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Si pente dopo le minacce all'arbitro, "Pagherò come è giusto"

Si pente dopo le minacce all'arbitro, "Pagherò come è giusto"

09 Novembre 2021,02:19

Ho sbagliato e non cerco giustificazioni, durante questa squalifica mi impegnerò nel sociale e dimostrerò con i fatti che sono sinceramente pentito. Poi tornerò a giocare perchè mi piace troppo». Marco Agazzi, diciott'anni, calciatore del San Nicolò Calendasco (Piacenza), fermato dal giudice sportivo per 14 mesi a seguito di «spintoni al petto» e» minacce» nei confronti del giovane direttore di gara durante la gara di campionato Juniores fra la squadra di cui è capitano e il San Corrado, ha scelto la redazione del quotidiano piacentino Libertà per scusarsi pubblicamente con il presidente degli arbitri piacentini Domenico Gresia. Lo avrebbe fatto anche con l’arbitro stesso se i regolamenti lo avessero consentito. 


Accompagnato dai dirigenti della sua società il giovane ha spiegato che occuperà questi 14 mesi di squalifica impegnandosi anche della pulizia degli spogliatoi se necessario e continuando ad allenarsi da solo per farsi trovare pronto al momento in cui potrà tornare in campo. 


«Dopo la squalifica ho passato giorni molto difficili - spiega - ma poi ho deciso che non potevo nascondermi o cercare alibi dovevo semplicemente scusarmi. Tra l’altro a casa i miei genitori non l’hanno presa bene e proprio come il giudice sportivo sono stati piuttosto duri nella reazione. Però sia loro che i dirigenti della mia società mi sono stati vicini perchè sanno che questi comportamenti non mi appartengono minimamente e che è stato la follia di un momento». Marco si è anche detto disponibile a parlare con altri giovani sportivi raccontando la sua esperienza per far capire l’importanza di ravvedersi quando si commettono degli errori.

© Riproduzione riservata

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