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Vigevano, la città che omaggia Leonardo

Il genio toscano qui ha lavorato e creato e gli è stato dedicato un museo. Ma da vedere c'è anche la piazza e molte altre meraviglie del passato

Vigevano, la città che omaggia Leonardo
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«Vigevano è una cittadina sperduta tra campi e rogge, una repubblica a sé, economicamente isolata nella stessa provincia. La piazza viscontea circondata da portici e dominata da una torre, mal conosciuta da italiani e stranieri perché non è negli itinerari turistici, è tra le piazze più stupende d'Italia. Sorge dal paesaggio rustico dopo una corsa lungo i canali d'irrigazione; ogni volta provoca un senso di scoperta e di meraviglia».

Questo scriveva Guido Piovene nel 1957 e molto da allora è cambiato. Ma non due cose: la prima è che la piazza resta una delle più belle d'Italia tanto che è stata definita «una sinfonia su quattro lati» da Arturo Toscanini. La seconda che Vigevano forse resta una meta poco conosciuta.

Eppure questa cittadina, ad appena 35 chilometri da Milano, è la meta ideale per un weekend all’insegna della cultura visto che il suo patrimonio artistico si può far vanto di musei e monumenti da scoprire. E, dettaglio non banale, oltre la piazza c'è molto di puù; non foss'altro perché qui si trovano testimonianze del genio di parecchi personaggi fondamentali della nostra storia: primo fra tutti Leonardo Da Vinci.

A Vigevano, infatti, è possibile seguire un itinerario alla scoperta delle tracce del genio rinascimentale, partendo da Leonardiana, il museo nato nel 2016 e dedicato appunto al maestro di Vinci. Si tratta di una mostra permanente realizzata all’interno delle sale del Castello Sforzesco che propone un itinerario attraverso la vita e l’opera di Leonardo che soggiornò a Vigevano in qualità di sovrintendente alle acque su incarico di Ludovico il Moro e fu membro della corte di Ludovico e Beatrice che ne apprezzarono le straordinarie capacità artistiche e il genio scientifico e matematico.

Nel museo è esposta tutta l’opera che Leonardo riuscì a pensare e a realizzare nel corso della sua vita. Ora, una precisazione è d'obbligo: si tratta di copie ovviamente ma anche in questo caso è un percorso interessante tra le riproduzioni dei disegni - gli originali sono conservati in decine di musei e biblioteche sparsi nel mondo - i taccuini e i codici assemblati dopo la sua morte. Completa il percorso espositivo la «pinacoteca impossibile», in cui sono esposti tutti i 26 dipinti (di nuovo, le copie) attualmente riconosciuti alla sua mano, riprodotti in scala reale con speciali tecniche ad alta risoluzione, che permettono al visitatore di immergersi nella totalità dell’opera. In un viaggio per forza virtuale ma comunque interessante.

Il nostro vagare poi ci porta forzatamente a soffermarci sulla piazza che si definisce con affettata noncuranza «il salotto» della Lombardia. Ma che in realtà è una delle più armoniose e belle piazze rinascimentali d'Italia. Ideata da Donato Bramante, fu commissionata, nel 1492, da Ludovico il Moro ed è un enorme rettangolo contornato da portici ad arcate, sorretti da 84 colonne con capitelli lavorati e tutti diversi fra loro. Nel 1680 avviene un completo rovesciamento di rapporti tra piazza e chiesa: il vescovo Juan Caramunel Lobkovitz reinterpreta la piazza come anticamera della Cattedrale, separando, al tempo stesso, la dipendenza di quest'ultima dal castello.

La piazza è chiusa dalla facciata concava barocca del Duomo mentre all'interno, in particolare nel museo, si conservano opere di grande valore. Una curiosità: davanti all’altare si trova una sezione di una testa di animale. La tradizione vuole sia un coccodrillo. Ma quasi certamente si tratta invece del resto fossile di un dinosauro. Basta poi alzare gli occhi dalla piazza per ammirare la Torre del Bramante: in realtà esisteva già ma il Bramante ne disegnò il rifacimento e dalle sue merlature si gode una splendida vista. E il bello è che la visita è tutt'altro che finita. Sono infatti stati riaperti al pubblico la Falconiera, le prigioni e alcune parti del Maschio del Castello da scoprire in tour guidati.

Il tour propone la visita del Maschio, ammirando la spettacolare sala dell’Affresco da dove si accede al camminamento medievale che costituisce una strada sopraelevata per raggiungere la parte interna del Maschio; situate nell’intercapedine tra la strada sopraelevata e quella sotterranea, si possono ammirare durante la visita le prigioni, realizzate da architetti medievali ma utilizzate probabilmente da fine Ottocento, e all’interno delle quali è possibile osservare le incisioni sulla pietra lasciate dai militari prigionieri in città. Proseguendo il tour si raggiungono i piani nobili del Maschio, che comprendono le sale degli alloggi del Duca e della sua corte che regalano un’ampia vista sulla loggia delle Dame, sul giardino della Duchessa e tutte le vie del centro storico. Attraverso il camminamento sotterraneo si accede poi alla Falconiera, osservando dal suo loggiato l’intera area del castello.

Le cronache del tempo narrano che dall’edificio della Falconeria venivano fatti levare in volo i falconi per accompagnare la corte ducale nelle battute di caccia che si tenevano nei boschi lungo il fiume Ticino e nelle campagne della Lomellina.

Infine è il momento della tavola: nella zona di Vigevano resiste una cucina fortemente influenzata dalla civiltà contadina della risaia, dell'orto, degli animali allevati nelle cascine. Tra gli antipasti imperdibili i salumi, in particolare quelli d'oca, mentre tra i primi regna ovviamente il riso che da il meglio nei risotti, preparati con un ricco soffritto a base di lardo. Poi i secondi: e qui lumache e rane sono la base dei piatti più tradizionali della Lomellina così come quelli a base di maiale, manzo e oca. Anche Leonardo, sicuramente, apprezzerebbe.

DA VEDERE
GLI EVENTI - LE SERATE D'ESTATE
La piazza Ducale e il Castello Sforzesco faranno da cornice a concerti, film, rassegne letterarie nei prossimi mesi che rappresentano una valida motivazione per organizzare la propria gita.
Il primo appuntamento estivo sarà sabato 17 giugno con «La Notte che non c’era» una manifestazione culturale che coinvolgerà tutto il centro storico tra concerti, performance di arte visiva, mostre e laboratori fotografici, rassegne teatrali e letterarie e molto altro. Il Castello Sforzesco di Vigevano ospiterà inoltre nel mese di luglio la rassegna «Notti al Castello». Sul palcoscenico sfileranno alcuni dei nomi più noti della scena artistica italiana e internazionale, a partire da martedì 4 luglio con Steve Hackett, il leggendario chitarrista dei Genesis. Seguiranno Edoardo Bennato, Mario Biondi, Nek e altri nomi celebri del panorama italiano.

IL MULINO - LEONARDO SUL FIUME
La presenza di Leonardo da Vinci a Vigevano è documentata anche al Mulino di Mora Bassa, un mulino quattrocentesco dotato di due grandi ruote idrauliche. L’edificio è stato restaurato e trasformato in sede museale nel 2000. Voluto da Ludovico il Moro, presenta alcune caratteristiche architettoniche che rimandano alle enormi capacità e conoscenze di Leonardo da Vinci, presente in quegli anni alla corte sforzesca. Oggi il museo espone macchine ideate da Leonardo nei suoi schizzi e realizzati da un artigiano locale.


IL PARCO - LA RISERVA DEL TICINO
Il Parco del Ticino, nato nel 1974 per la tutela e la salvaguardia ambientale del territorio lombardo lungo il fiume Ticino, si estende dal Lago Maggiore arrivando sino alla confluenza con il Po toccando la bellezza di 47 comuni nelle province di Varese, Milano e Pavia. Grazie al suo patrimonio di natura, paesaggio, arte e storia, la valle del Ticino, nel 2002, è stata riconosciuta dall’UNESCO come Riserva della Biosfera. E' possibile esplorare il parco in barca, in bicicletta e ovviamente anche a piedi. Ma non solo, infatti per un punto di vista insolito, può essere anche scoperto con una discesa in canoa o in rafting sul Ticino.
Tra gli itinerari che partono da Vigevano c’è l’Anello Ronchi, località della Sforzesca dove si trova anche Villa Crespi. In sentiero abbraccia un’ampia area agricola punteggiata di cascine attorno alle quali si respira ancora l’atmosfera della vita agreste.

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