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Seminario di formazione con Pillon a Parma, protestano i Centri antiviolenza: 'Sconcertante'

11 novembre 2019, 09:27

Seminario di formazione con Pillon a Parma, protestano i Centri antiviolenza: 'Sconcertante'

Il coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna esprime «sconcerto» di fronte a un seminario sull'affido condiviso organizzato per venerdì dalla Camera civile di Parma che vedrà come «relatore e professore in cattedra Simone Pillon il senatore leghista autore dell’omonimo ddl che abbiamo definito più volte come un attacco alla libertà delle persone, ai diritti delle donne ed adultocentrico, un progetto oscurantista che, se diventasse legge, penalizzerebbe ulteriormente le donne che subiscono violenza». 
Per questo i centri, oltre a sottolineare come la scelta arrivi «a ridosso della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne» si uniscono all’Unione donne italiane di Bologna «e alla richiesta di sospendere l’evento». Per il coordinamento «è motivo di indignazione che tale seminario sia inserito nel percorso formativo rivolto agli avvocati. Ricordiamo che il ddl Pillon, per citarne solo un aspetto, prevede l’obbligatorietà della mediazione familiare, applicabile anche ai casi di violenza, e che tale imposizione viola la Convenzione di Istanbul che è legge in Italia dal giugno 2013». 

Sulla vicenda è intervenuto anche il Comitato No Pillon Parma, che ha organizzato per venerdì  alle 17 un presidio davanti alla Biblioteca Monumentale di San Giovanni, dove si svolgerà l'evento.

"Ci avevano detto che il ddl Pillon era nel cassetto e che da lì non sarebbe più uscito e invece oggi questo disegno di legge ci viene dall'ordine degli avvocati civilisti di Parma come una “Riforma necessaria?” Necessaria per chi? - si legge in una nota - Per i mediatori familiari, imposti obbligatoriamente e a pagamento a chiunque manifesti l’intenzione di separarsi. Pillon, per chi non lo sapesse, è avvocato e mediatore familiare. Per i coordinatori genitoriali che stabiliranno al posto dei genitori ciò che è meglio per i figli altrui, imponendo loro tempi rigidi e paritari. I bambini diventeranno oggetti da sballottare da una casa all’altra e non potranno più esprimere il loro pensiero né le loro preferenze. Per i coniugi più ricchi, solitamente uomini, perché il ddl cancella l’assegno di mantenimento per introdurre il mantenimento diretto dei figli, senza più tener conto delle differenze di reddito tra i partner. Per i padri e i mariti violenti, perché il ddl non riconosce la violenza maschile. I figli saranno obbligati a frequentare il papà, anche se violento e le madri saranno costrette a mediare con partner maltrattanti, sebbene la Convenzione di Istanbul lo vieti. 

"Siamo anche indignate dal fatto che, alla vigilia del 25 novembre (Giornata internazionale contro la violenza sulle donne), la Camera civile di Parma proponga, agli avvocati e alle avvocate della nostra città, formazione su una proposta giuridica oscurantista e anacronistica che offende le donne e ignora totalmente il bene dei minori".