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Benigni, che professore di Storia al Festival! 15 milioni di spettatori

Benigni, che professore di Storia al Festival! 15 milioni di spettatori
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E adesso, che provino pure a polemizzare sul suo cachet di 250mila euro. Roberto Benigni, con il suo monologo di quasi un'ora nel momento di massimo ascolto del Festival di Sanremo - al tempo stesso una brillantissima lezione di storia patria e un appassionato inno d'amore all'Italia - è stato semplicemente impagabile.

Forse, da ieri, tutti gli studenti italiani vorrebbero avere un professore così. E forse tutti gli italiani, di ogni età e condizione sociale, si sentiranno un po' più fieri di esserlo. Benigni, nella serata evento voluta dalla Rai per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia, ha portato sul palco dell'Ariston (sul quale è arrivato «garibaldianamente» in groppa a un cavallo bianco sventolando il tricolore e gridando «Viva l'Italia») l'orgoglio del vero italiano e, guardando spesso negli occhi il parterre delle prime file (dove sedevano tra gli altri il dg della Rai Mauro Masi e il ministro della Difesa Ignazio La Russa), ha sciorinato una performance davvero da Oscar della storia e dell'amore per la propria patria («che non dev'essere mai troppo, perchè l'amore è come la morte, o c'è o non c'è»).
Certo, le battute sui politici hanno scandito il suo intervento (soprattutto nella prima parte del suo monologo) ma proprio questa sua capacità di accostare continuamente i grandi artefici del nostro Risorgimento  alle vicende attuali, è parsa ai più un autentico monito a scuoterci dal nostro presente.  «150 anni per una nazione sono niente, è una minorenne», ha ricordato in avvio.
 E sul tema della minorenne ha insistito citando «Non ho l'età» di Gigliola Cinquetti («aveva detto di essere la nipote di Claudio Villa») , mentre - dopo aver elogiato Morandi «al quale si può dire di tutto che tanto non fa mai una piega» ha detto che «il prossimo festival può presentarlo Bersani». E al Pd ha riservato un'altra stoccata: «Sono qui per parlare dell'Inno di Mameli, quello che dice 'Dov'è la vittoria?'. Sembra scritto dal Pd».
I salti «temporali» dall'Ottocento al 2011 sono stati continui: «Silvio Pellico ha scritto 'Le mie prigioni', ma chissà quanto tempo dovrà passare prima che un altro Silvio scriva lo stesso libro». Mentre Cavour è stato «il secondo più grande statista della storia d'Italia, però finito male per colpa di una nipote di Metternich».
Solo dopo un lungo preambolo (nel quale ha professato tutta la sua ammirazione per Garibaldi, Mazzini, Cavour, ma anche per Vittorio Emanuele II, Verdi e altri personaggi - anche femminili - del Risorgimento)  Benigni si è addentrato in una lettura esegetica dell’inno di Mameli, sul modello delle sue celebri interpretazioni dei canti della «Divina Commedia» di Dante».

L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

GLI ASCOLTI - Boom di ascolti ieri sera per la serata del Festival dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia che ha ospitato anche il ciclone Roberto Benigni: la prima parte (20:40 – 23:21) ha tenuto davanti alla tv 15 milioni 398 mila spettatori pari ad uno share del 50.23%. La seconda parte della terza serata del Festival (23:26 – 01:09) ha totalizzato invece 7milioni 529 mila spettatori e uno share del 53.21%. La media ponderata della serata è stata di 12 milioni 363 mila spettatori pari ad uno share del 50.90%, ben al di sopra della media ponderata della terza serata del Festival 2010 targato Clerici (46%), e del Festival 2009 targato Bonolis (47,17%).

Il principale competitor della serata di ieri, Annozero di Michele Santoro, ha totalizzato quattromilioni 250 mila spettatori e uno share del 14,13%.

Benigni a Sanremo: i video su You Tube

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  • TSK

    18 Ottobre @ 10.59

    Raga, lasciate perdere quel rosicone: non fa altro che spammare in rete gli stessi commenti anti-Benigni, nonostante la stragrande maggioranza delle persone lo ammiri, e per questo talvolta è addirittura arrivato a rispondersi da solo con un nome diverso; quanta pena...

    Rispondi

  • acquacontrocorrente

    05 Marzo @ 14.45

    Ma è possibile continuare a dire sciocchezze del genere? Ma avete porto davvero attenzione alla "lezione" di Benigni? Ma vi siete accorti di tutte le imprcisioni e panzane raccontate? Ma vogliamo finirla di magnificare le traballanti prestazioni fuori ruolo di Benigni? Provate a leggere negli archivi di dettaglitv.com gli articoli relativi a Benigni e ne scoprirete delle belle!

    Rispondi

  • Sonia

    18 Febbraio @ 20.03

    Sei un grande! Ed è stato un piacere ascoltare la spiegazione del nostro inno in versione originale.

    Rispondi

  • giorgio

    18 Febbraio @ 19.36

    Benigni e' sicuramente un grande e ci ha ricordato una cosa secondo me importante. Nei secoli tanti stranieri (spagnoli, francesi, austriaci ) dopo averci depredato sono stati tutti cacciati con epiche battaglie che ci sono costate un enorme sacrificio umano. Allora mi chiedo:perche' mai adesso dobbiamo invece tenerci arabi e romeni clandestini quando potremmo cacciarli senza doverli o farci ammazzare?

    Rispondi

  • andrea

    18 Febbraio @ 17.28

    Al di là del cachet forse troppo elevato e dei troppi gratuiti e di facile presa riferimenti sarcastici all'attualità, invero un po fuori luogo, credo sia incoraggiante il fatto che tanta gente sia rimasta sintonizzata su di un tema, la storia, che vede gran parte della gente totalmente impreparata. Non è stato un monologo né profondo né esaustivo, com'è lecito attendersi, ma semplicemente divulgativo. I dati d'ascolto dovrebbero far riflettere la Rai: indipendentemente dal tema, se il divulgatore è di grande impatto, bravo a comunicare, preparato e onesto intellettualmente, può calamitare l'attenzione e permettere a tanti di migliorarsi. Certo, non è facile trovare tali soggetti, come ai suoi tempi Bernstein in campo musicale, ma potrebbero provarci. La storia, inoltre, se ben raccontata, può essere immensamente più interessante di qualsiasi fiction o film, in quanto parla del vero.

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