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Cremona, torrone e violini

Quando sfilano dame e cavalieri nelle botteghe storiche si assaggia. Mentre gli Stradivari trillano

Cremona,  torrone e violini
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Andateci per compiacere la gola. Oppure scegliete di solleticare il vostro orecchio. Ma in entrambi i casi è questo il periodo giusto per organizzare una gita a Cremona.
Si, la città del Torrazzo, tanto vicina a Parma da essere, troppo spesso, snobbata come destinazione per una giornata fuori casa. Ed è un errore ed un peccato. Soprattutto in questo momento dell'anno quando a Cremona si fa festa. Celebrando le lusinghe del palato.
Da sabato, e fino al 26 novembre, si svolgerà la tradizionale «Festa del Torrone», l'evento che trasforma Cremona nella capitale nazionale della dolcezza con una serie di eventi che, ovviamente si concentreranno sul dolce simbolo della città ma non solo.
Una grande abbuffata glicemica che come sempre attirerà oltre il Po tanta gente come raccontano i numeri della scorsa edizione: 300mila presenze in 9 giorni, 70 tonnellate di torrone venduto, oltre 300 pullman arrivati in città, ristoranti e locali della città con il tutto esaurito ma anche code per accaparrarsi i biglietti per gli spettacoli in cartellone al Teatro Ponchielli.
Uno dei momenti più amati, comunque, è previsto per domenica prossima quando a partire dalle 15.45, per le vie del centro, sfilerà il corteo storico che rievoca il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti con il consueto spettacolo garantito da oltre 150 personaggi rigorosamente vestiti con abiti ispirati all’epoca rinascimentale. E la piazza si riempirà di gente che applaudirà sbandieratori, tamburi, dame, cavalieri, arcieri e giullari. Ma già sabato l'offerta sarà assai ricca con le visite in mattinata al cortile di Palazzo Fodri, il palazzo che costituisce forse il miglior esempio locale del Rinascimento lombardo o le visite guidate alla «Academia Cremonensis», la scuola privata di liuteria e archetteria ispirata al metodo classico della liuteria cremonese di Amati, Stradivari, Guarneri del Gesù.
Arte, storia e tradizione. Ma non solo: da lunedì 20 e fino a venerdì 24 è previsto il «Degustatour» che trasformerà il centro storico in un grande salone del gusto, in cui le produzioni tipiche del territorio verranno proposte gratuitamente in percorsi di degustazione nei negozi storici della città.
Questo il lato goloso della gita. Ma una città come Cremona merita anche di essere onorata per ben altre ricchezze: che come abbiamo ricordato più sopra sono legate al mondo delle sette note.
Qui si trova infatti un museo unico al mondo, quello dedicato al violino che è lo strumento simbolo della città. E non a caso anche l'Unesco lo ha riconosciuto attribuendo all'arte della liuteria il blasone di far parte dei Patrimoni immateriali dell'Umanità da proteggere e tutelare. Ecco che quindi la visita al Museo di Cremona permette di immergersi in questo mondo di legno e suoni attraverso i secoli con un itinerario straordinario tra gli strumenti dei grandi maestri. In piùdiverse installazioni multimediali ed un ricco corredo documentale consentono ad ognuno - dal bambino al visitatore esperto - di realizzare un percorso suggestivo e coinvolgente dove strumenti, profumi, suoni e immagini concorrono a dar forma a storia, sogni ed emozioni. Infine c'è poi l'auditorium che è di per sè uno strumento musicale: l'acustica è perfetta, ottenuta con un lungo lavoro di progettazione, e qui si può vivere una altra esperienza unica: quando alcuni musicisti vengono chiamati a eseguire brani usando i capolavori di Stradivari, Guarneri, Amati conservati nel museo. Per partecipare a queste audizioni uniche al mondo ci si deve prenotare sul sito /www.museodelviolino.org/it/evento/il-suono-stradivari/. E ogni giorno c'è una esecuzione al giorno che raddoppiano la domenica.
Infine, prima di tornare a degustare il torrone puntate diritti verso il cinquecentesco palazzo Affaitati dove ha la sua sede la Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone. Ci sono molte opere d'arte ma una le batte tutte: si trova nella sala dedicata alle nature morte di scuola cremonese ed è il celeberrimo dipinto di Giuseppe Arcimboldi chiamato «L'ortolano». E' stato il simbolo dell'Expo milanese ed è una specie di stravagante ritratto di un volto d'uomo. Fatto con vegetali assortiti. Per l'epoca era un capriccio. Ma forse nella città della mostarda e della dolcezza è solo un modo diverso per raccontare le cose.

MANGIARE&BERE
OSTERIA LA SOSTA
Via Sicardo 9
Tel 0372 456656
Chiuso domenica sera e lunedì
Si chiama osteria ma in realtà è un ristorante nel cuore del centro, a pochi passi dal Duomo, dove assaggiare in un ambiente accogliente, piatti della tradizione rivisti con cura.

LOCANDA TORRIANI
Via Janello Torriani, 7
Tel 0372 30017
Chiuso domenica sera e lunedì
Locale a due passi dalla piazza principale che propone alcuni piatti immancabili della tradizione locale con aggiunte più innovative. Atmosfera calda e servizio cortese.
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NEL CREMONESE UNO DEI PAESI PIU' BELLI D'ITALIA MANTIENE UN'ATMOSFERA D'ALTRI TEMPI
CASTELPONZONE, IL BORGO DEI PORTICI E DEI CORDAI

Castelponzone è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e potrebbe essere la meta giusta da abbinare a Cremona per la vostra gita oltre il Po visto che tra le due destinazioni ci sono in tutto meno di una trentina di chilometri. Su tortuose stradine in mezzo ai campi dove sembra anche di viaggiare nel tempo.
Un salto nell'atmosfera di ieri che si ritrova nella storia di questo antico borgo fortificato che che lega il suo nome alla famiglia Ponzone anche se il borgo assunse però importanza quando il Duca di Milano lo concede in feudo a Galeazzo Ponzone, nel 1416. Poi per secoli rimase quasi identico a se stesso fino alla metà dell'Ottocento quando fu demolita la rocca e fu colmato il fossato che lo circondava dando la forma con cui lo vediamo oggi: un borgo a struttura chiusa, con due porte d’accesso, fatta di isolati divisi da vie principali e vie secondarie dette «strettini».
All’interno del borgo si svolgevano numerose attività  artigianali, come testimoniano ancora oggi le molteplici botteghe che si snodano attraverso tutto il paese, in particolare sotto i caratteristici portici che sono l’elemento architettonico più importante di Castelponzone rappresentandone, nei secoli, il cuore pulsante.
Nel 1456 il feudatario di Castelletto de’ Ponzoni ottenne il privilegio  di tenere un mercato settimanale nel giorno di giovedì che si è tenuto ininterrottamente, sotto i portici, fino alla seconda metà  del Novecento.  
Qui si commerciava veramente di tutto e dal punto di vista architettonico i portici hanno una peculiarità : la grandissima varietà  di archi, a testimonianza anche di un fermento artistico e culturale che nei secoli ha permeato il borgo. 
Nel paese. come detto, è possibile visitare anche il Museo dei Cordai, memoria storica di un’arte che ha segnato la storia di Castelponzone: La materia prima, la canapa, veniva inizialmente coltivata e preparata in loco, poi acquistata nelle zone di maggior produzione, fino alla sua sostituzione con un materiale d’importazione, il sisal.
Le diverse fasi della lavorazione, dalla preparazione della fibra di canapa alla sua filatura, fino alla ceratura della corda, coinvolgevano l’intera famiglia del cordaio. I tipi di corde prodotti andavano da quelle più comuni per gli usi agricoli fino alle grosse gomene e alle sartie destinate alle navi.
A solo due chilometri di distanza, nel capoluogo di Scandolara Ravara si trova la Chiesa Vecchia, uno stupendo esempio tra il tardo Romanico e il gotico lombardo, dedicata alla Madonna Regina della Pace che conserva al suo interno affreschi di Alessandro Pampurino quali il Cristo Redentore tra gli Apostoli sul catino absidale e tre pale d’altare sulle pareti della navata

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