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Quella casa-museo sulla storia del Parma

Carlo Pizzarotti, instancabile tifoso crociato, raccoglie centinaia di cimeli della sua squadra del cuore

Quella casa-museo sulla storia del Parma

Carlo Pizzarotti

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Il suo appartamento è un vero e proprio museo del tifoso. Carlo Pizzarotti, instancabile sostenitore gialloblù, nei decenni ha collezionato tutto ciò che può avere una qualche attinenza con la sua squadra del cuore, il Parma. Il salotto della sua casa in via Torrente Bardea, quartiere Montanara, per l’occasione è stato allestito di tutto punto: ma in esposizione c’è solo una piccola parte dell’«infinito archivio» del signor Carlo.
«Io sono un grande appassionato, dalla serie A in avanti non mi sono perso una partita della mia squadra – racconta –. Fino a tre anni fa ho seguito sempre il Parma anche in trasferta, ultimamente ho un po’ rallentato i ritmi per varie questioni, ma nella mia collezione ci sono i biglietti di tutti i match disputati dai gialloblù». Siamo sull’ordine del migliaio: «Difficile dire con precisione quanti, contando anche i doppioni che mi servono per gli scambi: non mi ci sono mai messo a contarli – sorride -. Poi ho la collezione completa degli album Calciatori della Panini (completi) dagli anni Sessanta in avanti, e, singole, anche tutte le figurine dei giocatori e delle formazioni del Parma».
Non basta? Ecco allora che tira fuori tutte le pagine di sport della Gazzetta di Parma riguardanti la sua squadra, dal 1969 in poi, spilline, gagliardetti, sciarpe, cartoline di tutti i giocatori (alcune delle quali autografate), programmi delle partite, annulli filatelici speciali, videocassette con tutte le più avvincenti sfide, e, addirittura, le bustine di zucchero targate Parma.
«La passione l’ho sempre avuta, ma è dal 1990 che ho iniziato a collezionare con una certa cura gli oggetti – spiega –. Una dozzina di anni fa, poi, sono andato in pensione (lavorava alla Parmalat, ndr) e allora ho iniziato a dedicarmi al mio hobby con più calma e attenzione».
Ma come si mettono insieme decine di migliaia di cimeli? «Tendenzialmente non ho mai acquistato, ho sempre cercato di scambiare: dai biglietti alle figurine, dalle cartoline agli scudetti. Oggi un po’ il gusto del collezionismo si è perso: con internet tutto è abbastanza facile e soprattutto immediato. Un tempo la ricerca richiedeva molto più tempo, e conseguentemente, la soddisfazione, una volta trovato un pezzo mancante, era ben più grande». Più o meno quotidianamente Pizzarotti aggiorna e ordina le sue raccolte. Presidente del Parma Club «La Bella Età», se gli si chiede quale dei tanti giocatori crociati gli sia rimasto nel cuore di più, lui si alza e va a prendere la maglia autografata di Gianfranco Zola, ricordandosi, però, di menzionare anche Hernan Crespo. «La partite che non dimenticherò mai? Le finali di coppa, a Londra nel ’93 e a Copenaghen nel ’94. Ma, in assoluto, la finale di Coppa Uefa con la Juventus, il 5 maggio del 1995».

 

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