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LA STORIA

Le Carmelitane Scalze di via Montebello. Anche la preghiera viaggia online

Le monache: «Fra telefonate e mail ci arrivano migliaia di richieste. Rispondiamo in modo personalizzato solo  per situazioni drammatiche»

di Luca Molinari -

03 agosto 2019, 10:08

Le Carmelitane Scalze di via Montebello.   Anche la preghiera viaggia online

La clausura ai tempi della società dell’immagine. Tra silenzi e preghiere a portata di «clic». Le Carmelitane Scalze di via Montebello attualmente sono tredici e in questi anni hanno conosciuto un «rimpasto» della loro comunità, a causa della morte di alcune consorelle e il provvidenziale arrivo di diverse giovani. Da anni gestiscono un sito internet molto visitato: www.carmelitanescalzeparma.it.
 Sorella, che cosa significa vivere la clausura nella società dell’immagine e dei social?
«Ovviamente non possiamo ignorare il mondo che ci circonda, condividendone anche alcuni aspetti, come ad esempio l’uso di moderni strumenti di lavoro o la doverosa informazione attraverso la lettura del quotidiano. Ma nella sua sostanza più profonda la clausura vive di valori essenziali: il rapporto con Dio, la preghiera per la Chiesa e per l’intera umanità, la salvezza delle anime, l’eternità... sono valori immutabili, che vanno al di là di ogni cambiamento storico. Con un gioco di parole potremmo dire che la clausura non è di moda, e quindi non passa di moda».
 Da anni gestite un sito internet. Come conciliate la clausura con questa «finestra sul mondo»?
 «Si tratta di un sito "tranquillo", lontano dallo stile dei social, che d’altronde non utilizziamo nemmeno a livello personale. Quindi la sua gestione non interferisce nella clausura. Anzi, ci piace ricordare che le nostre pagine nascono nel silenzio della sera, fra una lettura e una meditazione. Insomma, è un sito impastato di preghiera, nonostante l’aspetto colorato e un po’ naif».
E’ vero che la gente vi spedisce quotidianamente richieste di preghiera online?
«Verissimo... fra telefonate e mail ci arrivano migliaia di richieste ogni anno! All’inizio rispondevamo a tutti i messaggi, poi abbiamo inserito una risposta automatica e rispondiamo in modo personalizzato solo quando si tratta di situazioni drammatiche o quando si tratta di problemi legati alla maternità o alla salute infantile: in questo caso allora invitiamo a rivolgersi alla nostra Santa Maria Bianca (cercatela in wikipedia... c’è!), che da secoli è specializzata in questi settori. E spesso, arriva il riscontro di una grazia insperata!».
Qual è la giornata tipo di una monaca di clausura?
«La giornata inizia alle 5.30 ed è equamente ripartita, come nella tradizione monastica, fra preghiera, lavoro e sollievo del corpo (pasti e sonno), in un susseguirsi equilibrato e collaudato nei secoli. Cuore della giornata è la messa delle 7.30, che vede anche la partecipazione di un bel numero di fedeli. La preghiera comporta anche l’intera liturgia delle ore, distribuita durante il giorno, la lettura di testi spirituali, e quello che è un po’ lo specifico del Carmelo: due ore di orazione personale e silenziosa davanti al Santissimo Sacramento, una al mattino e una al pomeriggio. Ci sono giorni di intensa preghiera, così come ci sono giorni in cui è accentuato l’aspetto comunitario: il tutto, in quella fusione di spirito eremitico e stile fraterno che fu una delle più belle intuizioni della nostra riformatrice, Santa Teresa d’Avila».