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Profumo di Sicilia in piazzale Corridoni

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Lorenzo Sartorio
Ci mancava davvero una bella e variopinta macchia di colore in quell'antico piazzale, un tempo della Rocchetta, e poi intitolato a  Filippo Corridoni. Si tratta di un negozio di ortofrutta aperto solo un mese fa ma che ha già conquistato, non solo la simpatia degli oltretorrentini, ma anche dei parmigiani al di là del torrente e di tanti altri che risiedono in periferia. Un negozio che emana il profumo della magica  terra di Sicilia.
Infatti, il titolare, Massimiliano Intorre, quarantaseienne , è un siciliano doc di Caltanissetta.  Esposte  nel piazzale frutta e verdura di stagione  con un’artistica disposizione  di stampo arcimboldesco, grazie alla fantasia e all’estro  della moglie di Massimiliano, Domnica e della commessa Miriam.
All’interno del negozio, un trionfo di ortaggi e frutti di diverse provenienze ma anche pasta artigianale trafilata a bronzo, olii toscani e siciliani oltre, ovviamente, alle profumatissime  arance di Paternò in arrivo a fine novembre,  i carnosi limoni di Amalfi, le  pesche « miele dorato» dell’Etna, l'uva moscato della Puglia,  insalate e radicchi rossi della Pianura Padana e del Veneto e l’immancabile uva sultanina.  E, per appagare anche i più esigenti palati dei «pramzàn dal sas», «pevrón e sigòlli machi», zucca, rape, bietola rossa, porri e patate nostrane per confezionare gli invernali «tortelli montanari».
Per dare un tocco autunnale al piazzale, Domnica e Miriam, hanno installato anche un «fogón» per le caldarroste che spande nell’aria quel familiare  profumo antico che, in verità, in questi anni si era un po' perso. Però la burocrazia della macchina comunale pare stia creando non pochi problemi ai titolari dell’ortofrutta oltretorrentino i quali, a più riprese,  hanno chiesto il permesso di poter accedere dai varchi per scaricare la merce dalle 7.30 alle 9. «Sono contentissimo di come ha incontrato il negozio e la conseguente risposta dei parmigiani - afferma Intorre - è stata incoraggiante e significativa. Però quello che non riesco proprio a capire sono i problemi che ci sta creando il Comune. A chi apre un negozio in una zona dove altri chiudono  deve essere data la possibilità di poter lavorare e soprattutto, come nel mio caso, di scaricare la merce evitando di fare perdere tempo prezioso. In caso contrario e in mancanza di riposte positive da parte del Comune, mio malgrado,  sarò costretto  a chiudere anch’io». Più chiaro di così. 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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