fatto una grande esercitazione in Puglia, interforze, con la Marina Militare per testare il sistema emergenza in caso di terremoto.. ma nella nostra Provincia la terra non trema, vola giù.....

    Rispondi

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