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Battono insieme per l'Emilia i 150mila cuori del Campovolo

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Paride Sannelli

Alla fine l’ha spuntata ancora una volta lui. Inutile provare a convincere Zucchero che in segno di continuità, di ideale passaggio del testimone col concerto pro-terremotati  del giugno scorso allo Stadio Dall’Ara di Bologna, ieri al Campovolo sarebbe stato giusto affidare l’apertura di «Italia loves Emilia» ai Nomadi che di quel primo «benefit» musicale erano stati gli ispiratori e gli artefici. Adelmo voleva essere il primo e il primo è stato, così come aveva preteso di fare tre mesi fa pure a Bologna.
Sempre col cuore ai senza casa di Carpi o Mirandola, naturalmente. Anche se per rendere giustificabile la pretesa s’è portato uno di quegli amici a cui non puoi dire di no: Jeff Beck, uno dei quattro o cinque più grandi chitarristi viventi, per condividere - dopo aver attaccato con «Un soffio caldo» e «Baila Morena» - «Madre dolcissima» (assieme a Fiorella Mannoia ed Elisa), primo collaborazione di una serata ricca di colpi di scena, mandata in onda in diretta da Sky (sul canale Primafila) e pronta a diventare cd e dvd a Natale.
«C’è bisogno soprattutto di comunità e gli artisti di ‘Italia loves Emilia’ sono un bell’esempio di comunità. L’anima autentica di un paese migliore di come spesso viene rappresentato», ha spiegato nella conferenza stampa che ha preceduto il concerto il commissario straordinario del Governo per il sisma Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna.
Quella che si poteva leggere nelle facce dei 150.831 spettatori  assiepati davanti all’imponente boccascena con due palchi per non perdere nemmeno un minuto tra la fine di un set e l’inizio di quello successivo. «Quando ho pubblicato su Facebook il post da cui è nato tutto non l’ho fatto per chiedere aiuto - ha raccontato il «padrone di casa» Ligabue - ma solo per trasmettere un’esperienza, per spiegare cosa ti lascia dentro il terremoto. L’idea di mettere in piedi un altro concerto a Campovolo è stata del mio manager Claudio Maioli. Gli ho fatto presenti le difficoltà di un’impresa del genere, ma la risposta è stata una e una sola: ci sono cose che vanno fatte».
 Una voglia di esserci e di fare che ha finito col contagiare mezza hit-parade dando vita, come accade spesso in queste occasioni a collaborazioni straordinarie e irripetibili. Claudio Baglioni ha condiviso “Io vagabondo” con i Nomadi, Ligabue “Tex” con i Litfiba e “Non è tempo per noi” con Zucchero, i Negramaro “Via le mani dagli occhi” con Elisa e Jovanotti, Fiorella Mannoia la “Clandestino” di Manu Chao con Jovanotti, prima di omaggiare Dalla con una “Anna e Marco” («Lucio non poteva mancare in una serata così») a tu per tu con Giuliano Sangiorgi.
 Elisa ha impiegato a fondo il quarto d’ora che le lasciava il rigido ruolino di marcia duettando con tutti o quasi; “Ti vorrei sollevare” con Sangiorgi, “Labirynt” con ben due cori giovanili, e “Gli ostacoli del cuore” con Liga. “Sono appena rientrato dagli stati Uniti, ma sarei venuto qui pure da Marte” ripete Jovanotti, in scena pure con il Renato Zero di “Amico” e la Giorgia di “Tu mi porti su”.
«Finalmente posso annunciare che pure tutti i fondi per L’Aquila raccolti con ‘Domani’ sono andati frattanto a destinazione - ha detto la cantante - Il lungo ritardo è dovuto al fatto che li avevamo vincolati ad un utilizzo nella zona rossa difficile da realizzare. Ma il nuovo governo e ci ha permesso il cambio di destinazione, e così sono andati nella ricostruzione del Teatro San Filippo Neri. Sono 1.121.607 euro. I 7 euro li ho messi io, acquistando la mia copia del disco».
 Altro momento corale tra le pieghe di una “Il mio nome è mai più” con il trio Jova-Liga-Pelù  “allargato” a Ghigo Renzulli, Fiorella Mannoia e Claudio Baglioni. E se Tiziano Ferro ha preferito mettere la sua firma sulla serata senza collaborazioni («pensavo di fare una cosa con Laura Pausini, ma la maternità l’ha tenuta a casa»), Biagio Antonacci - che il 6 ottobre sarà al PalaRaschi di Parma - ha voluto sul palco una diciassettenne di Mirandola, Elisa Debbi, a leggere una sua poesia sul terremoto sulle note di “Liberatemi”. Gran finale con una “A muso duro” corale, cantata da tutti e tredici con il pensiero ai 150 mila e il cuore ad un altro grande assente di una serata epica come il compianto Pierangelo Bertoli. Grandissimo l’incasso, 3.770.775 euro, cui si andranno ad aggiungere i proventi incassati da Sky (che replicherà lo show fino al 31 settembre) e del dvd.  
Questi i 10 paesi delle quattro province emiliane colpite dal sisma, le cui scuole beneficeranno dei progetti di intervento: San .Possidonio, Camposanto, Medolla, Guastalla, Reggio Emilia, Sant'Agostino, Crevalcore, Reggiolo, Novi e Mirabello. Con un solo pensiero: che nemmeno un euro vada sprecato.

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  • silvia marinucci

    24 Settembre @ 09.53

    Il concerto sarà anche stato un successo e ne sono ben felice, ma per quanto riguarda la mesa in onda, proprio no...chi non aveva, come me, SKY non ha potuto vederlo e l'ha soltanto sentito/visto dalla via radio, per me non è stata una grande idea...c'era comunque tempo per organizzare una messa in onda vera e propria...

    Rispondi

  • Cinzia

    23 Settembre @ 21.01

    I reggiani sono un passo avanti, da sempre , in tutto .

    Rispondi

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