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Primavera nella riserva di caccia dei Gonzaga

Marmirolo. Storia e natura a Bosco Fontana
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Una domenica di primavera, in campagna. Nell'area naturale protetta di più di 230 ettari, meglio conosciuta come Bosco Fontana, nel comune di Marmirolo, a pochi chilometri da Mantova. Per chi arriva dalla città dei Gonzaga, troverà un segnale turistico che indica questa riserva, di grande interesse storico e naturalistico. Un polmone verde che, nei secoli, è diventato la meta per chi ama la vita all'aria aperta. Un vero e proprio «santuario», in mezzo alla pianura padana, a pochi chilometri dal traffico caotico di Mantova. Quando varchi il cancello, ti sembra di entrare in un altro mondo. Addirittura, in un'altra epoca. Come, in un «viaggio indietro nel tempo», quando Bosco Fontana era la riserva di caccia della famiglia dei Gonzaga, signori di Mantova

I primi cenni storici che citano Bosco Fontana risalgono al Trecento. Tra il XII e il XIII secolo i Gonzaga, futuri signori di Mantova, diventano proprietari di una vasta tenuta tra il Mincio, Goito e Marmirolo, che all'epoca era ricoperta da una fitta foresta e ricca di selvaggina: decidono di trasformarla in una grande riserva di caccia. Quasi al centro del bosco si trova una palazzina seicentesca, dalle sembianze di un castello, opera di Giuseppe Dattaro, fatta costruire da Vincenzo I Gonzaga, duca di Mantova, che la utilizzò come «casa di caccia». A Bosco Fontana si tenevano battute di caccia e feste per le teste coronate d'Europa e personaggi illustri: vi avrebbero partecipato anche l'imperatore Carlo V, i delegati dell'imperatore giapponese e l'imperatrice Margherita d'Austria. Pare, addirittura, che il «capanno di caccia», come lo chiamavano i Gonzaga, venga citato persino da Torquato Tasso nella «Gerusalemme liberata». Va ricordato, infine, che la palazzina seicentesca dal 1921 è stata dichiarata monumento nazionale.
DA FORESTA A RISERVA
Ai Gonzaga si deve l'iniziativa primaria di quei vincoli protezionistici che hanno portato fino ai giorni nostri, attraverso mille vicissitudini accadute nei secoli, questo intatto angolo naturale della pianura. Bosco Fontana, va puntualizzato, è composto da una mescolanza di latifoglie che, nella notte dei tempi, hanno sempre occupato queste zone. E' stato sempre sfruttato per la produzione di legname ma la presenza di querco-carpineti è ancora massiccia. Accanto alle piante di alto fusto, nel parco il visitatore può trovare alcune radure aperte e ricche di fiori. Un discorso a parte va fatto per la fauna: questo polmone verde, nel cuore della pianura padana, è uno degli ultimi rifugi per numerose specie animali. Dagli studi, effettuati da esperti, è emerso che ci sono più di cento specie di uccelli, tra cui il nibbio bruno - un rapace che predilige la vicinanza dei corsi d'acqua, dove cattura i pesci di cui si nutre -, il picchio rosso maggiore e il torcicollo. Senza dimenticare ventiquattro mammiferi, nove rettili, otto anfibi e ben oltre duemila specie di invertebrati. A Bosco Fontana si continua a lavorare per riequilibrare l’habitat, nell’ambito del progetto europeo «Life Natura», per ripristinare le condizioni ideali perché uccelli, insetti e piccoli mammiferi ritrovino un ambiente protetto per riprodursi, eliminando la presenza di alberi esotici estranee al bosco di pianura o sradicandoli, per ridar vita al ciclo di vita agli alberi.
PERDERSI TRA I SENTIERI
Chi arriva a Bosco Fontana, soprattutto nella bella stagione, in primavera o in estate, senza però dimenticare il fascino dell'inverno o i colori caldi dell'autunno, potrà quindi perdersi nei sentieri che si inoltrano tra il fitto della vegetazione: una rete di piccoli passaggi che, inevitabilmente, convergono verso il centro, a quel «capanno di caccia» dei Gonzaga, che rappresenta il fiore all'occhio di questa riserva naturale.
Info utili La riserva naturale è divisa nettamente in due parti, una parte riserva integrale chiusa al pubblico e una parte visitabile. Orari: fino al 31 ottobre, dalle 9 alle 19.

MANGIARE&BERE

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Locale carino e accogliente, il menu offre piatti molto tradizionali con tantissima carne e una buona carta dei vini. C'è la possibilità di mangiare anche la pizza.
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Agriturismo in stile rustico-moderno, con un tocco d'arte. E' adatto per famiglie con bambini. Proposte culinarie con prodotti semplici e di buona qualità. Personale giovane e cordiale.
AGRITURISMO CORTE BARCO
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