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Striscia torna a Parma, i musulmani: "Si alle Luigine, basta non si imponga la fede cattolica"

18 gennaio 2018, 22:42

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Striscia la Notizia torna a far visita alla nostra città dopo lo #spacciatour di Brumotti (Guarda). Questa volta, l'inviato del tg satirico è Rajae Bezzaz. Come sempre, i suoi servizi sono legati al mondo islamico. Nello specifico, partendo dall'annunciata chiusura delle scuole Luigine, in estrema sintesi, per mancanza di vocazioni e, quindi, di personale per portare avanti l'attività didattica e per il ricambio della gestione. Rajae è partita dall'appello, dalla discesa in campo per salvare l'istituto di Radwan Khawatmi (leggi) per intervistare alcuni musulmani di Parma sull'argomento "una crociat al contrario". Se Khawatmi parla di "valori cattolici importanti per l'insegnamento, quindi da salvare", infatti "carità, amore e fede sono cattolici come islamici, quindi di tutti". Non solo "I miei figli sono stati battezzati, secondo la cultura del Paese dove sono nati, sennò che integrazione è?". L'imprenditore spiega: "Sono italiano non per un certificato che mi hanno regalato, ma perche è una conquista essere un italiano". Il rischi che i musulmani fraintendano il suo messaggio? "Il bene vince sempre: vado a testa alta, con il supporto della mia città e del mondo islamico". Parzialmente d'accordo i musulmani intervistati dall'inviata di Striscia, il messaggio sintetico? "D'accordo ad andare in una scuola cattolica, a patto che non si imponga la religione cattolica". "Se non fosse un problema per la mia religione (musulmana) ci andrei, ma essendo cattolica non posso", dice il primo. Ma anche "Nessun problema, siamo tutti uguali", oppure "Se si tratta di imparare, sì. Ma le loro preghiere e la loro religione no". E c'è chi sottolinea "Basta che non facciano mangiare carne di maiale ai bambini". E una giovane conclude: "Se si insegna una religione diversa fin da bambini si rischia di influenzarne la fede".