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Il parmigiano arrestato per l'omicidio della peruviana era stato denunciato nel 2020 da un'altra ex compagna di Parma

20 Novembre 2021,11:48

Mirko Genco, 24enne fermato ieri dai Carabinieri reggiani con l’accusa di aver ucciso Juana Cecilia Hazana Loayza, 34enne trovata sgozzata in un parco a Reggio Emilia, nel 2020 era stato denunciato da un’altra ex compagna con cui viveva a Parma per comportamenti vessatori nei suoi confronti. Genco, secondo quanto emerso, aveva costretto la donna a tagliare tutti i ponti con l’esterno e a chiudere le relazioni con gli altri. In seguito alla denuncia lei è stata collocata in una struttura protetta. A quanto risulta c'è un procedimento a carico di Genco per quest’altra vicenda ma non risultano misure cautelari.

La madre di Mirko Genco, sottoposto a fermo ieri pomeriggio dopo aver ammesso il delitto, si chiamava Alessia Della Pia. La donna fu uccisa all’età di 39 anni nel dicembre 2015 e del delitto fu accusato l’ex convivente Mohammed Jella, trentenne tunisino. La donna era stata prima picchiata nell’androne di casa a Parma, poi immersa nella vasca da bagno dell’appartamento dove viveva e infine riportata esanime nell’androne. Fu lo stesso Jella, all’epoca, ad avvisare il 118 per poi fuggire subito dopo. Fu arrestato nel 2017 nel Paese d’origine, la Tunisia, dopo una latitanza di un anno e mezzo. 

 

A cinque giorni dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, arriva da Reggio Emilia un’altra storia di persecuzione da parte di un uomo, culminata in omicidio. Juana Cecilia Hazana Loayza, 34 anni nata a Lima, in Perù, ma residente da tempo in Emilia, è stata trovata morta in mattinata, sgozzata in un parco pubblico tra alcuni condomini, in via Patti, vicino all’ex polveriera. Il corpo, a faccia in giù, era a ridosso di una recinzione. I carabinieri, coordinati dal pm Maria Rita Pantani, hanno in breve tempo indirizzato i loro sospetti sull'ex compagno della sudamericana: Mirko Genco, 24 anni, di Parma. Lo hanno trovato, interrogato e alla fine il giovane ha ammesso i fatti. E’ stato quindi sottoposto a fermo. 


Un delitto brutale, risolto in poche ore. Perchè colui che è ritenuto il responsabile è l’uomo che da mesi perseguitava Juana. Era già stato arrestato due volte, ma una ventina di giorni fa, a seguito di una sentenza di patteggiamento con una sospensione condizionale della pena, era tornato libero di fare del male alla donna che lo aveva denunciato. Le misure cautelari adottate nei suoi confronti sono cadute il 4 novembre. Genco era stato arrestato il 5 settembre per atti persecutori e il 6, dopo la convalida dell’arresto, era stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Ma il 10 settembre era stato nuovamente arrestato per violazione della misura, violazione di domicilio e ulteriori atti vessatori, ottenendo il 23 settembre gli arresti domiciliari. Il 3, il processo con un patteggiamento a due anni e il giorno dopo, la liberazione. 
Juana Cecilia Loayza lascia un figlio di un anno e mezzo. Il bambino era nato da una relazione con un altro ex compagno. La donna lavorava in una cooperativa d’assistenza a Scandiano, mentre il 24enne che l’ha uccisa faceva il rappresentante di utenze domestiche, porta a porta. I carabinieri del nucleo investigativo lo hanno cercato a Parma, dove vive, ma poi lo hanno trovato al lavoro, a Reggio Emilia, in via Giacinto Pezzana, altezza di piazza degli Strinati, dove è stato bloccato senza opporre resistenza e portato in caserma. 
E’ stato ricostruito che ieri sera il 24enne era arrivato da Parma e dopo aver rintracciato la donna in un locale del centro storico, si era diretto con lei verso casa sua. Durante il tragitto, nel giardino pubblico poco distante dall’abitazione della vittima, l’avrebbe aggredita, tentando prima di strangolarla e poi accoltellandola. Almeno un fendente è arrivato alla gola, ma sarà l’autopsia a fare luce sulla dinamica e sui tempi esatti del decesso. L’arma del delitto, un coltello da cucina ancora sporco di sangue, è stato trovato poco distante da luogo dell’omicidio ed è stato sequestrato. 
La tragica fine di Juana, ennesimo femminicidio quest’anno, arriva al termine di una settimana che ha visto l’Emilia insanguinata, con quattro delitti in quattro giorni. Martedì a Modena, il 48enne Carlo Evangelisti ha assassinato la madre, Milena Calanchi, 71. Poi è andato al bar e ha confessato tutto a un amico. Il giorno dopo Sassuolo è stata teatro di uno sterminio familiare: Nabil Dhahri, 38 anni, ha ucciso la ex compagna Elisa Mulas, 43, i due figli di due e cinque anni, la suocera Simonetta Fontana e poi si è suicidato, mentre sono sopravvissuti la prima figlia della donna, a scuola e il bisnonno ultranovantenne, allettato. Giovedì, invece, a Salto di Montese, sull'Appennino Modenese, il 71enne Grazio Lancellotti ha assassinato con alcuni fendenti di coltello la moglie Anna Bernardi, 67 anni. Li ha trovati il figlio. Ieri sera, a Reggio Emilia, un altro episodio di una strage senza fine.

Il fermo di Genco

I carabinieri di Reggio Emilia hanno sottoposto a fermo l’ex compagno di Juana Loayza, 34enne trovata morta nella notte. Si tratta di Mirko Genco, 24 anni, originario e residente a Parma. Sottoposto a interrogatorio avrebbe ammesso le proprie responsabilità. In un recente passato era stato arrestato e processato per stalking ai danni della vittima.  

Genco, accusato di aver ucciso Juana Loayza, era libero dal 4 novembre, giorno in cui è decaduta la misura cautelare in seguito al patteggiamento del giorno prima, nel processo per stalking ai danni della peruviana, a due anni con la sospensione condizionale. E’ quanto spiegano i carabinieri.  Il 24enne era stato arrestato il 5 settembre per atti persecutori e il 6, dopo la convalida dell’arresto, era stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Il 10 settembre era stato nuovamente arrestato per violazione della misura, violazione di domicilio e ulteriori atti vessatori, ottenendo il 23 settembre gli arresti domiciliari fino al 4 novembre.

 

Le indagini, coordinate da Maria Rita Pantani, sostituto presso la Procura reggiana, sono state svolte dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia, unitamente ai colleghi della compagnia di Reggio.  A poche ore dal rinvenimento del cadavere della donna, al termine di un lungo interrogatorio negli uffici del Reparto Operativo dei carabinieri di Reggio Emilia, Genco è stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto. A suo carico sono stati raccolti incontrovertibili elementi di responsabilità. I carabinieri, una volta identificata la vittima, hanno subito indagato sul 24enne, il quale si era reso responsabile in un recente passato di queste condotte persecutorie nei confronti della 34enne.  Gl uomini dell'Arma si sono subito messi sulle tracce del presunto omicida sia a Reggio Emilia, città dove lavora, e Parma città dove vive. Il giovane si era recato a lavorare, ed infatti è stato localizzato mentre stava proponendo contratti di utenze domestiche porta a porta, in via Giacinto Pezzana altezza Piazza degli Strinati di Reggio Emilia. Lì è stato fermato senza che opponesse resistenza. Condotto in caserma è stato sottoposto a interrogatorio: ha reso dichiarazioni in merito alle sue responsabilità. Dalla ricostruzione degli eventi, il 24enne, la sera precedente, era giunto in città da Parma e dopo aver rintracciato la donna in un locale del centro, insieme si erano diretti a piedi verso l’abitazione di quest’ultima. Durante il tragitto, in un parco pubblico poco distante dall’abitazione della vittima, l’avrebbe aggredita, tentando prima di strangolarla e poi l'avrebbe accoltellata. L’uomo, espletate le formalità di rito, sarà ristretto presso il Carcere cittadino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’arma del delitto, un coltello da cucina, è stato sequestrato.

 

Il ritrovamento

Una giovane donna è stata trovata morta in un parco a Reggio Emilia e non si esclude che possa essere stata uccisa. I carabinieri sono sul posto, con il Pm di turno. Al momento la ragazza non sarebbe stata identificata, ma ci sarebbero elementi, da verificare, che portano a pensare a un delitto. E’ stata trovata in un giardino pubblico in via Patti.

 La Procura di Reggio Emilia, sul posto con il pm di turno Maria Rita Pantani, procede per omicidio nel caso della giovane donna trovata morta in un piccolo giardino pubblico, vicino a via Patti. Si starebbe valutando una ferita, forse da arma da taglio. Un’ipotesi è che la donna sia morta tra ieri sera e la notte. Il corpo è stato segnalato verso le 10, a ridosso di una recinzione che delimita il confine tra il parco e un condominio. L’area è una zona residenziale, vicino all’ex polveriera e ad una piscina. Sul posto anche medico legale e reparto scientifico dell’Arma. 

La donna, identificata in Juana Cecilia Hazana Loayza nata a Lima (Perù) il 22.7.1987, residente a Reggio Emilia, è deceduta per le ferite mortali causatele da un coltello, rinvenuto e sequestrato sul posto.  Le immediate risultanze investigative dei carabinieri portavano a indirizzare le attenzioni su un uomo, ex compagno della donna, che localizzato dai carabinieri reggiani è stato fermato e condotto in caserma. La sua posizione è al vaglio.

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