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Io e la corsa

Cinque personaggi, cinque habitué della Cariparma Running. E cinque domande per capire il loro rapporto con la corsa, non solo con la più "classica" delle gare parmigiane

Io e la corsa

I partecipanti alla Cariparma Running

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Cinque personaggi, cinque habitué della Cariparma Running. E cinque domande per capire il loro rapporto con la corsa, non solo con la più "classica" delle gare parmigiane

1. Quante volte ha corso la Cariparma Running?

2. Qual è il ricordo più bello che la lega a questa gara?

3. Perché le piace correre?

4. Qual è stata la gara più emozionante che ha corso?

5. Che consiglio darebbe a chi quest'anno correrà la Cariparma Running per la prima volta? 

Andrea Aiello
Anni 45
Professione: ingegnere

1. Sei volte: tre volte la 10 km e tre volte la 21 km.


2. La prima volta che ho partecipato, nel 2009. E’ stato bellissimo correre nella mia città. Non avevo velleità di tempo, avevo solo voglia di farla. E’ stata questa gara che mi ha fatto appassionare alla corsa. Da quella volta non ho più smesso.


3. Mi piace confrontarmi con me stesso. Da ex pallavolista ero abituato ad avere davanti una rete e un avversario. La corsa invece ti fa misurare con i tuoi limiti e le tue potenzialità. E poi puoi correre ovunque e sempre: basta avere con sé un paio di scarpette. Le infili, esci e vai.

4. La mia prima maratona di New York. La sognavo da tempo. Non avevo un obiettivo particolare di tempo quindi non ho dovuto stare attento al cronometro, che è quello che spesso ti toglie un po’ il gusto della corsa. Quella volta mi sono goduto ogni dettaglio: il tifo, il percorso, i bambini per strada. Sono quelle sfumature che possono fare la differenza.


5. Di godersela, di estraniarsi da affanni e fatiche e assaporare il piacere di correre nella propria città. Questo è il vero doping per fare una bella gara. Se vissuta così la cosa non può che appassionare, dopodiché, si dice, «L’appetito vien mangiando».

Rosalba Console
Anni: 35
Professione: Finanziere del gruppo sportivo Fiamme Gialle

1. Una volta: ho corso la 21.

2. Sicuramente la città e il percorso che la attraversa. Sono molto legata a Parma, perché qui abita una carissima amica, Maria Guida quindi ogni ricordo della città è legato a lei.

3. E’ sempre stata un passione. La era quando ero piccola e la è ancora oggi che ne ho fatto una professione, e nonostante i lavoro, una famiglia e due bambini. La corsa ti spinge sempre a migliorarti e a dare il meglio.

4. Le due Olimpiadi a cui ho partecipato, ad Atene nel 2004 e a Londra nel 2012, correndo la maratona. Credo che per un atleta non ci possa essere emozione più grande. In particolare il ricordo più bello è legato proprio all’ultima, quella di Londra.

5. Di pensare a divertirsi, perché la corsa è passione e tale deve rimanere, è quello che ti trascina per chilometri e chilometri. Oggi ci sono tanti amatori: chi corre lo sa quanto è bello e non ha bisogno di grossi consigli o incitamenti. Il percorso non è particolarmente impegnativo, quindi non ci sono grosse raccomandazioni. Forse però ci sarà caldo, e allora consiglio di bere e approfittare degli spugnaggi. Tenetevi all’inizio, per dosare le energie e poi date tutto negli ultimi km.

Eugenio Pavarani
Anni: 66
Professione: Professore ordinario presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Parma

1. Ho corso dieci volte la Cariparma Running: quattro volte ho fatto la non competitiva, per due volte ho corso la 10 km, e 4 volte la mezza maratona da 21 km.

2. Il ricordo più bello mi riporta alla 21 km del 2004 ed è legato alla soddisfazione di aver centrato l’obiettivo per il quale mi ero allenato con molto impegno: scendere sotto l’ora e cinquanta minuti. Riuscii a portarla a termine in un’ora e quarantotto.

3. Si corre per stare bene fisicamente e mentalmente. Lo stato di benessere che si prova e i progressi che si fanno diventano un forte incentivo a continuare e a spostare in avanti i propri limiti. Ho ben chiaro il ricordo dei miei primi passi di corsa seguendo una tabella di Gianfranco Beltrami cui sono riconoscente per avermi spinto ad iniziare e per avermi assistito. Mi sembrava impossibile correre per cento metri. In poco tempo, ho potuto correre per un’ora senza fermarmi.

4. Senza dubbio la maratona di New York che ho corso nel 2005. Il fascino della città, l’entusiasmo di 40 mila runner, la soddisfazione di aver superato una prova che, soltanto qualche anno prima, mi pareva impossibile per le mie forze, sono un ricordo indelebile.

5. Di non trascurare le visite mediche: eventuali patologie latenti - soprattutto cardiache - possono essere esasperate dallo sforzo fisico. Prevenire è meglio che curare. Proprio durante una prova da sforzo mi è stata individuata un’aritmia che mi ha portato ad un intervento di ablazione e all’impianto di un defibrillatore. Colgo l’occasione per ringraziare i medici che mi hanno assistito: Beltrami, Zardini e Ardissino. Grazie a loro posso continuare a fare attività sportiva in sicurezza.

Vittoriano Guareschi
Anni: 44
Professione: Commerciante (ora), ex pilota di Superbike, collaudatore MotoGp, ex Team Manager Ducati1.

1. Sei volte in tutto. Una volta la 10 km, le altre volte sempre la mezza maratona. Il 13 settembre 2015 saranno 7 però.

2. Quando l’ho corsa nel 2007, la 21 km. Due ore prima avevamo vinto il Mondiale con la Ducati, con Casey Stoner e con la testa ero ancora a Motegi, in Giappone. Ero stato alzato tutta la notte per vedere la gara, non avevo dormito, ma l’adrenalina era tale che la stanchezza non l’ho proprio sentita..

3. Perché è bello. Ho iniziato quando ero pilota perché faceva parte dell’allenamento aerobico ma mi è sempre piaciuto. Quando corri riesci a vedere le cose da un’altra prospettiva. Parto con le mie preoccupazioni, corro e torno libero.

4. La Maratona di New York, che ho corso due volte, nel 2006 e nel 2009. Un’esperienza straordinaria, che va al di là della gara. Credo che per un newyorkese vedere la propria città chiusa al traffico e invasa pacificamente dai podisti, sia un po’ come la Cariparma per i parmigiani: proprio bello.

5. Di godersi la città, perché non capita spesso di potersela vivere così; di guardarsi attorno e apprezzare di ogni dettaglio. Solo così non si sente la fatica. Credo che un parmigiano dovrebbe correrla almeno una volta nella vita.

Giacobbe Fragomeni
Anni: 46
Professione: Pugile (Campione del mondo Professionisti WBC nel 2008 per la categoria dei pesi massimi leggeri) e personal trainer

1. Tre volte in tutto. Una volta ho corso la 30 km e due volte la mezza maratona.


2. Sicuramente l’atmosfera che si respira quel giorno. C’è un senso di armonia incredibile, dato da tante persone che si ritrovano per correre insieme. E’ una bella sensazione.


3. Ho sempre corso, fin da quando ero piccolo, anche quando giocavo a calcio. Poi con il tempo ho iniziato a fare gare. Correre mi piace e mi fa stare bene.

4. Amo molto i trail, le corse in montagna, soprattutto ultimamente, ne sto correndo diverse. Qualche settimana fa ho partecipato alla camminata dei Lagoni: 13 km a cui ne ho aggiunti 5 di allenamento. Quando arrivi al punto più alto vedo tutto il panorama dell’Appennino tosco-emiliano ed è uno spettacolo che lascia senza fiato. Vale la pena arrivare fin lassù.

5. Di godersi la corsa. Di non pensare a vincere e di non concentrarsi troppo sul cronometro. Il bello della Cariparma Running – così come della corsa in generale – è anche la capacità di gustarsi il momento, lo stare insieme, la città che fa il tifo e l’entusiasmo di migliaia di persone che corrono. E’ uno spettacolo, una festa, ancora prima che una gara.

 

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