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MANTOVA

Ragazzi bulli e maleducazione: il parroco chiude l'oratorio a Viadana

E' accaduto a Cicognara

Don Andrea

18 Giugno 2022,17:32

Troppi episodi di maleducazione e il parroco chiude per un giorno l’oratorio. E’ accaduto a Cicognara, piccola frazione del comune di Viadana, in provincia di Mantova, dove don Andrea Spreafico ha deciso di mettere «un paletto, una barriera», «un segnale di scossa dato a tutti, in seguito a una situazione di degrado diffuso, di uno stile che ha preso piede in maniera generalizzata». 
L’episodio - riportato dalla Gazzetta di Mantova e dal Corriere della Sera - giovedì scorso, quando sul cancello d’ingresso dell’oratorio è apparso un cartello per spiegare i motivi dello stop. «Troppe parole volgari, rifiuti buttati, sedie prese dal portico e abbandonate, persone che entrano in mutandoni e canottiera, comportamenti da bulli violenti» e altri motivi.
Sul banco degli imputati, non solo i bambini ma anche i genitori e gli adulti che frequentano l’oratorio. «La chiusura generale capita raramente ed è una scossa che si vuole dare a tutti», spiega il sacerdote, che ha anche scritto un post su Facebook per spiegare le ragioni dello stop.

(la foto divenuta virale sui social network

Le attività dell’oratorio, che è il centro giovanile di riferimento per l’unità pastorale Beata vergine delle Grazie, ha già da ieri ripreso le attività nel rispetto delle regole. «Non si è trattato di una punizione» tiene a specificare don Andrea ma «un paletto, un argine innalzato, una barriera» che «aiuta non solo i più piccoli ad entrare in uno spazio altrui cambiando i propri atteggiamenti disordinati».

La decisione era stata presa giovedì scorso e per comunicarla a tutti i frequentatori, don Spreafico aveva affisso sul cancello d’ingresso un cartello per spiegare i motivi della serrata: Il parroco nel suo post ha anche spiegato che esiste una gradazione dei provvedimenti disciplinari contro chi è maleducato, che riecheggia una metafora calcistica: «Abbiamo tre gradi: si va dal richiamo al cartellino giallo e a quello rosso. La chiusura generale capita più raramente ed è una scossa che si vuole dare a tutti». 

Oggi su Facebook don Andrea Spreafico ha pubblicato un post (visibile a tutti) in cui commenta: "Da una parte sono piacevolmente compiaciuto e dall’altra preoccupato" per l'enfasi nazionale ottenuta dal suo cartello. "Compiaciuto perché i temi educativi non fanno tendenza da parecchio tempo... ci riesce lo Sport, lo Spettacolo, il Pettegolezzo, lo Scandalo… ma non ce la fa un “normale atto educativo” - continua -. Perché è di questo che si tratta. Ho letto di commenti che parlavano di un “prete arrabbiato che per punizione…” Macché punizione! Il prete può essere anche arrabbiato… ma non ha prodotto un atto per compensare la sua ferita d’orgoglio o semplicemente per “farla pagare”. Se così fosse, non sarebbe un vero prete e nemmeno un vero adulto".

Nel suo post, il sacerdote continua ricorrendo anche a una metafora calcistica. 

"Oltre che compiaciuto, d‘altro canto invece sono preoccupato… enfasi nazionale? Abbiamo fatto qualcosa di così strano e raro?
Comunque, per rispondere ad alcuni commenti che ho letto riguardo al “fallimento educativo della chiusura” vorrei precisare così: nel nostro Oratorio la disciplina è formalizzata secondo tre gradi e approfittando di una metafora calcistica:
- Quando l’atto maleducato/violento è pubblico, avvenuto in cortile e davanti a tutti, e non c’è quindi il pericolo di ledere la riservatezza, avviene il PRIMO RICHIAMO (al microfono e poi di persona). Normalmente la maggior parte dei casi si risolve così.
- Se invece non si risolve, assegniamo un bel “CARTELLINO GIALLO”: un foglio appeso in bacheca con l’elenco degli ammoniti, il motivo del richiamo… una specie di ultimatum. Rimane appeso per un mese. Vengono avvisati anche i genitori. Se il fatto si ripete da parte della stessa persona, rilasciamo il…
- CARTELLINO ROSSO: è l’espulsione dall’Oratorio (qualche giorno/settimana/mese, dipende). Per poter essere riammessi occorre comunque un colloquio con i genitori.
La CHIUSURA GENERALE invece capita più raramente ed è prevista nel caso si voglia dare un segnale di “scossa” a tutti, di solito in seguito ad una situazione di degrado diffuso, uno stile che ha preso piede in maniera generalizzata.
Ecco... Tutto qui! Se sembra strano, preoccupiamoci sul serio!!". 

© Riproduzione riservata

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