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Salisburgo la dolce: assolo barocco tra le Alpi

Era la città del sale, ora è la capitale della musica: romantico spartito di viuzze, saliscendi e piazze improvvise tra palazzi d'antica grandezza

Salisburgo la dolce: assolo barocco tra le Alpi
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Perdersi, lasciare che il passo sogni e che la mente lo segua. Che si stia sulla riva sinistra del Salzach, all’ombra delle cupole che fanno di Salisburgo la Roma del Nord o che si costeggi il Kapuzinerberg, nel silenzio della Steingasse, nel quartiere più appartato sull’altro lato del fiume. Perdersi, inventare il cammino tra vie che sembrano passaggi segreti, sorpresi da piazze dal respiro ampio e improvviso, dall’abbraccio di voltoni complici come amanti e da scalinate che s’inventano varchi tra i palazzi, cercano il cielo e sfiorano la roccia. E' la città del sale (dalle sue miniere discende la sua ricchezza), e mai il sale è stato così dolce. Da un andante urbanistico a un adagio, a un allegro maestoso che diventa allegretto.

Tra le ricche facciate dei palazzi, gli archi e i campanili di chiese magniloquenti, Salisburgo è un palcoscenico e una scenografia. Ma è anche pentagramma. Musica da vedere nei suoi continui cambi di ritmo, musica da ascoltare, quando passeggi sotto una finestra della Getreidegasse affacciata sulla sera e ti «sintonizzi» su uno studente del Conservatorio che si esercita al violino sporto al davanzale. Piovono note anche nella strada dello shopping: normale che sia così nella città di Amadeus. Qui anche i violini muti da chissà quanto scatenano emozioni. Ce n’è uno a pochi metri, al civico 9 della stessa via. Piccolo, creato per mani bambine, fu uno dei primi strumenti di Mozart. Protetto sotto una teca di vetro e illuminato da un faretto, giocattolo della gloria che già contiene nel proprio legno i capolavori del Genio. Mozart nacque tra queste pareti, il 27 gennaio 1756, in una casa di soffitti bassi e ombre, affacciata su una piazzetta che con un arco sfocia nel Salzach dalle veloci acque verdi-azzurre, per gran parte dell’anno color del disgelo. La forza delle montagne scorre parallela al su e giù dell’affaccendarsi umano della Getreidegasse, sotto i ghirigori di antiche insegne di ferro battuto. Le generazioni e i secoli si sono succeduti come guidati dalla bacchetta di un direttore d’orchestra (a proposito, Herbert von Karajan era proprio di qui). Ben diversa dalla prima è la casa acquistata da Mozart in età adulta, sul lato destro del fiume: saloni ampi, alti soffitti. Anche questo edificio è stato trasformato in museo. Non lontano, il Giardino di Mirabell, accanto al castello omonimo: un fiorire di migliaia di rose, in questo periodo. Romanico, gotico, barocco e rococò: le tante architetture hanno dato vita alla sintesi dell’armonia. Nel quadro d’insieme e anche nei dettagli. Un esempio? La fontana di San Floriano, nel tratto più stretto della piazza Alter Markt, passaggio quasi obbligato verso il Duomo: la cancellata è del '500, la fontana del secolo seguente e la statua del santo del '700. Il tutto dominato dall'Hohensalzburg, una delle fortezze meglio conservate dell'Europa dell’XI secolo. Alla cima della rupe del castello si arriva attraverso una salita concentrata o con una funicolare dalla breve corsa. Nelle stanze medievali dei principi è incastonato il gioiello architettonico della sala dorata: da sola merita il viaggio.

La Getreidegasse, oltre che asse portante del centro storico della città, è una lunga vetrina. Di fornai e pellicciai, distillatori di liquori e tessitori, pasticceri (anche se Fürst, il vero padre delle Mozartkügeln non si trova qui, ma al 13 di Brodgasse) e sarti. Oltre i portoni s'aprono cortili nei quali ancora sembra di sentire riecheggiare l'arrivo di sontuose carrozze. Nella panetteria del convento di San Pietro, il pane è cotto nel forno a legna come nel XII secolo, quando fu costruito il complesso; come ai bei tempi andati, la pasticceria-bomboniera Schatz vende meringhe minuscole, gioielli per il palato. Un altro viaggio è tra le botti e i boccali di birra: e anche questo è nel tempo, visto che Salisburgo ha una tradizione di oltre 5 secoli nel settore. Qui si trova la Stiegl - la birreria privata più grande dell’Austria, la Brauhaus Gusswerk - l’unica al mondo a produrre la birra biologica secondo le rigorose norme Demeter, e l’Augustinerbräu, nel convento di Mülln, appena fuori dal centro. Antica la tradizione, antica l'attrezzatura dalla quale si spilla in botti di legno riempiendo boccali di porcellana. Un mondo a sé, sui cui tavoli spiccano le targhe dei gruppi di soci (ognuno conserva il boccale in uno sportello) e di amici che tra questi voltoni si incontrano ogni settimana. A mano a mano che i boccali si svuotano, il vocio si fa sempre più intenso, scaldando le sale. Può sembrare chiasso: in realtà è il coro di un inno alla vita. In fondo, è pur sempre la città di Mozart.

DA VEDERE

IL CIMITERO DI SAN PIETRO
LE TOMBE DELLA STORIA
E' uno dei più antichi e suggestivi del mondo: qui riposano da oltre 1300 anni le spoglie di salisburghesi illustri (ma non di Mozart, sepolto a Vienna in una fossa comune). Meritano una visita le catacombe paleocristiane scavate nel Mönchsberg, il forno del monastero, lo Stiftskeller e l'abbazia di San Pietro, il più antico monastero nei territori di lingua tedesca.


IL DUOMO
PIU' FORTE DEL FUOCO
Apoteosi barocca. Più volte distrutto da incendi e sempre ricostruito più grande e magniloquente: il duomo è il centro della vita sacra e religiosa della città. Simbolo del potere e dell'indipendenza degli arcivescovi salisburghesi, spicca per l'imponenza della cupola e per lo splendore della facciata.

LA FORTEZZA
DALL'ALTO DEL MONTE
La sua prima costruzione è del 1077, quando la città era retta dall'arcivescovo Gebhard. Secoli dopo, mentre al potere era l'arcivescovo Leonhard von Ketschach (1495-1519) venne notevolmente ampliata. E' considerata il simbolo di Salisburgo ed è anche il più grande complesso fortificato del centro Europa ancora interamente conservato. Da non perdere la visita alle stanze medievali dei principi (e in particolare alla sala dorata). Da oltre un secolo, la fortezza è raggiungibile dalla città grazie alla più antica funicolare di tutta l'Austria.


CASA NATALE DI MOZART
I VAGITI DEL GENIO
Nella casa al numero 9 della Getreidegasse la famiglia di Leopold Mozart visse dal 1747 al 1773. Fu qui che nacque Wolfgang Amadeus, il 27 gennaio del 1756. Oggi qui si trova un museo che espone il violino suonato dal Genio da bambino, il violino da concerto, il pianoforte e il clavicordo, oltre a ritratti e lettere della famiglia. La via è un susseguirsi di insegne decorate dal fascino antico, di suggestivi portoni e di romantici cortili porticati.

L'ANTICA RESIDENZA
IL SEGNO DEL POTERE
Imponente, sontuosa, fu la sede dei principi-arcivescovi salisburghesi a partire dal 1120. Nei secoli ha subito svariati rimaneggiamenti: il suo aspetto attuale, che rispecchia lo stile del primo Barocco, risale alla fine del '500. I saloni di gala meritano di essere visitati soprattutto per gli affreschi pregiati, le stufe di maiolica e i dipinti. La Galleria della residenza, con i suoi pezzi che vanno dal 16esimo al 19esimo secolo permette una sorta di viaggio nel tempo nella pittura europea. La fontana della residenza, al centro della piazza, è la più grande fontana barocca a nord delle Alpi.

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