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Prandelli: "Mai scappato in vita mia". E cita Parma

L'ex ct: "Dopo il crac Parmalat sono fuggiti tutti, io no. Il Brasile? Sono stato attaccato crudelmente"

Cesare Prandelli

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"In questi giorni ho pensato tanto, come si può immaginare. E una cosa mi torna in mente. Nella vita di un professionista ci sono alti e bassi, ma sono gli alti e i bassi di un privilegiato. Sono stato attaccato crudelmente. Va bene. Ma non devo sentirmi una vittima. Non ne ho il diritto". Torna a parlare Cesare Prandelli, e lo fa in un’intervista al "Corriere della Sera". Il nuovo tecnico del Galatasaray, dimessosi dalla panchina azzurra dopo l’eliminazione per mano dell’Uruguay, spiega che in Brasile "è il progetto che non ha funzionato! Pensavamo di giocare in un certo modo e non ci siamo riusciti. Pensavamo di mettere in difficoltà il Costarica e non ce l’abbiamo fatta. Questo era il progetto tecnico. Ed è fallito. Punto. La responsabilità è mia. Avevo Cerci, Insigne, Cassano, Balotelli, quattro attaccanti che in campionato hanno mostrato il loro valore. Non siamo riusciti a creare una palla gol e siamo andati dodici volte in fuorigioco. Ho messo quei quattro e pensavo di vincere la partita. E, ripeto, ho fallito".
L’ex ct rifarebbe le stesse convocazioni: "Sì. Con Montolivo e Giuseppe Rossi la squadra aveva dimostrato una buona identità. Dopo gli infortuni, abbiamo dovuto cambiarla". Capitolo Balotelli: "Mario è un ragazzo fondamentalmente buono. Non è un ragazzo cattivo. Ma - sottolinea Prandelli - vive in una sua dimensione che è lontana dalla realtà. Ma non vuol dire nulla. A 24 anni ha la possibilità di fare tesoro di questa grande esperienza". Secondo Prandelli "il diritto di critica è sacrosanto. Ma dev'essere mantenuto nei limiti della verità, della civiltà e delle proporzioni. Secondo me chi ha scritto e detto certe cose si deve vergognare".
"Cosa mi ha ferito di più? L’accusa di essere scappato. L’idea della fuga. Non è vero. L’ho dimostrato nella mia vita, personale e professionale. E’ successo a Parma, dopo il crac Parmalat: sono scappati in tanti, io sono rimasto e con la mia squadrettina siamo arrivati quinti. E’ successo a Firenze. Non sono scappato. Sono rimasto al mio posto da solo, con i dirigenti inquisiti in Calciopoli, e nonostante questo, senza penalizzazione, saremmo arrivati secondi in campionato. E - aggiunge - non sono scappato dalla federazione: siamo tutti dimissionari! Quindi io non sono scappato da nes-su-no. Fuga? Fuga de che?". Qualcuno ha detto che poteva prima spiegare i fatti brasiliani e poi firmare per il Galatasaray, ma Prandelli assicura: "Vado a fare il mio lavoro, è una sfida, mi rimetto in gioco. Mi hanno accusato perfino di 'non essere rimasto a elaborare il lutto". Ma questo non è compito dei defunti! Se penserò alla Nazionale? La Nazionale galleggia ancora e si rimetterà a navigare. I giocatori potranno riscattarsi. Se escludo di tornare ad allenarli? Assol...".

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  • vannizagnoli

    22 Luglio @ 06.33

    Sto con Prandelli, sempre e a prescindere. Allenatore spettacolare, con difficoltà difensive grandi, e uomo vero. Come Donadoni. Altrochè Schettino. Un professionista non è un masochista. Prandelli, come Donadoni, cerca di valorizzare i talenti migliori: Balotelli, Cassano. Quella è la vera sfida. A Euro 2012 l'ha vinta, alla Confederations anche, ai mondiali almeno poteva passare il primo turno, senza arbitraggio sfavorevole.

    Rispondi

  • patti

    21 Luglio @ 16.14

    ....si crociato hai ragione, ho sbagliato squadra, ma la sostanza non cambia: era comunque fuggito!

    Rispondi

  • CROCIATO1970

    21 Luglio @ 13.56

    Guarda che Prandelli quando ha lasciato Parma è andato alla Roma dopo essere stato corteggiato dalla Juventus.. Dopo neanche un mese ha dato le dimissioni per stare accanto alla moglie malata di tumore. Successivamente è andato alla Fiorentina.

    Rispondi

  • patti

    21 Luglio @ 12.46

    ahahahahahahahhahaahahah....ma come no?!....e alla fiorentina quando ci sei andato?!.....vedi che io mi ricordo, ero in lacrime nella nord a cantare "Prandelli non ci lasciare", e tu, a fine stagione, te ne andasti bellamente alla corte dei della valle. Il tuo problema, caro ex c.t., è che parli bene e razzoli male. E' come se ti sentissi in obbligo nel dover parlare bene; come un'autorità religiosa. L'ultimo episodio, le dimissioni dopo l'ultima partita del catastrofico mondiale. Dimissioni, hai sottolineato, irrevocabili. Il gesto, se valutato senza il senno del poi, poteva essere inteso come atto di raro pregio morale. Ma quando poi, alcuni giorni dopo, ti sei accasato al "Gala", con ingaggio raddoppiato, le tue dimissioni sono diventate ridicole. E' come quando parlavi di codice etico mentre ritenevi balotelli calciatore insostituibile.....

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