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"Nobel per la pace alle donne africane"

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Il Nobel della pace alle donne africane. La proposta è stata lanciata da Eugenio Melandri, coordinatore di «Chiama l’Africa» e sostenuta dall’associazione parmigiana «Muungano» del padre saveriano Silvio Turazzi.
 Finora sono state raccolte oltre 200 mila firme e il ministro degli Esteri Franco Frattini, aderendo all’iniziativa, si è fatto portatore della candidatura delle donne africane al comitato per l’assegnazione del premio Nobel. L’iniziativa, pur essendo di portata internazionale, ha un accento molto parmigiano; sono numerosi infatti i nostri concittadini (anche politici) che hanno aderito.
 Della questione si è parlato anche martedì pomeriggio, durante l’incontro «L'Africa che cammina merita il Nobel», nell’ambito del campo di lavoro «Walking Africa», in programma fino al 4 settembre nella sede di Vicomero dell’associazione «Muungano».
«L'idea di proporre le donne africane per il Nobel per la pace - spiega Eugenio Melandri - è nata nel 2006, quando mi sono trovato in mezzo a 300-400 donne che partecipavano a una manifestazione nel Kivu, in Congo, per ricordare un vescovo ucciso una decina di anni prima. Ho percorso tutta la strada guardando i loro piedi; ognuno raccontava una storia di vita strappata alla morte. Da lì è nata la campagna “L'Africa che cammina con i piedi delle donne”».
 Il lancio della proposta del Nobel per la pace è quindi partita nel 2009 «da Dakar - prosegue Melandri - nel cortile di una scuola di un quartiere popolare, senza alcuna risorsa. Oggi, a distanza di due anni, assistiamo a un passaparola planetario che sta portando grandi frutti».
 Le donne sono la spina dorsale dell’Africa. «Le donne africane - spiega Melandri - sono il richiamo al mondo che la prima cosa da salvaguardare è la vita. Se c'è infatti una caratteristica della cultura africana, è l’attaccamento alla vita, anche nelle situazioni più tragiche e difficili. E la donna dice che la vita vince sempre, nonostante tutto». Parole ribadite da Maria Teresa Ratti, comboniana, direttrice di Combonifem. «Noi donne - rimarca - umanizziamo la fede, perché abbiamo le mani che affondano nella pasta della vita». Necessario quindi «recuperare il dinamismo femminile e costruire delle relazioni basate sulla giustizia e sul riconoscimento della dignità dell’uomo e della donna».
Oggi infine, a partire dalle 17,30 nella sede dell’Associazione Muungano (strada Cavestro, 16 Vicomero di Torrile), si terrà l’incontro «L'Africa giovane che fa sognare il mondo».
Interverranno: Patrizia Sentinelli, ex viceministro degli Esteri, Ksibi Samia, della Tunisia e Roberto Musacco, europarlamentare.

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