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M5s: quanto vale il fattore P?

Numeri social e peso mediatico: ecco perchè Pizzarotti/Parma non è solo un caso di provincia

M5s: quanto vale il fattore P?
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I commenti sul nostro web e sui social parmigiani sono, come sempre, divisi e contrapposti: per alcuni Pizzarotti "se ne deve andare", mentre per altri "non si fa distinzione fra peccati veniali (se ci sono stati)e peccati mortali".

Ma per capire meglio quali riflessi potrà avere il caso Parma nel mondo Cinque stelle, ieri sera abbiamo spulciato un centinaio di commenti arrivati a caldo al blog di Beppe Grillo (oggi "blog delle stelle" all'insegna della nuova piattaforma Rousseau). E i risultati sono sorprendenti: anche in "trasferta" (il sito ufficiale M5s da tempo non è tenero e amichevole con Pizzarotti & C.), il sindaco di Parma strappa un 42-58. Ovvero 42 commenti che lo difendono (e non si tratta solo di parmigiani) e che mettono in guardia i vertici del Movimento dal rischio di autogol, e 58 di chi invece applaude la sospensione con due motivazioni diverse: ci sono quelli che sottolineano la delusione per la mancata informazione sull'avviso di garanzia e quelli che invece non nascondono un fastidio di lunga data verso il sindaco eretico, che qualcuno bolla come "furbetto" perchè mai troppo allineato con i vertici.

Ma ci sono altri numeri che dicono del seguito e della considerazione di cui Pizzarotti gode nel movimento. Intanto il profilo facebook del sindaco di Parma ha ormai toccato quota 91mila fans (il collega Nogarin è sindaco da meno tempo ma ne ha solo 27mila), ma soprattutto il video di giovedì sera ("Vi racconto una giornata particolare") ha goduto di ben 270mila visualizzazioni. Così come l'ormai famoso post che mette in rete la vana chat fra Pizzarotti e Di Maio & C. ("Chiami tu o chiamo io?") ha 3300 mi piace e 1600 condivisioni: non proprio bruscolini, per chi conosce i meccanismi di facebook...

A proposito di facebook, fa sorridere un cliccatissimo commento di appoggio a Pizzarotti che arriva da Roma, da Peppe Maggio:

Pizzarotti, ma pure te, glielo devi dare il tempo di rispondere su watsapp no? Il che implica:
1) una votazione online per decidere se visualizzare o meno il messaggio
2) la conferma di grillo per poter rispondere
3) una riunione del direttorio per decidere cosa scrivere
4) altro referendum on line dal titolo "possiamo usare lo smile?"
5) espulsione di chi ha votato a favore dello smile
6) trovare la tastiera del telefono
7) rispondere
Capisci bene che era solo questione di tempo ma ti avrebbero risposto...

Battute a parte, se per noi la questione vive soprattutto sugli aspetti parmigiani (inchiesta giudiziaria, teatro Regio, tenuta della giunta), non sembrano del tutto esagerati i timori di chi temeva fra i parlamentari "un effetto valanga", perchè se nella capitale tanti non hanno mai sopportato Pizzarotti e l'indipendenza del gruppo parmigiano, altri hanno sempre guardato alla "Stalingrado" conquistata come a un modello da seguire o almeno con cui confrontarsi, per un movimento che vuole passare dall'opposizione al governo delle città e poi del Paese.  In questo senso, e soprattutto dal punto di vista della comunicazione al di là di ogni giudizio politico, Pizzarotti apparve allora "il sindaco della porta accanto", perfetto contrappeso e completamento per conquistare anche un elettorato più "tranquillo" di quello attirato da slogan e battute di un Beppe Grillo a volte sopra le righe.

E sempre dal punto di vista della comunicazione, mentre lo sbarco in Parlamento dei Cinque stelle ha portato sotto i riflettori personaggi come Crimi o la Taverna, Pizzarotti passava con buona disinvoltura dalle Iene a Servizio pubblico, dalla Gruber alla Annunziata alla Bignardi. Parlammo allora di punto P , come gioco di parole rispetto al punto G (un po' sessista) con cui Grillo aveva bollato negativamente la voglia di televisione di Federica Salsi ed altri esponenti del movimento. Pizzarotti, invece, a dispetto di qualche scivolatina grammaticale e di qualche intercalare di troppo (il suo "come dire" è ormai un marchio di fabbrica) ha sempre superato indenne le trappole di questi conduttori e conduttrici che, fin dalle prime piccole divergenze, facevano di tutto per metterlo contro Beppe Grillo. E in quei frangenti, pur nell'evidenza delle idee a volte diverse, Pizzarotti ha sempre fatto di tutto per non trasmettere messaggi di divisione.

Ma forse, il suo peccato originale fu quell' "Abbiamo vinto noi", all'indomani dell'elezione, che a Genova e Milano fu visto come un esempio di presunzione e già come voglia di affrancamento dai vertici. Che in parte esiste davvero, e che in fondo fa parte del dna parmigiano che non ci fa mai amare chi in qualche modo vuole soggiogarci: ma allo stesso tempo, se c'è un gruppo che da sempre dà l'idea di credere sinceramente e genuinamente nel sogno pentastellato è proprio quello di Parma. Al di là delle legittime critiche da fuori sulla conduzione della città e di quelle da dentro (poi sfociate nella separazione da Nuzzo e Savani).

Così, e oggi lo si vede distintamente nelle parole e nei numeri del web, Pizzarotti e i suoi rappresentano per tanti militanti proprio un esempio di quello che - idealmente - il M5s vuole essere, e in certi momenti forse si riconoscono più nelle idee di Parma che neir riti di Casaleggio, padre e oggi figlio (il vero nemico di Pizzarotti, si è detto, sarebbe proprio Casaleggio jr). Che Pizzarotti possa fare a meno, in prospettiva 2017, della "casacca" a 5 stelle è molto difficile: perfino a un politico ben più navigato, come Ubaldi, occorsero due tentativi ed una serie di circostanze (ad esempio lo strappo di Tommasini e le critiche verso la giunta  Lavagetto) per arrivare in Comune.

Però, allo stesso tempo, non è detto che il lanciatissimo M5s che fino a ieri era favorito per Roma e in lizza per Torino, oltre che futuro protagonista di un eventuale ballottaggio nazionale, sganciando Pizzarotti e Parma non scopra che il fattore P non è, per usare una citazione storica, "una semplice espressione geografica"...

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  • Ivo

    15 Maggio @ 00.28

    @Balestrazzi , per cortesia , mi può indicare un politico da 20 ad ora , che lei considera poco improvvisato e studioso ? Nn è polemica , ma vorrei avere un comfronto . Un seguace

    Rispondi

    • 15 Maggio @ 07.01

      REDAZIONE - Quello che ho fatto per i M5s è un discorso che vale per tutta la politica. Con una sola differenza (che, preciso subito, è anagrafica e non implica giudizi di qualità): se mi iscrivo ad esempio a un Pd posso dialogare e confrontarmi con gente dell'età e dell'esperienza di Bersani o, per fare un nome parmigiano, dell'ex vicesindaco Cugini. Un leghista può parlare con Bossi (che però a sua volta 20 anni fa fu il simbolo di un partito completamente nuovo). Proprio parlando con un consigliere 5 stelle, nei giorni scorsi, convenivamo che sarebbe stato molto utile per loro continuare ad avere in Consiglio un Ubaldi con cui confrontarsi: per poi magari fare il contrario di ciò che proponeva, ma con un contatto di esperienza politica impagabile (dopo 40 anni in Comune). Quindi è un tema per tutti i partiti: e più sono giovani, ovviamente, più si pone. Tanto più, e concludo, se questo partito non governa con una alleanza (in cui hai altre visioni con cui confrontarti) ma nel primo monocolore della storia di Parma, in cui sei inevitabilmente autoreferenziale. Ma, ci tengo a ripeterlo ancora, se l'analisi dell'articolo era su M5s è un discorso che comunque varrebbe domani per chiunque.

      Rispondi

      • Filippo

        15 Maggio @ 07.14

        Vero, ma abbastanza irrealistico per come i grillini si pongono davanti a qualsiasi esponente della "vecchia" politica: tutte le volte che Ubaldi si esprimeva, non solo facevano il contrario, ma lo dileggiavano pubblicamente (e, i loro seguaci, continuano a farlo anche adesso, senza saper distinguere gli aspetti positivi della sua lunghissima esperienza, da quelli, indubbiamente, negativi). L'arroganza, unita all'incompetenza, non solo gli ha alienato le simpatie di tanti, ma gli ha ostacolato parecchio la crescita, non solo politica.

        Rispondi

        • 15 Maggio @ 08.04

          REDAZIONE - Aggiungo una cosa che ho già detto anche a loro, e non per tirare l'acqua al nostro mulino. In mancanza di un alleato politico, avrebbero potuto "sfruttare" molto di più le critiche che la città fa arrivare (così come da quando ho iniziato 40 anni fa) attraverso la Gazzetta, invece di fare del confronto con i media un ulteriore problema. Esempio: la pur lodevole finalità della differenziata aveva fin dall'inizio bisogno di correttivi, che puntualmente i cittadini chiedevano scrivendo alla Gazzetta di carta e al nostro sito web. Se invece di lamentarsi della "Gazzetta cattiva" si fosse dato retta prima a quei cittadini, avremmo avuto (e potremmo avere anche oggi) una città più ordinata e senza alibi per gli incivili (che pure sono ovviamente i primi responsabili di "rudo selvaggio"). Il vecchio, e ben più esperto, governo Pci/Psi battagliava con noi sulle idee, ma se al Tg Parma mostravo una buca il giorno dopo erano lì a rappezzare...

          Rispondi

        • Filippo

          15 Maggio @ 08.53

          Questo è stato davvero un altro dei loro peggiori paradossi: non fanno altro che riempirsi la bocca di vuoti slogan come "democrazia partecipata" o "uno vale uno", ma poi concretamente si sono chiusi all'interno del Comune, incapaci di dare un seguito concreto anche a quelle situazioni (penso ai ccv) che avrebbero potuto e dovuto dargli modo di metterli davvero in pratica. E, aggiungo, sempre con una supponenza da primi della classe, quando i risultati sotto gli occhi di tutti, erano ben lontano dalla sufficienza. Se penso che non hanno praticamente mai risposto alle tante lettere di critica pubblicate sulla Gazzetta, anche quando sarebbe stato loro interesse smentirle o placare gli animi, mi convinco sempre più della loro inadeguatezza anche comunicativa, soprattutto in quel territorio che doveva essere il loro principale, se non unico, interesse.

          Rispondi

  • la rivolta di atlante

    14 Maggio @ 23.32

    la rivolta di atlante

    UN VERO MOVIMENTO DEVE MUOVERSI IN MANIERA UNIVOCA E DETERMINATA PRIMA DELLE AZIONI E NON SOLO A POSTERIORI O TRAMITE NOIOSE ETERNE INTERMEDIAZIONI .... ASSOMIGLIEREBBE TROPPO ALLA VECCHIA DC , PIENA DI CORRENTI E DI DISTINGUO. NIENTE DI NUOVO E NULLA DI INTERESSANTE PER GRILLO & C. LE REGOLE FERREE ALL'INTERNO DEI M5S SERVONO A QUESTO E MOLTI ANCORA CADRANNO IN DISGRAZIA SE NON CAPISCONO CHE E' UN COMICO MA NON STA' SCHERZANDO.

    Rispondi

  • Filippo

    14 Maggio @ 20.45

    Tutto vero Balestrazzi, però con una piccola/grande postilla. Pizzarotti è stato bravissimo mediaticamente, nel costruirsi un seguito virtuale, di gente che non l'ha mai visto all'opera ma si fida ciecamente di Facebook, Twitter o delle interviste da lei citate, tutte senza contraddittorio. Questa la dice lunga sul senso critico, per non dire di peggio, dei seguaci di questo movimento, ma lascerebbe intendere anche che se non avesse rotto con i vertici, avrebbe avuto sicuramente più possibilità di giocarsi un seggio a livello regionale, nazionale od europeo, piuttosto che un secondo mandato a Parma, dove il giudizio di che ha vissuto sulla propria pelle questi quattro anni, non credo sia altrettanto benevolo. Personalmente, mi auguro vivamente che non succeda un'altra tempesta perfetta come alle ultime amministrative e dopo quest'ultimo anno, di Pizzarotti e della sua sgangherata ciurma non si senta più parlare.

    Rispondi

    • 14 Maggio @ 21.08

      G.B. - In larga parte concordo. Credo che l'esperienza di 5 anni da sindaco (comunque la si giudichi da fuori) e il suo modo di credere nel progetto 5 stelle (quello iniziale) e la sua comunicativa efficace ne avrebbero fatto una risorsa per il M5s per successive elezioni di altro livello. Perchè in politica, come in tanti altri campi, non è facile improvvisare e occorre studiare: e proprio per questo una classe di sindaci avrebbe fatto estremamente comodo a un partito/movimento nuovo ed inesperto per i propri passaggi ulteriori.

      Rispondi

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