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Ex brigatisti e figli delle vittime a confronto. Per tornare a vivere

A Parma anche la figlia di Aldo Moro

11 maggio 2019, 11:06

Ex brigatisti e figli delle vittime a confronto. Per tornare a vivere

Vivere e non sopravvivere» è l’iniziativa   che torna per la seconda volta a Parma mercoledì 15 maggio,  nata dalla volontà di riflettere su quello che accade quando i figli delle vittime scelgono di incontrare gli ex terroristi.  Il progetto ideato da Max Ravanetti e avviato da Cgil Parma, in collaborazione con Officine Cgil Parma e UdU Parma, approfondirà le connessioni tra legalità e giustizia riparativa in un doppio appuntamento. 
«Non intendiamo riscrivere la storia né dare giudizi -  dice Lisa Gattini, segretaria generale Cgil Parma - Vogliamo semplicemente conoscere  cosa è successo alle persone che sono state coinvolte indagando la parte di giustizia che non si esaurisce  nei tribunali». 
Parleranno Giovanni Ricci figlio di Domenico, l’appuntato dei carabinieri ucciso in via Fani durante il sequestro di Aldo Moro, Giorgio Bazzega figlio del poliziotto Sergio, colpito a morte nel 1976 da Walter Alasia e Adriana Faranda, ex brigatista della colonna romana e parte attiva durante il sequestro Moro. Insieme a loro anche Manlio Milani, che nel ‘74 perse la moglie Livia nell’attentato di piazza della Loggia a Brescia, Agnese Moro, una dei figli dello statista Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio del 1978, e Franco Bonisoli, ex brigatista che partecipò alla strage di via Fani. 
  Alle 14.30 nell’Aula dei Filosofi della sede centrale dell’Università   si terrà il laboratorio di partecipazione sociale «La riparazione: giustizia e incontro» della docente di Sociologia dei processi culturali Vincenza Pellegrino insieme ai giornalisti Paolo Grossi e Chiara Cacciani. Alle 20.30 il Salone Trentin della Camera del Lavoro di via Confalonieri, ospiterà l’incontro «Vivere e non sopravvivere. Tra legalità e giustizia riparativa», guidato dai giornalisti Gabriele Balestrazzi e Chiara Cacciani.
 

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