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Vittorio Dodi, anima e «colonna portante» dell'Us Carignano

Impegnato nello sport e nel volontariato, aveva ricevuto nel 2011 l'attestato di Sant'Ilario

Vittorio Dodi

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La notizia della sua morte si è sparsa in un lampo, nel pomeriggio di ieri in tutta la zona di Vigatto, Corcagnano, Carignano e del Montanara, quella nella quale si era fatto apprezzare durante tutta la sua vita. Ma Vittorio Dodi, il presidente dell'Us Carignano, che si è arreso ieri pomeriggio al Maggiore a un tumore che gli era stato diagnosticato nello scorso mese di luglio, era una persona (personaggio no, perché non era nella sua natura) i cui confini non erano quelli delle due frazioni a Sud della città. Perché Dodi, nei suoi 68 anni trascorsi all'insegna del buon umore e della capacità di trascinare gli altri, sul lavoro e nell'attività di volontariato, è stato un esempio di un uomo rispettato e benvoluto da tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno lavorato con lui. Un impegno che aveva avuto un importante riconoscimento nel 2011, quando proprio all'Us Carignano il Comune aveva assegnato un attestato di benemerenza civica ritirato da un Dodi commosso fin quasi alle lacrime. «Il suo impegno a favore della collettività - ricorda Claudio Bigliardi, amico di lunga data di Dodi e ex assessore - è sempre stato esemplare e straordinario. E si può davvero dire che sia stato un collante importante fra tutte le realtà di volontariato della zona grazie alla sua grande capacità di relazione con gli altri, che lo portava a essere una persona autorevole, anche se tutt'altro che autoritaria». A Carignano, che era il paese in cui era nato e ha vissuto fino a ieri, ha dato molto. A partire dal contributo decisivo alla società calcistica, alla cui guida era tornato nel 2002, quando era andato in pensione dopo oltre 30 anni di lavoro alla Star di Corcagnano, la fabbrica chiusa nel 2005 fra le cui mura aveva trascorso la sua intera vita lavorativa. E' commosso il ricordo del presidente dell'Avis Vigatto Adriano Benassi, che con Dodi ha sempre lavorato insieme nello stesso reparto: «Con Vittorio abbiamo condiviso tantissimi anni in quello stabilimento che ha dato lavoro e prosperità all'intera zona. Lavoravamo nel reparto in cui venivano confezionate e inscatolate le verdure. E lui era un vero tuttofare, un operaio specializzato sul quale si poteva fare affidamento per la risoluzione di ogni problema. La sua grande dote, poi, era di saper sdrammatizzare e fare gruppo in ogni circostanza. Il suo carattere era aperto e gioviale e tutti lo apprezzavano». Benassi ricorda che «lui ha avuto la fortuna di potersene andare prima della triste e immotivata chiusura della fabbrica, ma ha mantenuto fino all'ultimo i legami con tutti i compagni di lavoro». Ma la «passionaccia» della sua vita è stata quella per lo sport, e in particolare per l'Us Carignano, società fondata, come lui ricordava con orgoglio, nello stesso anno della sua nascita, il 1948. «A semma nassù insèmma e a g'hlò in tal sangòv», amava dire in dialetto. Era stato tra i realizzatori del campo «Padovani», quello a fianco della chiesa in cui oggi gioca la squadra maggiore. E dal 2002, libero da impegni lavorativi, era tornato a fare il presidente, creando un gruppo affiatato di collaboratori che ha portato il Carignano a salire fino al campionato di Eccellenza nella scorsa stagione e ad avere, come sottolinea il vicepresidente del Carignano Massimo Scottu, «una realtà fra le più importanti del calcio giovanile e dilettantistico provinciale. Con lui non abbiamo perso solo il presidente, ma una vera colonna della società. Non essendo sposato, il Carignano era la sua famiglia e i giocatori li sentiva come propri figli. La sua carica umana, poi era eccezionale e riusciva a farsi benvolere da tutti proprio perché non si imponeva con autorità ma creando consenso sulle scelte». Scottu ricorda che «poco più di un mese fa, prima del suo ultimo e purtroppo fatale ricovero in ospedale, ha avuto la soddisfazione di vedere completata la nostra nuova club house, di cui aveva fortemente voluto la realizzazione. E ora nel suo nome andremo avanti per la costruzione di un nuovo campo da calcio, a fianco di quelli attuali a Carignano, che lui voleva fortemente e per il quale aveva già iniziato a lavorare». Nella scorsa primavera Dodi era stato tra i promotori, assieme al Montanara calcio, di una festa con raccolta fondi a favore degli alluvionati del quartiere che aveva fruttato ben seimila euro. Questa sera alle 20,30 si terrà un rosario nella chiesa di Carignano, mentre un altro ci sarà domani sera nella sua abitazione. Oggi pomeriggio, poi, si giocherà regolarmente, per volontà dei suoi famigliari («lui avrebbe voluto così») la partita di Promozione fra il Carignano e il Montecchio sul campo «Padovani». La squadra avrà il lutto al braccio e sugli spalti ci saranno gran parte dei suoi 200 «figli» che indossano la maglia delle varie squadre dell'Us Carignano.

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