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Mafia nigeriana: il gip dispone il carcere per 18 fermati

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07 agosto 2019, 15:31

Mafia nigeriana: il gip dispone  il carcere per 18 fermati

Dopo i fermi eseguiti a metà luglio, scattano 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti cittadini nigeriani coinvolti nell’indagine "Burning flame" della Polizia di Stato, che aveva sgominato un’associazione mafiosa denominata Maphite o Green Circuit Association, attiva soprattutto in Emilia-Romagna. Ad eseguire i provvedimenti è stata la squadra Mobile di Bologna, con la collaborazione dei colleghi di Parma, Piacenza, Lecce, Taranto e Bergamo e il coordinamento del servizio centrale operativo della Polizia.

 Le misure sono state emesse dal Gip di Bologna Alberto Gamberini, su richiesta del sostituto procuratore Stefano Orsi, della Dda di Bologna. 
L’attività d’indagine, avviata nel 2017 grazie anche alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, aveva permesso di annientare gran parte di quello che, all’interno della comunità nigeriana, viene denominato "cult Maphite", di cui gli investigatori hanno ricostruito l’intera struttura gerarchica di comando attiva in Emilia-Romagna e parte del Centro Italia, oltre a obiettivi, regole di affiliazione e modalità di attuazione criminale. Oltre alla droga, le quattro famiglie nigeriane al centro dell’organizzazione si erano specializzate nel controllo della prostituzione, spesso legata a una vera e propria tratta di schiave, e nell’utilizzo di strumenti di pagamento elettronico contraffatti per l’acquisto di merce online.