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Incendio a Reggio: 2 morti, 38 intossicati. Migliorano due bimbe e altre 7 persone

Fiamme nello scantinato di un palazzo in via Turri (zona stazione). Tracce di bivacchi

Incendio in un palazzo a Reggio Emilia: 2 morti e 41 intossicati, fra loro tre bambini

Un mezzo dei vigili del fuoco (foto d'archivio)

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Due persone sono morte in un incendio che si è sviluppato in uno scantinato di un edificio a Reggio Emilia. Le fiamme sono divampate in una palazzina di 4 piani in Via Turri, nei pressi della stazione ferroviaria, e hanno prodotto molto fumo. Oltre alle due vittime, recuperate sulle scale, sono rimaste intossicate una quarantina di persone, tra cui una donna e tre minori che sono ricoverati in codice rosso. Le vittime sono un uomo e una donna di origini nordafricane, non ancora identificati. 

MIGLIORANO LE BAMBINE RICOVERATE. PER SETTE INTOSSICATI "L'ANDAMENTO E' BUONO"

La bambina 5 anni, portata stamattina all’ospedale di Fidenza (Parma) per il trattamento con camera iperbarica, poi ricoverata nella Rianimazione del Santa Maria Nuova, ora sta meglio ed è stata trasferita in Pediatria. Per quanto riguarda la bambina di tre anni, portata in elisoccorso al Niguarda di Milano, è ora stata trasferita alla clinica pediatrica De Marchi in centro a Milano: sarebbe in fase di miglioramento, ma la prognosi è ancora riservata. Gli altri sei bambini che erano ricoverati all’ospedale di Reggio Emilia sono stati, invece, dimessi.

Sarebbe in fase di miglioramento, si diceva, seppure in condizioni gravissime, la bambina di tre anni ricoverata all’ospedale Niguarda di Milano, in seguito all’incendio che si è sviluppato la notte scorsa in via Turri a Reggio Emilia. Complessivamente sono 38 le persone intossicate.
Attualmente sette persone sono ancora ricoverate all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia: due sono rientrate dal trattamento con camera iperbarica da Fidenza e saranno dimessi in serata, fanno sapere dall’Ausl; 5 rimarranno in osservazione almeno fino a domani per continuare il periodo di terapia con ossigeno ad alto flusso. Per tutti e sette l’andamento è buono, dicono i sanitari.

UNA BAMBINA E DUE ADULTI ERANO STATI RICOVERATI IN CAMERA IPERBARICA A FIDENZA (L'Ausl di Reggio Emilia nel bollettino delle 10,30). 
Delle 38 persone intossicate, 4 hanno avuto necessità di camera iperbarica. Di queste, 2 adulti e una bambina sono stati trasferiti a Fidenza ed è previsto il rientro all’Arcispedale di Reggio Emilia in giornata. 
Una bambina di 3 anni è stata trasportata in elisoccorso all’Ospedale Niguarda di Milano, struttura dotata di camera iperbarica e rianimazione pediatrica, in gravi condizioni.
Sono attualmente ricoverati all’Arcispedale Santa Maria Nuova 5 adulti in Osservazione Breve e 6 bambini in Osservazione Breve pediatrica. Questi pazienti, le cui condizioni non destano preoccupazione, saranno verosimilmente dimessi nella giornata di domani. 23 persone, dopo essere state assistite al Pronto Soccorso di Reggio Emilia, sono state dimesse e inviate al curante.

Per fare fronte all’emergenza è stato attivato il PEIMAF alle ore 1.30 (PIANO DI EMERGENZA PER IL MASSICCIO AFFLUSSO DI FERITI DI UN OSPEDALE)  di terzo livello, che prevede l’insediamento dell’unità di crisi per il coordinamento della maxi-emergenza e l’attivazione di risorse mediche e infermieristiche aggiuntive (sono stati attivati 4 infermieri, 1 OSS, il Responsabile Infermieristico Dipartimentale e 4 medici, tra cui il Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza e il Responsabile del Pronto Soccorso).

Sul luogo sono intervenuti mezzi attrezzati per il soccorso, tra ambulanze, autoinfermieristiche, automedica, volontari del soccorso, oltre ad un mezzo di coordinamento delle maxi-emergenze, che ha gestito gli invii dei pazienti in Pronto Soccorso. Questi professionisti hanno allestito un’area PMA (Posto Medico Avanzato) , gestendo la prima assistenza e gli invii al Pronto Soccorso. 
Alle 0,28 è arrivato in PS il primo paziente in codice rosso e a distanza di due minuti il secondo codice rosso, l’ultimo paziente è arrivato alle 03,17.
Il PEIMAF è stato dichiarato concluso alle ore 6.

LA COMUNITA' MAROCCHINA: "VITTIME DEL DEGRADO". Davanti alla palazzina di Reggio Emilia in cui questa notte sono morti due coniugi magrebini monta la rabbia della comunità marocchina. «Si sa da anni che quelle cantine sono occupate abusivamente - dice all'agenzia Ansa il rappresentante Abderrahim Mouloudj - e nessuno ha fatto nulla, queste sono vittime del degrado e della politica mal gestita dell’integrazione».

TRACCE DI BIVACCHI NEGLI SCANTINATI. Durante le bonifiche di questa mattina nella palazzina di via Turri a Reggio Emilia dove è divampato l’incendio in cui sono morte due persone, i vigili del fuoco hanno trovato nelle cantine tracce di coperte e di sacchi a pelo bruciati. Nessuna persona, intossicata o deceduta, è stata invece trovata in quei locali. Una delle ipotesi, ancora da verificare, è che qualcuno potesse aver trovato rifugio lì per scaldarsi. Gli accertamenti sono ancora in corso. 

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