FORMULA 1

Raikkonen, Leclerc, Ferrari: chi vince e chi perde nel valzer di sedili

Paolo Ciccarone

Lo scambio Kimi Raikkonen-Charles Leclerc si inserisce perfettamente nel risiko della F.1. Dopo otto stagioni alla Ferrari e un titolo mondiale, Raikkonen si è visto offrire un volante alla Sauber sponsorizzata Alfa Romeo per i prossimi due anni, mentre il giovane monegasco, 20 anni appena, dal 2019 sarà pilota ufficiale Ferrari al fianco di Sebastian Vettel. Il passaggio di consegne fra il vecchio e il nuovo lascia la porta aperta a molti interrogativi sorti subito dopo il GP di Monza, quando Raikkonen, partito dalla pole position, aveva subito fatto capire che la sua storia in Ferrari era finita. Altrimenti non avrebbe chiuso la porta in faccia a Vettel e per ben due volte.

Di sicuro, dopo la pole e i giri in testa, il vecchio (Raikkonen) ha dimostrato di valere quanto il nuovo. Mentre il nuovo (Leclerc) deve ancora dimostrare di valere quanto il vecchio. Se da una parte la Ferrari mette via una certezza per una scommessa, ci sono aspetti da considerare molto importanti che vanno oltre il solo scambio di sedili. A Raikkonen era stata offerta la possibilità di restare un altro anno ancora alla Ferrari, possibilità che si era rinforzata dopo la scomparsa del presidente Sergio Marchionne. Quindi da parte di Maurizio Arrivabene, il responsabile della GES Sportiva, e del nuovo arrivato Luis Camilleri, AD della Ferrari, l'intenzione era quella della continuità. Andava bene alla squadra e andava bene anche a Vettel.

Ma la domenica mattina di Monza è successo qualcosa, ovvero il presidente John Elkann ha fatto capire di voler prendere in mano le redini della squadra in prima persona, proseguendo il cammino di Marchionne. Da qui la comunicazione a Raikkonen e il suo comportamento in pista. Come si era facilmente capito. C'è però un grosso punto interrogativo in tutta questa operazione, ovvero perché non hanno semplicemente licenziato Raikkonen? Perché con 7 gare alla fine del mondiale, metterlo alla porta sarebbe stato il modo migliore per perdere le residue speranze di campionato.

Ovvero, per garantirsi tutto il supporto di Raikkonen, il gruppo gli ha offerto due anni di contratto alla Sauber, a 10 milioni all'anno con in più la clausola che in caso di licenziamento anticipato (che avrebbe potuto scattare fin dal prossimo GP di Singapore) ci sarebbe una penale di 5,5 milioni di euro da pagare. Troppi soldi da spendere anche per una squadra come la Ferrari attuale. E quindi si è optato per questa offerta che da un lato penalizza Raikkonen dal punto di vista sportivo (la Sauber non vale la Ferrari) ma gli garantisce quei guadagni che un prossimo pensionato come Kimi non disdegna affatto, quindi permanenza o meno è tutta una questione di soldi.

In aggiunta diciamo anche che per Alfa Romeo è una nota positiva, perché vuol dire che il gruppo proseguirà nell'impegno cominciato con Marchionne per cui diventerà presto uno junior team in carico a FCA, altrimenti non avrebbero garantito 2 anni a Raikkonen. In tutto questo Leclerc si gioca la carta della vita, quella che se va bene lo porterà nell'olimpo dei campioni e se va male lo brucerà ad appena 20 anni. Un rischio grosso per lui e per la Ferrari, che in teoria si indebolisce come formazione piloti visto che avrebbe potuto prendere un Ricciardo e non lo ha fatto. Qualcuno ci spiegherà prima o poi perché. Infine una nota per il nostro Giovinazzi, a meno di sconvolgimenti in Sauber, ovvero siluramento di Ericsson (che porta 40 milioni di euro dal suo sponsor e partner svedese) le porte sono chiuse. A meno che... A meno che Alfa Romeo non prenda in mano le redini del team, sostituisca lo sponsor svedese e forse per Giovinazzi c'è speranza...

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