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Inchiesta Le rimesse degli immigrati non sentono la crisi: Moldavia, Romania e Senegal i Paesi che ricevono di più

Inchiesta Le rimesse degli immigrati non sentono la crisi: Moldavia, Romania e Senegal i Paesi che ricevono di più
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di Andrea Violi

Maria ha fatto la badante per più di tre anni a Parma. Risparmiava quasi tutto lo stipendio, inviandolo in Moldavia per pagare gli studi ai suoi due figli. Fino a quando sono cresciuti e si sono trasferiti all'estero. Lei è rimasta a Parma, dove si è rifatta una vita e lavora come interprete in tribunale.
Lei è Maria Nimerenco, presidente dell'associazione dei moldavi a Parma. Racconta la sua esperienza, ma storie simili a quella di Maria ce ne sono tante. Le badanti - molte di loro vengono dalla Moldavia - dovrebbero essere 11mila nel Parmense, in base a una stima della Regione che tiene conto anche di quelle irregolari. In ogni comunità di immigrati le casistiche sono molteplici... ma un “filo rosso” le unisce: tutti i gruppi di stranieri mandano soldi nei Paesi d'origine. Possono essere risparmi su stipendi, guadagni di attività commerciali gestite in Italia oppure frutto di elemosina: pochi o tanti che siano, gli euro degli immigrati partono verso numerosi Paesi dei cinque continenti.

In termini economici questi flussi di denaro si chiamano «rimesse». E secondo i dati della Banca d'Italia, nel 2011 dalla provincia di Parma sono stati inviati nel mondo 47,889 milioni di euro. Le rimesse sembrano non avvertire la crisi: la crescita è del 3,79% rispetto ai 46,142 milioni del 2010. Va detto che si tratta del denaro inviato attraverso i canali ufficiali: money transfer, banche e uffici postali. Ovviamente non si sa con precisione quanti euro escano dai confini di Parma e dell'Italia con mezzi informali (ad esempio, portati in valigia dall'immigrato che torna in patria per un certo periodo). Si stima che a livello nazionale, per circa 6,6 miliardi di euro di rimesse censite nel 2010, ci siano altri 2 miliardi che passano per canali informali o addirittura illegali. Se il rapporto fosse il medesimo a livello locale, le rimesse “sommerse” a Parma sarebbero 13 - 14 milioni di euro. Ma è una cifra non verificabile.

I Paesi che ricevono più soldi da Parma sono la Moldavia (6,45 milioni di euro nel 2011), seguita da Romania (5,1 mln), Senegal (4,3 mln), India (3,5 mln) e Marocco (poco più di 3 milioni).
Incrociando i dati economici con quelli sulla popolazione resi noti dalla Provincia si scopre che la comunità più numerosa manda anche più soldi a casa. I rumeni sono al secondo posto per le rimesse e al terzo quanto a presenze (sempre escludendo chi non è in regola e sfugge a controlli e statistiche).
Nel Parmense sono molto numerosi gli albanesi, che però in base ai dati inviano meno degli altri. La comunità albanese è la seconda più numerosa (e fino a due anni fa erano la prima). Nella classifica delle rimesse però gli albanesi sono all'ottavo posto nel 2011 ed erano al nono posto nel 2010, sempre con poco più di 1,6 milioni di euro.
Fra i senegalesi avviene l'esatto contrario: gli immigrati sono meno di 2mila nel Parmense ma spediscono in Africa più di 4 milioni di euro all'anno, vale a dire più di 2mila euro all'anno a testa. 

 

Hanno un andamento altalenante i dati sugli immigrati: se fino al 2009 gli invii di denaro erano inferiori al milione di euro, nel 2010 sono arrivati 2 milioni e 940mila euro, per poi scivolare nel 2011 a 952mila euro. Un trend che si registra anche in altre città, ad esempio a Vicenza.

 

IN SENEGAL MOLTE FAMIGLIE CAMPANO GRAZIE ALLE RIMESSE DALL'ESTERO. I senegalesi sono fra i gruppi di stranieri più impegnati nell'invio di denaro in patria. Non solo a Parma: Oscar Mbengue, presidente della Comunità senegalese, spiega che un terzo delle entrate del Senegal proviene dall'estero. Che abbiano un lavoro o siano disoccupati, che vivano a Parma con la famiglia o che siano single, i senegalesi devono inviare in patria un po' di soldi ogni anno. Mbengue spiega che questo è un obbligo che tutti avvertono nei confronti di moglie e figli, genitori oppure fratelli e sorelle. Il modo preferito dagli africani per inviare soldi è quello dei money transfer: sono rapidi rispetto alle banche, che però costano meno. Un buon 30% delle rimesse però arriva ancora con i vecchi metodi: chi torna a casa per un po' raccoglie i soldi di amici e conoscenti (scopri tutti i dettagli nell'intervista a Oscar Mbengue).
Conferma Maria Nimerenco, che guida la comunità moldava: anche da Parma ogni settimana partono pulmini di connazionali che raggiungono il loro Paese, portando anche un po' di contanti. Anche qualche migliaio di euro... Alla dogana moldava non è poi così difficile passare. Molti connazionali, comunque, secondo la Nimerenco preferiscono usare i canali ufficiali per inviare denaro. Quanto? «Le badanti mandano quasi tutto quello che guadagnano. Prendiamo uno stipendio medio di 900 euro: tengono per sé 100 euro, il resto lo mandano a casa perché investono sui figli. Di solito non spendono per divertirsi... come avete fatto voi molti anni fa. Se una signora lavora in una casa 24 ore su 24, non le serve quasi nient'altro!». Le badanti sono tante... ma l'immigrazione dalla Moldavia sta cambiando: non sono più le mogli che partono per l'estero, ora cominciano ad arrivare intere famiglie giovani, che di solito tengono i risparmi in Italia (scopri tutti i dettagli nell'intervista a Maria Nimerenco). 

I SOLDI DEGLI STRANIERI SONO ANCHE UN BUSINESS. Banche e money transfer si fanno concorrenza a colpi di accordi e offerte (leggi l'articolo)

GLI IMMIGRATI E IL LAVORO: COSA FANNO, QUANTO GUADAGNANO, QUANTE TASSE PAGANO. Nel Parmense gli extracomunitari con un impiego regolare sono più di 20mila. Fra le badanti, il 75% sono persone straniere. Nel settore delle costruzioni, 18 addetti su 100 sono extracomunitari. E così il 12% degli infermieri e il 10% di chi lavora in agricoltura.  Su 100 stranieri con un lavoro, 90 sono operai; 7,3% impiegati, 1,2% apprendisti e 1% dirigenti.
I dati sono stati diffusi durante la presentazione parmigiana del rapporto 2011 curato da Caritas e Migrantes. Per la Regione è intervenuto Andrea Stuppini (Agenzia sanitaria e sociale dell'Emilia-Romagna).
L'Emilia-Romagna attrae in modo particolare gli immigrati, ha fatto notare Stuppini, perché le retribuzioni sono generalmente più elevate della media italiana: in Emilia-Romagna gli stranieri guadagnano in media 1.013 euro al mese contro una media nazionale di 987 euro. Lo stesso vale per gli italiani: 1.322 euro di stipendio medio in Emilia-Romagna, contro i 1.281 della media nazionale. Ovviamente lavorare qui è più conveniente rispetto ai Paesi d'origine. Per esempio, un lavoratore indiano impiegato in un'azienda agricola del Parmense guadagna quanto 15 agricoltori in patria.
La Regione ha stimato le badanti, comprese quelle senza un contratto regolare: sono 95mila, di cui 11mila a Parma e provincia. A Bologna sarebbero 24.500, a Modena 15.500, a Reggio Emilia 12mila. Sono stimate in 6.500 in ognuna delle province di Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena, 6.750 a Rimini e 5.750 a Piacenza.
Anche gli stranieri, con i loro stipendi, contribuiscono quindi ad alimentare l'erario e il sistema pensionistico. Secondo le stime della Regione su dati 2009, a Parma e provincia gli stranieri pagano 112.346.000 euro di contributi previdenziali e 62.337.000 euro di gettito fiscale, per un totale di 174.683.000 euro che vanno nelle casse pubbliche. Il totale regionale (contributi Inps + gettito fiscale) è 1.258.586.000 euro.

 

Approfondimento - "Le badanti della Moldavia fanno grandi sacrifici per i figli". Ma ora i giovani immigrati si portano la famiglia (leggi l'intervista)

Intervista - "Tutti i senegalesi mandano soldi a casa". Un terzo delle entrate del Senegal viene dall'estero (leggi l'articolo)

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  • silvio

    21 Maggio @ 16.39

    sono tutti soldi che se ne vanno, non rientrano nelle nostre tasche attraverso l'economia reale .. . . . soldi che se spesi porterebbero commercianti, artigiani e imprenditori a versare tasse e quindi a sostenere lo Stato. Se si vuole bene al proprio paese si assumono persone italiane: si crea occupazione per i propri connazionali e si fa circolare contante nella propria economia sostenendo il proprio stato e le proprie imprese. Non assumete stranieri!

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  • sbairsda

    07 Aprile @ 10.15

    La crisi c'è perchè non siamo piú capaci di risparmiare.Abbiamo conti correnti da fame,ma nessuno rinuncia alle vacanze,alla casa,alla macchina,alllo smartphone da 500 euro etc.Gli immigrati vivono come noi 50 e più anni fa,mettono via tutto e lo mandano alle famiglie.Tra le due opzioni,anche se sbaglieró,preferisco godermi la vita che risparmiare,tanto nella tomba i soldi non li porto.

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  • pier luigi

    07 Aprile @ 09.18

    X felice ore 16,47: non voglio fare di tutte le erbe un fascio, ma le ricordo che molti onorevoli sono stati 'beccati' a partecipare a ricorrenze in famiglie che al momento, forse, sembravano 'normali'. Poi, purtroppo per loro, indagini serrate hanno dimostrato il contrario! Ripropongo la domanda: chi è il 'proprietario' di questo appartamento se non è il comune?

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  • Geronimo

    06 Aprile @ 17.16

    Beh Felice io facevo un altro discorso e francamente non capivo, come non capisco il suo primo messaggio con l’inizio di “probabilmente è informato male”, io facevo un discorso serio con una persona e lei si mette a dire frasi fuori luogo, io parlo di onesti e disonesti quindi non vivo in un mondo speciale ma a parma, in Italia, dove ci sono sia brave che cattive persone, il cielo è variabile e l’acqua bagnata

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  • Felice

    06 Aprile @ 16.47

    Ma per favore!! nessuno fa di tutta l'erba un fascio,è chiaro che si parla solo dei disonesti io ho amici albanesi e romeni ma sono bravissime persone addirittura sono stato invitato al battesimo del figlio di un mio amico romeno e credetemi non hanno nulla da invidiarci nei festeggiamenti e senza fare pazzie,quindi se qualche coda di paglia si sente offeso da quello che si dice di gente disonesta consiglio di astenersi dal leggere questi commenti.

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