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Trentatré operatori del centro XXV Aprile di via Taro a rischio licenziamento

23 agosto 2019, 17:31

Trentatré operatori del centro XXV Aprile di via Taro a rischio licenziamento

– Fp (Funzione pubblica) Cgil e Cisl Fp sul piede di guerra dopo la decisione di Proges di licenziare trentatré operatori in servizio al centro XXV Aprile di via Taro, a partire dal primo gennaio 2020.  La scelta della cooperativa Proges è stata comunicata alle organizzazioni sindacali di categoria lo scorso 19 agosto ed  è stata presa, comunicano Fp Cgil e Cisl Fp,  “a seguito di una comunicazione del Comune di Parma che, in sede di Comitato di Distretto, ha scelto di non rinnovare l’accreditamento del servizio Centro Diurno per anziani e di essere intenzionato a trasformarlo in un Servizio di Spazio Collettivo Anziani, annunciando una revisione complessiva del progetto gestionale dell’immobile e significativi interventi di ristrutturazione, da programmare nel lungo termine”. Il centro XXV Aprile si compone - oltre che di un centro diurno anziani con 25 posti accreditati - anche di una comunità alloggio con 9 posti per accoglienze residenziali e di 62 alloggi con servizi (più un alloggio destinato al servizio di portierato). Le lavoratrici ed i lavoratori, riunitisi in assemblea sindacale insieme a Fp Cgil e Cisl Fp, “esprimono una fortissima preoccupazione rispetto alla decisione di Proges di aprire la procedura di licenziamento collettivo di 33 operatrici e operatori, quando l'unica lettera ufficiale del Comune di Parma parla soltanto del Centro diurno e non complessivamente dell'intera struttura”. I sindacati di categoria hanno già inviato la richiesta di incontro alla cooperativa per evitare i licenziamenti del personale, ricercando soluzioni alternative di ricollocazione che puntino a mantenere tutti i posti di lavoro.

Tenendo conto dei riflessi negativi su tutta la categoria e sulla situazione di incertezza e preoccupazione generale, Silvia Sartori (Fp Cgil) e Elisabetta Oppici (Cisl Fp), sollecitano quindi il Comune di Parma a rendere chiaro il progetto complessivo di ristrutturazione del servizio. <Ad esempio – domandano - è prevista l'internalizzazione o una gara di appalto? E ancora: con quali tempistiche sarà attuato questo progetto? Si tratta infatti di aspetti fondamentali che potrebbero ripercuotersi sulle operatrici e gli operatori>. <Ad oggi l’unica certezza – concludono – è il rischio di una consistente perdita occupazionale, che danneggerebbe l'intera comunità>.