Sei in Parma

Oggi l'addio a Sofia nella chiesa di San Sepolcro

22 luglio 2019, 10:06

Oggi l'addio a Sofia nella chiesa di San Sepolcro

Oggi è il giorno dell'addio a Sofia Bernkopf, dello strazio, delle preghiere, dei mesti  abbracci al papà Edoardo, alla mamma Vanna, ai fratellini, degli sguardi che annaspano,  cercando di dire ciò che le parole non possono. È il giorno in cui ci si ritroverà  increduli alle 15 di fronte a una piccola bara davanti all'altare della chiesa di San Sepolcro e increduli si tornerà a casa, il cuore in una morsa. Come in un incubo collettivo. Sabato scorso Sofia era piena della vita dei suoi 12 anni, al mare con i suoi a Marina di Pietrasanta. Sorridente è entrata in una piccola piscina-idromassaggio per giocare con alcuni bambini e da lì l'hanno dovuta tirare fuori priva di conoscenza. Il cuore le si era fermato a lungo, forse per un malore, forse perché per troppo tempo non era riuscita a respirare, dopo che i suoi lunghi capelli erano stati risucchiati dal bocchettone della vasca. Fin da subito le sue condizioni erano apparse disperate, ma all'ipotesi che non ci fosse rimedio nessuno voleva pensare.
 È durata fino a mercoledì, la sua lotta per la vita: fino alle 16, quando i medici dell'Ospedale pediatrico di Massa hanno dichiarato la sua morte cerebrale e - nonostante i genitori abbiano espresso il loro assenso al prelievo degli organi - dalla procura di Lucca è stato dato il nulla osta solo per l'espianto delle cornee. Decisione obbligata, visto che la salma doveva essere sottoposta all'autopsia. L'esame è stato eseguito l'altra mattina, nell'obitorio dell'ospedale Versilia di Lido di Camaiore. Si è trattata una tappa fondamentale nell'inchiesta che vede indagate sette persone: il vecchio proprietario del Texas, le sue figlie con i  mariti (i cinque sono tutti di Prato) e i due bagnini versiliesi.
 Di loro iniziativa, i responsabili dello stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta hanno  tenuto chiuso per lutto il giorno dopo la morte di Sofia. Poi, il Texas ha riaperto, mentre l'area delle piscine rimane sotto sequestro. Alla luce della tragedia, in questi giorni la Capitaneria di porto di Viareggio ha intensificato i controlli sulle piscine e sui contratti dei bagnini del litorale versiliese.