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«Monumenti viventi»: alla ricerca dei giganti verdi in un libro

«Monumenti viventi»: alla ricerca dei giganti verdi

di Katia Golini

01 Giugno 2022,15:14

«Troverai più nei boschi che nei libri» diceva San Bernardo. In realtà c'è tanta meraviglia e sapienza nei libri, così come negli alberi: entrambi ci parlano, ci stupiscono, emozionano, incantano, ci regalano bellezza e vita.
Per fortuna a volte pagine scritte e alberi si fondono e diventano tutt'uno: è il caso di «Monumenti viventi» (Grafiche Step editrice), il libro dell'agronomo Mauro Carboni, scritto dopo anni di esperienze sul campo e un biennio interamente dedicato alla ricerca di quei meravigliosi giganti verdi secolari che vivono silenziosi accanto a noi. Quasi 300 pagine colme di racconti, storie, immagini e schede redatte con amore e rispetto per questi padri nobili degni della nostra ammirazione.
Il libro parla di pini, bagolari, aceri, abeti, frassini, ovviamente querce, olmi, platani e castagni, ma anche di sequoie, salici, tassi e così via, senza tralasciare le varietà non autoctone come zelcove e cedri del Libano («le varietà rare si trovano per lo più all'interno dei palazzi storici. Rappresentavano in passato uno “status symbol” di nobiltà e ricchezza» spiega l'autore).
Grandi vecchi, obelischi, guardiani, colossi: ognuna delle piante «raccontate» viene definita con un affettuoso soprannome legato alla sua storia. «E alcune sono veramente incredibili».
Agronomo ed escursionista, Carboni ha percorso in lungo e in largo il territorio parmense (15mila i chilometri stimati), dalla Bassa all'Appennino, passando per i giardini dei palazzi storici di città, alla ricerca di alberi monumentali. Ha seguito le sue antiche conoscenze e le voci dei luoghi: «In alcuni casi sapevo della presenza di alberi secolari in luoghi precisi, in altri sono stati gli abitanti di quei luoghi, soprattutto gli anziani, che con orgoglio me li hanno indicati. A volte mi hanno addirittura accompagnato fisicamente».
Disseminati in città e provincia, sono stati individuati circa 600 alberi monumentali. Non potevano entrare tutti nel libro - almeno non tutti in questa prima edizione -, anche se la metà trova posto nella tabella finale dedicata alle piante censite anche se non fotografate, con tanto di descrizione e coordinate Gps per raggiungerli. Tra le tante presenze meravigliose in cui l'autore si è imbattuto, ne ha selezionato 84 - tra le più affascinanti -, le ha fotografate e ne ha ricostruito vicende e avventure. C'è il frassino dei Boschi di Carrega, un ercole di 30 metri d'altezza capace di togliere il fiato; il gelso di Costamezzana, il più grande censito nel Parmense, alto 11 metri, con una chioma dal diametro di circa 8 metri, che ha salvato la vita durante la seconda guerra mondiale all'allora piccola Iris Malanca; c'è il portentoso «faggio del mezzogiorno» (cosiddetto perché funziona proprio come una meridiana) del monte Fageto a Palanzano; il cedro del Libano di villa Meli Lupi a Vigatto, età stimata tra i 140 anni e i 200, colpito due volte da un fulmine ma ancora lì, forte e potente. E poi l'olmo di Palazzo Soragna, il platano storico nella casa di Bodoni, il tasso di Palazzo Lampugnani, i platani «luigini» di piazza della Pace e del Parco Ducale. «Non sono le dimensioni a determinare l'età di un albero, anche se piante grandi come una stanza colpiscono non poco - spiega Carboni -. La selezione che ho fatto si basa su tre criteri di valutazione: le dimensioni, l'età, la bellezza. Il 20% del patrimonio delle piante monumentali è concentrato in città, la gran parte nella zona precollinare e dell'Appennino. Più povero il patrimonio in pianura, dove la terra per lo più è stata destinata all'agricoltura, ma anche qui, soprattutto vicino al Po, non mancano esemplari degni di nota come il bellissimo bagolaro di Zibello o certi pioppi del Po».
E' essenzialmente questo il libro «Monumenti viventi», un viaggio fantastico dall'alveo del Grande Fiume ai boschi di montagna, una guida per andare alla scoperta di un patrimonio prezioso e meraviglioso. Il libro sarà in vendita da sabato con la «Gazzetta» a 15 euro più il prezzo del quotidiano. Ed è da non perdere.

© Riproduzione riservata

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