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Ambiente, l'assessore regionale: "Attenzione all'impatto degli impianti eolici". E cita Albareto

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Serve una «costante attenzione agli impatti degli impianti eolici industriali», perchè il Piano energetico regionale «stabilisce con chiarezza che la produzione da fonte eolica non è prioritaria per l'Emilia-Romagna proprio per la consapevolezza, dati alla mano, che il nostro territorio spesso non è sufficientemente ventoso». E «non solo la pianura ma anche il crinale appenninico. Così l’assessore all’Ambiente, Sabrina Freda, in una nota. 

 I «dati a consuntivo che giungono dagli impianti realizzati - spiega – soprattutto per quelli più grandi, sono infatti deludenti»: le «ore effettive di produzione risultano essere spesso meno della metà rispetto ai minimi indicati dalla legge regionale». E mette i puntini sulle 'ì a «chi tenta di interpretare diversamente» i dati: «Deve essere quindi garantita – avverte – una notevole produttività a fronte di un impatto ambientale e paesaggistico comunque certo».  L'esortazione è anche in vista di nuovi progetti: «Abbiamo visto in questi giorni con il passaggio delle enormi pale nel Comune parmense di Albareto per arrivare all’impianto toscano di Zeri che tipo di danno portano impianti così sproporzionati e impattanti per aree naturalisticamente delicate e importanti. Sono dovuti intervenire Consiglio di Stato e poi Carabinieri e Polizia Forestale per bloccare la troppa fretta di aziende coinvolte in importanti indagini di mafia, a caccia di incentivi in scadenza e che nulla si preoccupano delle esigenze delle popolazioni. Un cantiere che proseguiva addirittura di notte nonostante lo stop della magistratura, dopo aver devastato boschi e strade con metodi che si commentano da soli».  «Il Consiglio di Stato – sottolinea l’assessore – ha messo la parola fine a qualsiasi 'mercanteggiamentò possibile sulle compensazioni ambientali, che non vanno intese come una risorsa economica da destinare a piacere, ma appunto una mitigazione dei danni che la Conferenza dei Servizi Regionale (e solo in quella sede!) programma per ridurre l’impatto».  «L'attenzione dell’assessorato regionale all’Ambiente - ribadisce – è quindi altissima per i progetti in fase di approvazione, come ad esempio quello presentato per il Passo del Santa Donna tra Borgo Val di Taro e Bardi (Parma), dove sono ben nove le pale da 150 metri previste, dopo che in Regione era stato presentato solo un anno fa dalla stessa ditta e per lo stesso luogo un progetto da tre pale e che aveva visto gli uffici competenti richiedere ben 46 integrazioni e chiarimenti».  Tra le zone interessate, anche la Val Vona e la Val Noveglia che «sono a livello regionale le valli con la più alta densità di agriturismi e bed & breakfast’', anche in borghi storici. Impianti «così sproporzionati e impattanti sarebbero incompatibili con quelle esemplari realtà».  C'è poi il problema della salute: «Se da un lato non sono ancora certificati in Italia i possibili danni di suoni e soprattutto degli infrasuoni, va ricordato che in altri Paesi la cosiddetta 'Sindrome da pala eolicà è scientificamente accertata e di conseguenza la realizzazione degli impianti prevede vincoli molto più stringenti, soprattutto per quanto riguarda la distanza da qualsiasi casa abitata o da allevamenti e stalle. Nel dubbio deve prevalere prima di tutto la cautela».

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  • paolo

    24 Aprile @ 19.10

    Siamo sempre alle solite.. centrali a carbone:no! centrali nucleari:no! pale eoliche:no! campi pieni di pannelli solari:no! antenne telef. mobile:no! ecc. ecc. Sti benedetti ambientalisti, avete per caso idee migliori?? proponetele!!

    Rispondi

  • strajè

    24 Aprile @ 17.39

    Tutti paghiamo le bollette per energia elettrica,ma pochi sanno che sulle stesse c'èun sovrapprezzo per incentivare la mafia delle Palle scusate pale eoliche Nessuno sa quanto vengono sfruttate.A quel velocita del vento possono girare ed a quale debbono essere staccate. Sotto e sopra una certa sogli sono ferme ed inerti e quindi improduttive. Nessuno sa che problemi hanno posto perchè la loro energia deve essere immessa in rete. Informatevi bene. Comunque facciano come io ho fatto:sono stato sul posti incriminato ,solo una PALL.A funzionva. Faceva un suono orribile,immaginarsi se andavano tutte. Una specie di WOOOMWOOOM terrificate. Ho poi sentito le impressione nei dintorni,una sola casa e mi hanno confermato che da quando le Palle girano nel raggio di Km non vi sono più ne insetti ne animali,dal che si deduce che sono nemica di un sano ambiente,ergo gli uomini sono meni intelligenti di detta povera fauna sfrattata da palle eoliche che non sempre girano,non sempre producono salvo a chi le ha progettate e finaziate con un sovrapprezzo per le nostre tasche. Su questo ben d'IDDIO é logico che si getta chiunque sfruttature della nostra dabbenaggine

    Rispondi

  • lucio

    24 Aprile @ 09.11

    Qui si sta correndo per non perdere gli incentivi statali (che in parte derivano da maggiorazione sulle bollette energetiche che tutti paghiamo). Il comune di Albareto avrebbe dovuto rifiutarsi di far percorrere le proprie strade a mezzi del genere. I danni per l'ambiente sono ingenti. Certo, ci sarà un compenso economico per ripagare del disturbo che fanno sempre comodo a privati e comune (compensi che però servono per coprire i danni di impatto ambientale). Il cantiere non porta nessun tipo di opportunità lavorativa per la valle (forse per ristoranti e bar c'è più lavoro). L'unico guadagno ce l'ha l'azienda che installa l'impianto che prende gli incentivi ed i proventi della vendita dell'energia prodotta. Sicuramente saranno stati fatti studi sulla ventosità prima di pianificare la realizzazione dell'impianto, ma se sono stati fatti con la stessa attenzione di quelli fatti per il trasporto del materiale, allora potrebbero esserci dei seri problemi. Non sarebbe né la prima né l'ultima volta che si bara un pochino in fase di progettazione. Perché non si ripara il generatore colpito da un fulmine al passo della Cappelletta? Ormai gli incentivi sono stati presi e si è guadagnato abbastanza dalla sua produzione, ora è antieconomico ripararlo... E poi chissà perché non funzionano gli altri due generatori. Prima che all'ambiente si guarda al soldo.

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  • Geronimo

    23 Aprile @ 22.39

    Questa dichiarazione mi puzza, guardando la parentela di un ricorrente al tar su delle pale eoliche a qualche chilometro di distanza e in altra regione questa presa di posizione mi puzza

    Rispondi

  • Mariangela

    23 Aprile @ 21.54

    Dove sarebbe "la tanta occupazione che portano le pale eoliche"? Forse noi andremo in giostra sulle eliche? A parte che le imprese che lavorano non sono nemmeno del posto. E' solo un business di multinazionali e a noi resta lo scempio del territorio, i danni per la salute, i costi del futuro smaltimento. E poi l'enel mica la vuole l'energia prodotta. Altrimenti perchè non funzionebbero tutte le quattro pale piazzate sul Centocroci?

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