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Nicola Sansone: "Orgoglio Italia la mia casa è qui"

Nicola Sansone: "Orgoglio Italia la mia casa è qui"
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Paolo Emilio Pacciani

Nicola Sansone, vent'anni da compiere a ottobre, è il più giovane fra i giocatori della rosa del Parma ma a sentirlo parlare (ed a vederlo giocare) non lascia trapelare la minima emozione. Sguardo sicuro, voce ferma, poche parole ma mai a vanvera. Si affaccia così al calcio italiano, che per lui rappresenta una sfida del tutto nuova. «Sono nato a Monaco di Baviera - racconta - in Germania, dove i miei genitori sono emigrati dalla provincia di Salerno. Ma non mi sono mai sentito tedesco: sono italiano e orgoglioso di esserlo». Un italiano in Baviera non può che marcare la differenza giocando a pallone e la storia di Sansone non è diversa da quella di tanti altri figli di emigrati. «Ho cominciato a giocare a calcio quando avevo 5 anni - racconta - in una squadretta di Monaco. Poi, all’età di 11 anni, sono andato a fare un provino con il Bayern e sono stato scelto. Lì è iniziata la mia carriera. Ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino alla chiamata del Parma nello scorso maggio». Anni passati a sognare l’Italia e la serie A. «In Italia ci sono sempre venuto, tutte le estati, a passare le vacanze. Ma anche in ogni altra occasione possibile. E quando non ero in Italia guardavo il calcio in televisione: mio padre non mi faceva mai vedere la Bundesliga ma sempre la serie A. E così sono diventato tifoso dell’Inter ed ho avuto in Roberto Baggio il mio idolo e in Ronaldo un modello da imitare». Come ogni italiano in Germania, anche Sansone ricorderà per sempre i campionati del mondo del 2006. «Abbiamo vissuto giorni indimenticabili: prima la vittoria dell’Italia sulla Germania, poi il trionfo nella finale contro la Francia. Per tutti noi è stata una gioia indescrivibile. In Germania esiste un’accesa rivalità fra tedeschi e italiani sul piano calcistico. Loro ci temono molto, visto che in tutte le occasioni più importanti li abbiamo battuti. Germania-Italia è un vero classico». Se è vero che l’idolo di Sansone è Roberto Baggio, è altrettanto vero che il nuovo attaccante crociato non arriva fino al punto di paragonarsi a lui. «Baggio era fortissimo nell’uno contro uno - spiega - e anche io penso di cavarmela bene in questo fondamentale, però mi fermo qui». Nell’amichevole di domenica contro la Selezione del Trentino, per Nicola è arrivato il momento di festeggiare il suo primo appuntamento con il gol. Anzi, con la doppietta. «Sì e ne sono molto contento. Anche perché penso che la squadra abbia giocato bene». Una partita, quella di domenica, che è arrivata a sole ventiquattrore di distanza da quella precedente contro il Levico. Due test che servivano a Colomba per fare il punto della situazione dopo la prima settimana di ritiro. «Abbiamo lavorato molto e bene - commenta Sansone - sia dal punto di vista fisico che tattico. Penso proprio che abbiamo fatto un buon lavoro. Un paragone con le mie esperienze passate? Impossibile farlo: l’anno scorso, con Van Gaal, abbiamo lavorato tantissimo con il pallone e molto poco sul piano fisico. Qui in Trentino, con il Parma, invece, stiamo correndo veramente tanto». Le differenze fra il calcio italiano e quello tedesco iniziano dunque dalle settimane che le squadre passano in ritiro nel precampionato. Ma non si fermano certo qui. «Il calcio tedesco - spiega Sansone - è molto fisico, mentre in Italia a prevalere è l’aspetto tecnico-tattico». Per quanto lo riguarda personalmente, Sansone spiega così il suo ruolo: «Sono una seconda punta, ma all’occorrenza posso giocare anche da esterno offensivo». Ed è proprio in questa posizione che Colomba lo sta impiegando in questi suoi primi giorni con la maglia crociata. «Non ho ancora avuto modo di parlare con l’allenatore individualmente sul mio ruolo, ma ci sarà tempo anche per questo. Per ora mi sta provando come esterno; gioco molto largo con degli inserimenti al centro. Cerco di andar via con la palla e di puntare l’uomo visto che la mia qualità migliore è proprio l’uno contro uno». Avendo giocato in una squadra composta da giocatori che non si conoscono l’un l’altro, Sansone non è stato certo aiutato. «Ma questo non è un gran problema. Abbiamo già lavorato sul piano tattico partendo dalla fase difensiva. Quindi sappiamo tutti quello che dobbiamo fare». E questo è esattamente quello che tutti i tifosi si aspettano.
 

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  • Artur

    22 Luglio @ 13.47

    è un tifoso del miilan nn dell'inter!

    Rispondi

  • Dr.Feelgood

    20 Luglio @ 16.19

    Scusate volevo dire Pereira.

    Rispondi

  • Stefano

    20 Luglio @ 16.02

    Bravo parmigianoreggiano, è giusto quello che dici....cosa dovrebbero dire i tifosi dell'udinese allora? Hanno venduto Sanchez, Inler e Zapata incassando un sacco di soldi e non hanno comprato nessuno.....che piaccia o no la situazione del calcio è questa. Credo che sia la strada giusta...

    Rispondi

  • il Viandante delle Beccherie

    20 Luglio @ 14.31

    Mò Pereyra l'ani compré????

    Rispondi

  • FABIO80

    20 Luglio @ 14.27

    Concordo con Parmigiano. E' inutile continuare ad incensare squadre come l'Udinese, che riesce a sfornare e a rivendere giocatori giovani e originariamente sconosciuti, quando poi si contnua a criticare la società per la mancanza di acquisti importanti. Speriamo si riesca ad inserire qualche talento da affiancare ai più esperti. Il campionato dirà se i talenti in questione sono tali o solo fumo negli occhi.

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