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GIORNATE FAI

Quei giovani ciceroni che raccontano l'arte ai coetanei

Le visite  alla mostra «L'Otello di Boito e Verdi» hanno visto gli studenti del Toschi impegnati come guide dei ragazzi di altri istituti. «Un'esperienza indimenticabile»

di Luca Molinari -

30 novembre 2019, 13:30

Quei giovani ciceroni che raccontano l'arte ai coetanei

Metti una mattina al museo guidati da provetti ciceroni. Hanno riscosso un buon successo le mattinate Fai  d’inverno, organizzate nel corso di questa settimana, con l’aiuto degli studenti del liceo Toschi. L'altro ieri mattina si è svolto il secondo ciclo di visite guidate - aperte alle scuole - alla mostra «L’Otello di Boito e Verdi: storia di un capolavoro», ospitata a Palazzo Bossi Bocchi, sede della Fondazione Cariparma. 
Per l’occasione gli apprendisti ciceroni – gli studenti di 3°,4° e 5° scenografia del Toschi, coordinati dal professor Marco Benicelli - hanno guidato i propri coetanei (ma anche studenti delle elementari e delle medie) alla scoperta dell’Otello, cercando di trasmettere al meglio il significato e la bellezza della mostra nel suo complesso. 
«Martedì e giovedì sono venute in visita una quindicina di classi appartenenti al liceo Toschi, all’istituto Giordani, alla media Fra Salimbene e alla scuola elementare Bruno Munari – hanno spiegato le delegate Fai scuola di Parma Chiara Boschi, Daniela Bogliani e Alessandra They, organizzatrici della manifestazione a cui ha collaborato attivamente Francesca Magri, responsabile delle attività culturali della Fondazione Cariparma. - Si è trattato di una esperienza molto positiva, soprattutto per gli apprendisti ciceroni, che hanno raccolto la difficile sfida di raccontare la mostra ai propri coetanei». 
I più entusiasti per l’esperienza vissuta sono propri i provetti ciceroni: Runa Tagliavini, Giuseppe Dispenza, Giorgio Belli, Nina Gullo, Alessandro Gianferrari, Francesca Agate, Matilde Folli, Matilde Manghi, Chiara de Liguoro e Maria Teresa Fava. 
«E’ stata un’esperienza indimenticabile, formativa e arricchente sotto tutti i punti di vista – hanno dichiarato durante una pausa tra una visita guidata e l’altra – Alcuni di noi hanno già svolto questo servizio a ottobre, durante le giornate d’autunno del Fai. Questa volta però la sfida è ancora più difficile, perché abbiamo davanti a noi i nostri coetanei. E quindi dobbiamo fare i conti con la soggezione, con la paura di essere giudicati e con la difficoltà di far capire ed apprezzare a tutti ogni parte della mostra». 
Fare da ciceroni è positivo anche per arricchire la propria cultura personale e conoscere luoghi di Parma «nascosti». «E’ bello conoscere a fondo luoghi e bellezze della nostra città che rischiamo di snobbare o di dare per scontate – hanno commentato gli studenti del Toschi – E poi mettersi in gioco è sempre importante, aiuta a superare le proprie ansie e timori, ma anche ad arricchire il proprio bagaglio culturale».