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Parma, serie B, volata promozione: corsi e ricorsi...

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Il sito dei lettori-giornalisti: Matteo ci ha inviato una mail, dopo la vittoria di Trieste,  andando a scovare alcune analogie fra la volata promozione di 19 anni fa e quella attuale. Sperando nella legge dei corsi e ricorsi, ecco le sue annotazioni.

Diciannove anni fa, come quest'anno, il Parma era in lotta per la promozione in serie A. Una lotta che si concluse in modo trionfale il 27 maggio, quando la Reggiana venne sconfitta al “Tardini” per 2-0 grazie alle reti di Marco Osio al 6' e di Alessandro Melli al 89'. Un giorno storico per Parma e per la sua squadra che approdava per la prima volta in serie A, dall'istituzione del girone unico.
Ma non fu una stagione semplice, non il classico successo annunciato. I ragazzi di Scala passarono attraverso molteplici difficoltà, prima di chiudere il campionato al quarto posto: raggiunto il primato  alla penultima giornata di andata, persero sei gare su sette, una delle quali a tavolino a causa di un accendino che colpì il reggino Cascione. Durante quel periodo venne a mancare, il 4 febbraio, alla vigilia della gara con il Como, il presidente Ernesto Ceresini e si infortunarono uomini chiave (Minotti su tutti, ma anche Catanese e Zoratto). Divamparono le polemiche, con parte della stampa e dei tifosi che accusavano la società di non volere la promozione in serie A. Calisto Tanzi, allora proprietario della Parmalat e sponsor del Parma AC, decise distipulare un accordo con il presidente Fulvio Ceresini, secondo il quale si impegnava ad acquisire la maggioranza delle azioni della società in caso di approdo alla massima serie e lo rese pubblico. Il Parma tornò a vincere con il Monza dopo quasi due mesi e in settimana la CAF restituì la vittoria ottenuta sul campo contro la Reggina.
La classifica tornava così a vedere i gialloblù in piena lotta per il salto di categoria e sembrava arrivata la svolta definitiva, ma la domenica dopo arrivò un'inattesa sconfitta con il Barletta.
La settimana dopo pareggio casalingo con il Torino e fischi del pubblico perchè nel secondo tempo le due squadre smisero di giocare: “Erano fischi d'amore!” disse il presidente Ceresini. Poi vittoria ad Avellino e pareggio in casa con il Cagliari il sabato di Pasqua. I gialloblù si recarono così a Trieste per una trasferta molto ostica. La sera del sabato mentre la squadra si stava rilassando sul passeggiando sulla banchina del porto, arrivò la notizia dell'accettazione definitiva del ricorso della Reggina da parte della Caf che  assegnava quindi ai calabresi la vittoria a tavolino. Poteva essere la mazzata definitiva, invece i gialloblù il giorno dopo ottennero la più bella vittoria dell'anno, 2-0 alla Triestina e svolta definitiva della stagione. Da quel giorno fu una cavalcata trionfale: 2-0 al Catanzaro, 3-0 a Licata e addirittura 5-3 al Foggia di Zeman il 14 maggio, mentre in un Tardini in estasi i tifosi  iniziavano a capire che la A era davvero vicinissima. Dopo il pareggio a Messina (1-1), l'apoteosi del 27 maggio, in una città completamente ebbra di felicità.
Dopo diciannove anni per il Parma si ripresenta la stessa situazione. E diverse sono le analogie.
Come allora, anche quest'anno i gialloblù si sono trovati in testa alla classifica a capodanno e come allora hanno sperperato punti all'inizio dell'anno. Nel 1990 il gruppo di Scala giocò la gara più bella della stagione sul campo di Trieste, esattamente come la compagine di Guidolin sabato scorso.
Se è vero che la Triestina ha rappresentato anche in altre due occasioni il crocevia nel viaggio verso la promozione (campionato 72-73, spareggio di Vicenza e campionato 78-79 vittoria fondamentale per raggiungere lo spareggio con l'Udinese) , allora i tifosi del Parma possono già iniziare a sognare.
Le analogie si fermano qui, perchè la situazione in classifica dei crociati a questo punto della stagione è leggermente diversa da quella di quasi vent'anni fa: ora sono secondi con cinque punti di vantaggio, mentre allora, sempre a dieci gare dal termine, erano in ritardo di una lunghezza dal Pescara, quarto a 30 punti (allora le promozioni dirette erano 4 e non due ). Ma anche allora, per raggiungere la quarta posizione (Parma-Catanzaro 2-0, sestultima giornata) ebbero bisogno di sei risultati utili consecutivi, esattamente come è successo quest'anno: secondo posto raggiunto dopo la vittoria di Empoli.
I presupposti per un finale trionfale ci sono tutti, sarà compito dei ragazzi di Guidolin mantenere la necessaria serenità e tenere i nervi saldi per raggiungere l' obbiettivo. Come fece quel gruppo straordinario che poco meno di vent'anni fa regalò a tutta la città il sogno, fino a poco tempo prima ritenuto irrealizzabile, di vedere sul terreno del Tardini i campioni del massimo campionato italiano.

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  • Simone

    31 Marzo @ 16.58

    Guardi, sig. Balestrazzi, non è affatto per scaramanzia che sono contrario a questi articoli, e nel mio commento l'ho scritto esplicitamente ("Non per motivi scaramantici, bensì perché voler a tutti i costi trovare parallelismi tra le varie stagioni porta poi inevitabilmente a credere che l'esito sarà lo stesso"). La scaramanzia e la superstizione per fortuna non sono più cose che mi riguardano (negli anni scorsi ahimè sì). Ma se mi permette: un conto sono gli amarcord, come il Suo, che ho apprezzato molto, un conto è sforzarsi di trovare delle analogie (che in questo caso personalmente ritengo molto ardite) tra stagioni che non possono essere paragonate perché nate da circostanze assolutamente diverse. Ma non sarò certo io a dire che un vostro articolo pubblicato porti sfortuna! Ho solo esternato la mia contrarietà a certi tipi di articoli.

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  • gazzettadiparma.it

    31 Marzo @ 08.29

    Adesso che faticosamente siamo usciti (sembra...) dalla sfiancante polemica sulla maglia crociata o gialloblù, ci si mette lei con gli articoli sui ricorsi storici....Per fortuna, i giornalisti non vanno in campo: quindi le sorti del Parma sono unicamente nelle mani, o nei piedi, dei crociati. Alle superstizioni non credo: se è vero il precedente che lei cita, è altrettanto vero che 10 giorni fa ho pubblicato un mio articolo del 1979 sxu una bella vittoria a Trieste, e nel pomeriggio (ma non per merito del mio articolo!) il Parma ha conquistato una dlele vittorie più belle. I nostri amarcord servono solo a rinfrescare la memoria, e credo che in fondo facciano piacere ai tifosi-lettori. Poi, fortuna e sfortuna si conquistano sul campo: e per me resta valido il detto che la prima delle due aiuta gli audaci. E la seconda, di solito, colpisce i "balordi". Quindi, se posso permettermi un consiglio, si tuffi tranquillamente nei ricordi del passato, e poi continuiamo a tifare insieme per presente e futuro.(g.b.)

    Rispondi

  • Simone

    31 Marzo @ 08.15

    Chiedo scusa perché non mi ero accorto che l'articolo l'aveva mandato un tifoso del Parma estraneo alla Gazzetta. Però non sono comunque d'accordo sul fatto di averlo pubblicato. Grazie

    Rispondi

  • Simone

    31 Marzo @ 08.14

    Vorrei fare solo una piccola critica alla Gazzetta. Anche l'anno scorso, prima di Fiorentina-Parma penultima di campionato, sul nostro quotidiano apparve un articolo che si sforzava di trovare parallelismi tra la stagione allora in corso e una passata - non ricordo quale - in cui c'eravamo salvati. Credo fosse per instillare in noi tifosi crociati la speranza che tutto sarebbe potuto risolversi per il meglio. Purtroppo, sappiamo bene com'è andata a finire... Quindi la scelta di fare un articolo simile anche quest'anno mi lascia quantomeno perplesso. Non per motivi scaramantici, bensì perché voler a tutti i costi trovare parallelismi tra le varie stagioni porta poi inevitabilmente a credere che l'esito sarà lo stesso, e questo abbiamo appena avuto la prova che accade assai di rado. Poi, se posso dire la mia, vedo molte più differenze che analogie tra le due stagioni...

    Rispondi

  • ferro

    31 Marzo @ 00.16

    si lo credo anch'io se passiamo indenni la trasferta di livorno arriviamo al 30 maggio a rullo compressore come ventanni fa, quando l'obiettivo si fa vicino le grandi squadre vincono, non ci son campi,arbitri o cassano che tengano, la convinzione si fa tanto grande che travolge gli avversari. Le prossime tre giornte saranno decisive.Tenete presente che il livorno c'ha ancora il sassuolo in trasferta alla terzultima mentre noi l'affronteremo all'ultima quando i giochi potrebbero essere gia' fatti ( e con per lo meno 5000 parmigiani al braglia!)

    Rispondi

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