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Giganti nel tempio della lirica: «Regio People 2. Gli artisti» da giovedì con la Gazzetta

Il curatore Giuseppe Martini: «Quattrocento foto dal 1913 ad oggi»

Giganti nel tempio della lirica

di Isabella Spagnoli

22 Gennaio 2022,11:24

L’Orchestra del Teatro La Scala di Milano, diretta da Giuseppe Del Campo, si mostra fiera dopo la «Messa da Requiem» di Verdi sul palco del Teatro Regio. E' il 1936, la foto è solennemente suggestiva. Precedenti e successive a quella data, i lettori potranno scorrere tantissime altre immagini di artisti straordinari che al Regio si sono meravigliosamente esibiti in spettacoli di diverso genere (lirica, prosa, concerti).
Fra loro troveranno Pietro Guelfi, un riuscitissimo Rigoletto del 1944, Wanda Osiris, Mastroianni, Vittorio Gassman interprete di Amleto, Mina, Zeffirelli, Stockhausen, Paola Borboni, Abbado, Giulini, Muti, Renata Tebaldi, Carlo Bergonzi, Maria Callas e tantissimi altri volti che hanno fatto la storia dello spettacolo. Pagina dopo pagina dal 1913 si giungerà al 2021.

 

I lettori che si saranno immersi nell’antologia fotografica intitolata «Regio People2. Gli artisti» usciranno da questa esperienza «esplorativa» non solo arricchiti, ma anche desiderosi di continuare a immaginare che cosa ci fosse celato dietro le quinte e nelle rughe di quei volti che ogni giorno rinnovavano lo spettacolo dal vivo, che sempre e comunque doveva continuare. Il libro, edito dal Teatro Regio, è di 363 pagine e da giovedì 27 gennaio sarà in vendita con la Gazzetta a 20 euro più il prezzo del quotidiano. Il volume, curato da Giuseppe Martini (segretario scientifico dell’Istituto nazionale studi verdiani di Parma, consulente musicale del Teatro Regio e storico della musica), presenta una carrellata di 400 fotografie (la selezione iconografica è stata fatta dallo stesso Martini con la collaborazione di Roberto Ricci) di 521 artisti che hanno fatto la storia del teatro e delle trasformazioni che lo stesso ha vissuto. Esattamente un anno dopo l’uscita di «Regio People 1. Il pubblico», sempre curato da Martini, che conteneva 230 scatti nei quali protagonista assoluto era il pubblico del Regio che assisteva agli spettacoli dei primi anni del ‘900, oggi possiamo sfogliare questa nuova e suggestiva opera, sorta di macchina del tempo capace di mostrarci il panorama interpretativo di ciò che non abbiamo potuto vedere ma anche di ciò che abbiamo visto e oggi possiamo nuovamente ammirare. Ma come è avvenuta la selezione delle immagini?

«Abbiamo voluto inserire esclusivamente fotografie scattate all’interno del Regio, in modo da ancorare il più possibile gli artisti al luogo e al momento della loro esibizione – spiega Martini –. Per questo motivo ho rinunciato a inserire foto di repertorio degli interpreti. La scelta ha comportato la rinuncia alla citazione visiva di artisti che hanno reso grandi molte stagioni del nostro Teatro, specialmente quelle di prosa, ma in questo modo abbiamo dato più veridicità al volume evitando il timbro di carrellata algida e illustrativa».
E il critico sottolinea che non è stato semplice reperire la raccolta fotografica: «Grazie all’Archivio storico del Teatro Regio, all’Archivio storico del Comune di Parma, all’archivio di Parma Lirica e al lavoro dei fotografi impegnati nell’ultimo secolo alle foto di scena, Ettore Pesci, Alberto e Gianluca Montacchini, Alberto Dalla Tomasina, Tommaso Le Pera, Roberto Ricci e Giovanni Ferraguti, si è riusciti a costruire un percorso di immagini dal 1913 (anno del primo centenario verdiano) fino a oggi, anche se in molti casi manca testimonianza visiva di interpreti eccellenti che si sono esibiti al Regio, specialmente di prosa e di concertistica, sia perché non era ancora costume fotografare la scena non operistica, sia perché non sempre gli artisti concedevano il permesso di fotografarli».


Per questo motivo Martini precisa che questo libro non può e non vuole essere un’enciclopedia di interpreti al Regio, ma solo un’ampia antologia fotografica tratta da un enorme patrimonio che ritrae di interpreti d’opera, principale vocazione artistica del Regio, ma anche di concertistica, di teatro di parola, di cabaret, di musica pop.
Realizzato grazie al sostegno di Regio Parma Festival, il volume è, come specifica Anna Maria Meo direttore generale del Teatro Regio, «una collezione di immagini che costituisce il memoriale del talento di migliaia di artisti, del loro sguardo profondo, del loro pensiero acuto, della loro sensibilità, della loro coraggiosa visionarietà, della passione, della determinazione e dell’umanità necessarie a compiere ogni sera il miracolo di uno spettacolo dal vivo che si rinnova ogni volta grazie a centinaia di mani e cuori che lavorano e battono all’unisono».
«Regio People2. Gli artisti» come ha sottolineato Federico Pizzarotti, presidente del Teatro Regio di Parma e sindaco «vuole essere un dono al mondo dell’opera, una dedica al variegato ed eterogeno mondo dell’arte che in questi ultimi anni ha sofferto la crisi pandemica, forse più di altri settori».
Luigi Ferrari presidente del Reggio Parma Festival, che ha sostenuto questo progetto dal suo concepimento, ha definito il libro «Un nuovo viaggio nel tempo alla ricerca di volti e nomi conosciuti con la curiosità di scoprire o riscoprire un passato remoto o prossimo».

Isabella Spagnoli

© Riproduzione riservata

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