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Berna, la piccola capitale graziosa

Atmosfere medievali e angoli fioriti, lunghi portici e vita rilassata: ecco una città che non ti aspetti

Berna, la piccola capitale graziosa
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La Svizzera è piccola. Ma spesso fa le cose in grande. Per esempio le montagne: sono ben 48 le vette oltre i 4000 metri. Oppure l’economia: un minuscolo stato ispido di valli e rocce riesce ad offrire ai propri abitanti una ricchezza pro capite tra le più alte al mondo. Allora ci si aspetta che anche la capitale sia adeguata a questa grandezza. E invece no.

Berna infatti, sede del Parlamento e del governo elvetico, si presenta piuttosto come una cittadina modesta, con poco più di 130mila abitanti e una atmosfera antica ed elegante che lascia stupefatti i turisti. Che però impiegano ben poco a capire che ciò che manca a questa simpatica piccola città in termini di maestosità è compensato abbondantemente in fascino.
Questa è infatti una delle capitali più piccole d'Europa ma anche una delle città medievali meglio conservate del continente. Non solo: è anche una città molto green: ci sono tanti giardini pubblici e zone verdi e, per di più, le facciate delle case e le fontane storiche sono coperte di fiori. Insomma, quella che uno si immagina come la città frenetica che ospita il governo federale e quasi tutti gli uffici diplomatici si concede il lusso di offrirsi piuttosto come una placida destinazione romantica. Con anche parecchie sorprese.

A PIEDI SOTTO I PORTICI

La città è costruita su un costone di arenaria, circondata su tre lati dalla corrente color acquamarina del fiume Aare e il suo centro è come abbracciato dal fiume: ed è proprio dal cuore medievale della città che si deve partire per una visita.

Il mezzo migliore per scoprirla sono i piedi e se anche il tempo fosse piovoso nessun problema: ci sono sei chilometri di portici a tenerci asciutti e a raccontarci, con la loro elvetica cura, la prosperità dei cittadini di Berna nei secoli XVII e XVIII. Una ricchezza antica ma, come detto, molto ben conservata: tanto che questa fetta di città è stata premiata dall’Unesco con il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità. Le strade sono acciottolate e sotto i portici è un succedersi senza sosta di bei negozi, locali dove concedersi una sosta e molte librerie. E camminare diventa davvero un piacere.
Intorno poi, a poca distanza, si concentrano quasi tutte le cose da vedere e alla fine viene naturale prendere il ritmo alla città. Che oltre che bella è anche molto rilassata.

Noi, per di più, non abbiamo nessuna fretta se non quella di non perdere il nostro prossimo appuntamento. Che è fissato quando le lancette scattano sulle 12 davanti allo Zytglogge. Non spaventatevi: questa parola significa semplicemente Torre dell’orologio ed è uno dei simboli di Berna. Per di più un simbolo di cui i bambini vanno matti. La torre risale addirittura all’inizio del 1200 e fu il primo accesso alle mura della città sul lato ovest. L’orologio invece è del 1530 e, allo scoccare di ogni ora, attira una piccola folla. Il motivo è facile da intuire alzando gli occhi e aguzzando le orecchie: l'orologio è in realtà un carillon con delle buffe figure che danzano. C’è un gallo, il dio del tempo e anche un’altra serie di personaggi che ruotano vorticosamente. Il tempo qui lo si scandisce così da secoli. Non solo il tempo ma anche i viaggi: sui cippi delle strade cantonali la durata del viaggio è fissata proprio basandosi su quanto fisssato da questo orologio.

Il centro di una città patrimonio dell’Unesco è di per sé un museo all’aperto. Ma una visita a Berna non sarebbe completa senza una visita anche ad un museo vero e proprio. Ovvero il Kunstmuseum. E’ imponente e importante: lo è perché ospita oltre 50mila opere tra dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie e film ma anche perché è il più antico museo d'arte in Svizzera.
La sua collezione parte dall'arte del Trecento italiano e arriva alla pittura internazionale del XIX e inizio del XX secolo (impressionismo, cubismo, espressionismo, surrealismo); con particolare attenzione a Paul Klee, Wassily Kandinsky e Pablo Picasso.
Abbiamo citato Paul Klee: e non è un caso. Il pittore è nato infatti poco lontano da Berna e la città gli ha dedicato un centro culturale inaugurato nel 2005 e progettato da Renzo Piano che ha disegnato la stravagante forma di un panorama fatto di colline. Il centro ospita circa 4000 opere di Klee tra cui diversi celebri capolavori ma punta ad un ruolo che va oltre quello di semplice museo fungendo da centro di ricerca sull’opera dell’artista di cui vengono conservati anche gli scritti.

L'IMPIEGATO EINSTEIN

Abbiamo iniziato con i musei. E allora tanto vale concludere il tour. La prossima tappa è infatti in un museo piuttosto particolare visto che è dedicato a Einstein. Si, proprio al padre della Relatività che visse qui per sette anni a partire dal 1902; in quel periodo elaborò le sue rivoluzionarie intuizioni sulla fisica mentre durante il giorno lavorava come impiegato di terza classe all’Ufficio federale dei brevetti. Nel museo, che si trova al primo piano del palazzo che ospita l’Historisches Museum, si possono vedere oggetti appartenuti al premio Nobel, documenti e una serie di filmati che spaziano dalla sua vita privata all'approfondimento del suo lavoro di ricerca. Non temete: le spiegazioni sono a prova di chi di fisica non capisce nulla. Cominciate ad essere stanchi? Nessun problema. Uno dei tanti locali che si susseguono sotto i portici vi darà l'occasione per una sosta golosa magari omaggiando uno dei dolci miti locali: il Toblerone, nato proprio qui, nel 1867 dalla fantasia di un pasticcere locale. Il suo nome? Ovviamente Jean Tobler. Dopo la pausa le forze saranno sicuramente tornate e sarà venuto il momento di dedicarsi al più famoso edificio della città, il Berner Münster. E' la cattedrale della città e la sua costruzione, in totale, è durata dal 1421 fino a quasi la fine del 1800. Ne è valsa la pena: la cattedrale è splendida e la sua torre campanaria è la più alta dell'intera Svizzera. All'interno si possono vedere preziose opere d'arte ma il vero tesoro sta in alto: oltre i 340 gradini che portano al belvedere della torre. Da lassù il panorama è sconfinato e lo sguardo spazia dal Mittelland bernese fino alle cime innevate dell'Oberland. Da così in alto, la città pare davvero piccola ma lo abbiamo detto prima: a Berna non interessa imporsi con la boria e la potenza. Piuttosto preferisce conquistare con la grazia.

CURIOSITA'

 
I SAPORI- FONDUTA FAI DA TE
Che sapore ha l'inverno di Berna? Sapore di fonduta. Per scoprirlo occorre andare al ristorante Platzhirsch che nel mercatino di Natale di Berna propone la «Fondue do it yourself». Vengono distribuite borse a tracolla contenenti tutto l'occorrente: pane e forchetta, tavolo per la fondue e tutti gli ingredienti, ma non solo: il Platzhirsch aiuterà gli inesperti, i turisti, ma anche i più spigliati a preparare la loro fondue, passo dopo passo, seguendo le istruzioni internazionali.

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