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IL CASO

I tunisini di Parma: perché non possiamo votare?

La protesta degli esclusi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento

I tunisini di Parma: perché non possiamo votare?
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E’ il primo voto dopo «la libertà conquistata nel 2011. Ma ancora dobbiamo combattere per far valere i nostri diritti di tunisini all’estero. L’esito delle elezioni sarà fasullo, perché non ci permettono di scegliere».
E’ questo il coro unanime che si leva dal circolo Argonne che ieri, durante l’ultima chiamata alle urne per il rinnovo elettorale del parlamento tunisino, ha dovuto fare i conti con disagi pesantissimi. E se la matematica non è un’opinione è difficile parlare di semplici errori: «Siamo in 3 mila solo a Parma. Com’è possibile che in questa circoscrizione, che dovrebbe includere anche la comunità di Piacenza, la lista degli aventi diritto conti solo 1200 persone?». Difficile rispondere. E non si può che rimanere basiti di fronte agli elenchi appesi fuori all’ex circoscrizione di quartiere dove sono annotati nomi di minorenni (che non potrebbero votare), persone che hanno abbandonato l’Italia ormai da anni o che addirittura sono venute a mancare di recente.
A fare il quadro della situazione sono Sihem Ben Abdelafou, una giovane scrutinatrice e Khammassi, 50 anni, parmigiano d’adozione ormai dal 1999. «Al contrario intere famiglie si sono presentate qui per scoprire solo all’ultimo del brusco cambio di circoscrizione. Invece che a Parma avrebbero dovuto andare a Genova o Palermo». E le comunicazioni ufficiali? Mai arrivate. Un nuovo duro colpo inferto al popolo tunisino «che credeva profondamente di aver riconquistato la democrazia dopo la Primavera araba. Qui non si discute dell’esito delle votazioni, ma della mancata possibilità di scegliere». Una storia che secondo molti si ripete, «purtroppo nemmeno dopo la rivoluzione è cambiato nulla».
Dall’amarezza alla rabbia il passo è breve: per calmare alcuni animi un po’ troppo accesi è occorso l’intervento di una Volante. Fortunatamente, all’arrivo degli agenti, il signore che aveva perso le staffe era già stato allontanato e ricondotto alla calma. «Oggi – ieri per chi legge – vogliamo lanciare un appello al nostro Paese: non dimenticatevi di noi. Siamo all’estero, ma comunque rimaniamo tunisini e contribuiamo al sostentamento della nostra terra. Molti di noi hanno le famiglie ancora là e spesso tornano a casa, alimentando anche il tessuto economico. Sentiamo le interviste in tv e vengono snocciolate cifre ben distanti dalla realtà. La maggior parte delle comunità all’estero non ha potuto esprimere la propria preferenza non certo per assenteismo». Schietta e senza paura Sihem, racconta una situazione che fa paura: «Non sappiamo neppure a cosa siano dovuti questi presunti errori, l’unica certezza è che se qualcuno dovesse vincere non sarebbe certo perché è stato scelto dal popolo».

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  • annamaria

    28 Ottobre @ 14.58

    Forse perchè molto spesso, anzi troppo spesso, gli stranieri in Italia simuovono da un posto all'altro chiedendo la residenza ovunque e non cancellandosi da quella precedente, oppure perchè danno nomi fasulli e vivono con più identità. Insomma, smettiamola di dare la colpa a qualche ufficio anagrafe o a qualche impiegato o al sistema in generale. Un pò di ordine tra di voi non guasterebbe.. PS: poichè rimangono sempre tunisini (o di altre nazionalità) ed è giustissimo, e poichè desiderano contribuire alla politica del loro paese, si ricordi di questa situazione chiunque voglia regalare cittadinanze italiane come fossero cioccolatini.

    Rispondi

  • paola

    28 Ottobre @ 08.49

    andate a fare casino a casa vostra - ne abbiamo a sufficienza dei nostri !!!!!

    Rispondi

  • patti

    27 Ottobre @ 21.33

    ....andate a perdere le staffe la', così' intanto votate! O no?!

    Rispondi

  • RENZ

    27 Ottobre @ 16.24

    R E N Z

    Eh, ogni popolo ha le sue gatte da pelare...

    Rispondi

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