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Via Savani, è allarme per la microcriminalità

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Damiano Ferretti

«Questa è diventata una “zona franca” dove tutto è concesso: tra prostitute, tossicodipendenti, richieste forzate di elemosina e frequenti risse, la situazione è fuori controllo».
 A parlare sono residenti e negozianti del quartiere Pablo nella zona del temuto «quadrilatero dello spaccio» - come lo chiamano da queste parti - ovvero l’area compresa tra le vie Savani, Anselmi, Lanfranco e Boccaccio, dove il giro della droga pullula senza sosta. C’è chi chiede l’installazione di telecamere di sorveglianza, chi auspica un maggior presidio delle forze dell’ordine e chi, addirittura, pensa di cambiare quartiere perché «al calar del sole c’è il coprifuoco». A farla da padrone (soprattutto vicino ai distributori di benzina Eni ed Euroself di via Anselmi) sono spacciatori e prostitute. Nel cuore di un quartiere da tempo al centro delle polemiche. E con un degrado che sembra irreversibile. «Lo sanno tutti com’è la situazione da queste parti - sbotta Giuseppe Mazza -: ma fino ad oggi nessuno ha fatto qualcosa. Questa è diventata una zona di spaccio in piena regola e servirebbero più controlli da parte delle forze dell’ordine. Dalle 20 in poi, c’è da aver paura a fare due passi in via Lanfranco e in via Anselmi». Scene di ordinario degrado da queste parti che si ripetono però anche alla luce del sole. «La settimana scorsa mentre facevo benzina alle undici del mattino - racconta Sara - un ragazzo dall’aspetto non troppo rassicurante mi si è avvicinato con una siringa e mi ha intimato di consegnarli tutti i contanti che avevo in tasca: per fortuna nel portafoglio avevo solo trenta euro e si è accontentato di quella cifra. Da quel giorno non vengo più sola a fare benzina e mi faccio accompagnare sempre dal mio fidanzato». Una testimonianza in merito arriva anche dal titolare di un’attività commerciale di via Savani: «Le mie clienti si tengono il resto in tasca a portata di mano perché quando passano davanti ai due distributori di benzina, per essere lasciate in pace da alcuni personaggi che stazionano nella zona devono sempre dargli qualcosa. E’ una parte della città  abbandonata e ci sentiamo dei cittadini di serie B».
 Chi parla però lo fa quasi a bassa voce, altri preferiscono non dire nulla per paura. «Bisogna stare sempre con gli occhi aperti e non soltanto nelle ore notturne - assicura Bonfiglio Morini -: spesso ci sono gruppi di persone che magari si fermano a bere e dopo un po’, per colpa dei fumi dell’alcol, vedi che si prendono a bottigliate o a mazzate. A scene di spaccio continuo si assiste anche in via Roncoroni e nel parco, spesso frequentato da mamme e bambini, che si trova tra via Vigotti e via Anselmi».  
 

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