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IL NOSTRO PATRONO

La storia di Sant'Ilario. Ed ecco perchè lo celebriamo

Il vescovo di Poitiers patrono di Parma  per la devozione degli angioini. La sua scelta come protettore della città risale al  XIII secolo

11 gennaio 2020, 10:29

La storia di Sant'Ilario. Ed ecco perchè lo celebriamo

Sant’Ilario di Poitiers, oltre che patrono della città di Parma, fu vescovo di Poitiers ed è stato proclamato Dottore della Chiesa da papa Pio IX. Filosofo e scrittore, è venerato come santo dalla Chiesa anglicana e dalla Chiesa cattolica. Ilario visse nella Gallia del IV secolo: nato pagano, si convertì a Cristo ed ebbe una vita abbastanza travagliata per la sua fedeltà all’insegnamento del Concilio di Nicea contro l’eresia ariana; eresia che negava che Gesù fosse veramente Figlio di Dio.

I vescovi ariani chiesero infatti all’imperatore Costanzo la condanna all’esilio del vescovo di Poitiers. Così Ilario – divenuto poi protettore degli esiliati - fu costretto a lasciare la Gallia durante l’estate del 356 e fu mandato in esilio in Frigia, attuale Turchia. La sua prima opera, il commento al Vangelo di Matteo è il più antico commento in lingua latina che ci sia pervenuto di questo Vangelo. Nei cinque anni trascorsi in Frigia ebbe modo di imparare il greco, di ampliare le sue conoscenze teologiche e di avviare la stesura della sua opera dogmatica più importante e conosciuta: De Fide adversus Arianos poi chiamata De Trinitate, La Trinità. Al suo interno Ilario espone il suo personale cammino verso la conoscenza di Dio e si preoccupa di mostrare che la scrittura attesta chiaramente la divinità del Figlio e la sua uguaglianza con il Padre. Nel 360 o nel 361 Ilario poté finalmente tornare dall’esilio in patria e subito riprese l’attività pastorale nella sua Chiesa.

Alcuni autori antichi pensano che la svolta antiariana sia stata in larga parte dovuta alla fortezza e alla mansuetudine del vescovo di Poitiers. Negli ultimi anni di vita compose ancora i Trattati sui Salmi, un commento a cinquantotto Salmi. Morì sulla fine dell’anno 367.

Come mai è diventato patrono di Parma? Non è ben chiaro. Forse il culto verso Sant’Ilario fu introdotto nel nostro territorio dai vescovi carolingi del IX secolo, ma le leggende popolari offrono un’altra spiegazione. In ogni caso, la sua elezione a patrono del Comune di Parma si fa generalmente risalire alla seconda metà del XIII secolo, quando i parmigiani avrebbero fatto propria la speciale venerazione verso il vescovo di Poitiers dagli angioini, presenti in città per sostenere i diritti della Chiesa. In sostanza, a Parma si festeggia Sant’Ilario per tradizione. Da secoli i cittadini di Parma gli sono devoti, riconoscendone la protezione. La città lo ha invocato per superare diverse circostanze critiche legate alla sua storia plurisecolare.

L.M.