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IL PROGETTO

Kampah: 'I miei stencil per Parma 2020. Così stupirò tutti' - Foto - Video

13 giugno 2019, 13:35

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di Katia Golini
Il richiamo di Parma 2020 lo ha riportato a casa. Kampah è tornato per raccontare  Parma ai parmigiani, alla sua maniera. Vulcanico, sorprendente, creativo fin nel midollo, dopo i successi in giro per il pianeta  è qui, pronto ad affrontare una sfida che non si sarebbe perso per nessun motivo al mondo. Porterà le sue esplosive immagini. E sarà un omaggio  gigantesco a Parma. 
Oggi lavora con gli stencil, ma non paragonatelo a Banksy, perché nell'anonimo inglese non si riconosce. Innanzi tutto  lui un volto ce l'ha eccome, ed è pure famoso. E poi perché ai murales con la tecnica dello stencil è arrivato da tutt'altra strada. Anzi, da uno zig-zag di imprese mai scontate, collegate sì, ma diversissime una dall'altra. Dal fumetto alla grafica, dai video musicali ai film veri e propri, coraggiosi passi e cambi di rotta lo hanno portato a sfondare  a Hollywood, oltre che in mille posti nel mondo. Se passate da Alberi e scorgete all'orizzonte una gigantografia di Bernardo Bertolucci  sulla facciata di un capannone, ecco quella è opera sua, personale omaggio a un artista «che  ha contribuito a fare grande Parma» dice. E' lì, sotto l'ala protettrice del maestro, che oggi realizza le sue opere, nel  nuovo laboratorio che gli ha messo a disposizione  un amico e  che ha scelto come quartier generale per questi mesi di preparazione al 2020.  
UN PO' DI STORIA
Flavio Campagna, parmigiano dell'Oltretorrente, in arte Kampah prima, Flavio 2000 poi, oggi F CK e sempre Kampah,  pensa in grande e non sta fermo. C'è solo un punto fisso nel suo costante girovagare a caccia di nuove esperienze: l'amore per la sua città, quella Parma in cui è nato, insieme al fratello Gino (Chef Gino, testimonial della cucina «made in Parma»,  autore e produttore di trasmissioni di cucina  negli States idolatrato dai bambini) e in cui vive la mamma Pina. La città in cui intende prendersi   un pezzo di scena il prossimo anno quando saremo Capitale italiana della cultura. La città che non ha mai smesso di portare nel cuore e pubblicizzare nel mondo.
CARRIERA DA STAR
Una carriera da pelle d'oca. Al Moma di  New York, nella  collezione video permanente c'è uno spot della Cherry Coke realizzato da Flavio Campagna. Nella lista  degli Emmy Award (una sorta di Oscar della tivù): la firma è Flavio 2000. Il video di «Even better than the real thing» degli U2, sempre  Kampah.
Graphic designer di successo, alle spalle campagne pubblicitarie famose tra cui  Coca Cola e Toyota, Ericsson e Nike, Intel e Nissan, Blockbuster e Pacific Bell, Apple e Avirex, senza contare  due spot,  trasmessi anche nei cinema,  per i nuovi notebook Vaio 2000 della Sony, ha firmato anche  la regia delle riprese per la sigla ufficiale delle Olimpiadi di Sydney. 

STENCIL E STREET ART
La sovrapposizione di immagini e le dissolvenze, un filo conduttore costante.  L'approdo alla «stencil art» era, in un certo senso,  scritto. Prendersi gioco dei potenti pure. Li ha dipinti tutti,  i nemici e gli amici. Trump  in formato Marilyn, Putin algido e  inespressivo, Gheddafi come il Che, Salvini e Di Maio, Berlusconi. Ma anche  Hemingway, Saviano, Obama. E poi i personaggi della storia di Parma, da Giuseppe Verdi a Bernardo Bertolucci. «Per me è molto importante stare legato agli avvenimenti dell'attualità. Certo, avrei potuto continuare sulla strada intrapresa, ma penso sia necessario cambiare, un modo per sentirsi vivi.   A un certo punto ho deciso di provare una nuova forma espressiva, sempre visiva. Ho perfezionato la tecnica dello stencil perché, dopo aver lavorato una vita con i computer, avevo bisogno di tornare alla manualità. Mi interessa sperimentare i linguaggi, in particolare quelli più vicini ai giovani, più “ecologici”, ecocompatibili».  
IL PROGETTO PER IL 2020
Kampah in questi anni ha lavorato ovunque, creato gigantesche immagini su pareti di mezzo mondo. Dai primi lavori come  artista di strada a Los  Angeles al super-murale - oltre 50 metri di lunghezza -  alle porte di Cinecittà, passando per New York.  Kampah viaggia e segue il richiamo della creatività. Il ritorno a Parma però si prospetta meno breve del solito. «Mi sento pronto e adatto a rappresentare Parma a Parma, non più solo Parma nel mondo. Mi spiego. Sono tornato con l'intento di restare, almeno per un po', grazie alla collaborazione nata con il locale in Oltretorrente “Opera Viva” dove si possono vedere numerosi miei lavori e che  trasformeremo  in un centro culturale vero e proprio.  Poi c'è Parma 2020, un'occasione da non perdere». 
Oltrepassata la strettoia del bando, resta solo da stabilire il luogo. Tutto il resto è già chiaro nella sua testa: «Ho indicato come possibili location Ponte Nord o Cittadella. Racconterò i personaggi di Parma, quelli di cui possiamo andare orgogliosi. E stupirò tutti. Statene certi».