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ELEZIONI REGIONALI

La sfida Borgonzoni-Bonaccini è social: quasi mille post in due mesi

09 dicembre 2019, 12:08

La  sfida Borgonzoni-Bonaccini è social: quasi mille post in due mesi

In Emilia-Romagna la battaglia elettorale si combatte colpo su colpo anche sui social: sono quasi mille i post pubblicati dai due principali candidati, Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni, negli ultimi due mesi. I dati sono stati elaboratori da una ricerca di Youtrend sul posizionamento social dei due aspiranti governatori: tra l’1 ottobre e il 4 dicembre, la Borgonzoni - sostenuta dal centrodestra - ha prodotto 478 post, mentre Bonaccini - governatore uscente di centrosinistra - 473, appena cinque in meno. 
Tuttavia, spiega Youtrend, le analogie tra le due campagne social si fermano qui. «Bonaccini sembrerebbe seguire una strategia più istituzionale e centrata sul territorio, distante dai temi nazionali e dai vertici del Pd», spiega il sito di analisi politica, che vede una Borgonzoni più su «una linea politica con ancoraggio a Salvini, di cui spesso condivide i contenuti». 
La Borgonzoni mantiene una base di fan su Facebook più ampia (215.097 contro 88.653), ma negli ultimi due mesi Bonaccini ha guadagnato un numero maggiore di sostenitori (+22.835 contro +16.799). Il tasso di interazione con i post (somma di commenti, reactions e condivisioni), invece, premia la leghista: 1.020.604 contro 887.756. Youtrend si è anche soffermata sull'analisi lessicale: «In Bonaccini si possono notare temi legati al territorio, mantenendo un perimetro istituzionale perlopiù lontano dai temi nazionali (con l’eccezione delle Sardine)», mentre Lucia Borgonzoni utilizza «anche i termini 'Pd’e 'Stefano Bonaccinì, parole strettamente legate al frame con cui è stata impostata la sua campagna, quello della 'liberazionè dalla sinistra». Insomma, conclude Youtrend, «le strategie dei due pretendenti hanno sfumature diverse, ma certamente i social sono una piattaforma su cui si gioca una parte cruciale del confronto: Stefano Bonaccini punta sulla sua figura e sulla sua capacità di governo, mentre Lucia Borgonzoni gioca sull'effetto Salvini e declina sul territorio i temi nazionali».