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LA CERIMONIA

Da Mattarella a Franceschini: gli interventi al Regio

12 gennaio 2020, 20:14

Da Mattarella a Franceschini: gli interventi al Regio

 

 

Mattarella: " La cultura si sviluppa nel dialogo" 

'Rivolgo un saluto cordialissimo a tutti. Vorrei ringraziare anzitutto l’orchestra e il coro per la splendida esecuzione dell’Inno nazionale e del "Va, pensiero". Un saluto a tutte le autorità presenti. Ringrazio il Ministro dei Beni Culturali, il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia, il Sindaco di Parma e, attraverso di lui, un saluto particolarmente cordiale a tutti i parmigiani e a tutti i parmensi. Un saluto riconoscente anche ai tanti che hanno collaborato e si propongono di contribuire alle molteplici attività che renderanno attraente e importante il programma di Parma capitale italiana della cultura per il 2020'. Ha esordito così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al teatro Regio, dove ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione di Parma 2020 Capitale italiana della cultura. 'Vorrei ringraziare della presenza e salutare molto i sindaci di altri comuni - ha aggiunto -, del territorio qui intorno, particolarmente i sindaci di Piacenza e di Reggio Emilia: questa presenza raffigura un aspetto importante del nostro Paese che è costituito da un tessuto culturale diffuso. In ciascuno dei vostri comuni vi sono segni culturali di grande rilievo, di grande importanza. E quindi essere capitale della cultura significa rappresentare e coinvolgere questo grande tessuto nazionale che in questa Regione è particolarmente ricco e affascinante".

'Parma - ha ricordato il Capo dello Stato - lo è stata capitale, nella sua lunga storia. Abbiamo visto poc'anzi uno splendido filmato - e vorrei salutare e ringraziare i giovani protagonisti - concluso con una splendida rievocazione di colonne sonore di titoli del grande Maestro Bertolucci. Vorrei ringraziare l'assessore alla cultura del Comune di Parma per l’impostazione che questo filmato ci ha offerto. I segni di Capitale Parma li reca, nelle tante vestigia che vi sono nelle sue piazze, nei suoi monumenti, nelle opere d’arte, nell’architettura dei suoi edifici più celebri, in tante altre espressioni che sono oggi integrate pienamente nella modernità della vita cittadinà. 'Parma - ha aggiunto Mattarella - si è arricchita, nel tempo, di culture e saperi diversi; è stata crocevia di commerci, di incontri, e di confronti; ha conosciuto tante stagioni assai fertili e ha raggiunto eccellenze che, ancor oggi, ci è consentito di ammirare. La Parma romana. La Parma dell’epoca comunale. La Parma rinascimentale. Capitale del Ducato. La Parma borbonica e napoleonica. E la Parma protagonista della storia nazionale, dal Risorgimento alla Resistenza, agli anni della grande crescita economica e sociale, ai giorni nostri. Da Capitale della cultura avrà la grande opportunità di rinsaldare e far conoscere ancor di più le proprie radici, mostrandole agli italiani che verranno a visitarla, offrendole agli europei che di questa cultura sono partecipi".
 'La cultura - ha aggiunto Mattarella - definisce il segno distintivo di ogni comunità ed è tutt'altro che una condizione statica, immobile, inerte. Perchè si nutre di creatività e di confronto, si sviluppa nel dialogo e nelle relazioni, è più ricca quando si apre alla conoscenza e al rispetto delle differenze. Proprio la storia ci manifesta grandi avanzamenti nelle scienze, nelle arti, nel pensiero, scaturiti da incontri, da scambi, da reciproche aperture alla conoscenzà. 'La cultura, che trasmette la memoria e offre spazio alla creatività, è risorsa preziosa - ha detto il Presidente della Repubblica -. Un patrimonio che rende tutti più ricchi. Di umanità anzitutto. La cultura, l’arte, non sono mai ambiti separati della vita. La scuola di pittura, che si sviluppò in città nel Cinquecento, attorno al Correggio e al Parmigianino, fu l'espressione di uno sviluppo e di un abbellimento di Parma che correva in parallelo con la crescita di ruolo della città e il suo profondo rinnovamento urbanistico. Il talento musicale - poc'anzi ricordato dal coro del Nabucco - impareggiabile di un illustre figlio di queste terre, Giuseppe Verdi - le cui opere continuano ad affascinare e coinvolgere in ogni parte del mondo - fu posto a servizio dell’ideale risorgimentale del nostro Paese. E un altro indimenticabile parmigiano, Arturo Toscanini, esule per la violenza fascista, diede un segno di rinascita al nostro Paese con il concerto della Liberazione per la riapertura del Teatro alla Scala, nel 1946". 
 'L'esperienza della Capitale della cultura è una straordinaria opportunità per porre in sinergia le istituzioni, le forze imprenditoriali e sociali, i corpi intermedi, le intelligenze e le sensibilità presenti nella città e nel territorio in cui è inserita - ha aggiunto Mattarella -. Quando si realizza una felice collaborazione tra pubblico e privato - come qui è avvenuto ed è stato sottolineato dal sindaco e dall’assessore alla cultura - si rafforza il tessuto civile, oltre che quello economico. I risultati positivi sono così destinati a perpetuarsi, in termini di turismo, di capacità di iniziativa, di mobilitazione di risorse, di forze, di crescita della società. L’Ateneo di Parma è tra i più antichi del nostro Paese. Ha sviluppato un forte legame con la città e, due mesi fa, all’inaugurazione dell’anno accademico, mi è apparso evidente come la sua tradizione sia posta a servizio di moderni traguardi sociali e culturali. Il tema scelto in quella occasione - la sostenibilità dello sviluppo - costituisce orizzonte del nostro impegno culturale, ma anche economico e civile". 
 'Parma - ha sottolineato il Capo dello Stato - sarà una vetrina dell’Italia. E questo impegno la porterà a sentirsi sempre più città europea. E’ sede dell’Autorità per la sicurezza alimentare e questa istituzione dell’Unione, così integrata nel tessuto della città, non sarà estranea agli impegni di quest’anno. La sfida di un’alimentazione sana e di un’agricoltura sostenibile, sono grandi temi per il nostro futuro e possono essere affrontati con successo soltanto se sorretti da una crescita di consapevolezza e - appunto - di cultura. La qualità del cibo è cultura, e la catena agro-alimentare sarà settore cruciale dello sviluppo sostenibile della nostra Europa". 'Nella prima metà dell’Ottocento, scriveva Stendhal ne 'La Certosa di Parmà parlando degli italiani che 'le loro gioie sono più vive e durano più lungamentè - ha ricordato Mattarella -. Stendhal, che amava il nostro Paese, e forse anche per questo non risparmiava delle critiche al costume italiano, ha formulato tuttavia un apprezzamento per l’intensità del nostro modo di vivere le gioie che ci vengono offerte e sottolinea un atteggiamento positivo che mi auguro si possa sempre rafforzare. E' questo l’augurio che rivolgo a Parma, e con Parma a tutta l'Italia: di vivere con gioia, e con impegno, questa occasione. Buon 2020 a Parma, nostra Capitale della cultura!", ha concluso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

Pizzarotti: "La cultura filo conduttore, guardiamo avanti e non indietro"

«Il progresso non ci deve spaventare, non deve essere un percorso interrotto dalla paura degli altri, dalla paura di chi viene fuori dall’Italia o dal nostro comune, ma un percorso che ci fa includere tutti nello sviluppo, con la cultura come filo conduttore. E’ infatti la cultura quello che ci rende felici di vivere la vita che abbiamo». Su questo ha insistito il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, nel suo discorso al Teatro Regio per la cerimonia inaugurale di Parma Capitale della Cultura 2020. 
Pizzarotti ha parlato anche della necessità di «allenare la memoria come un grande muscolo». Ma farlo «per guardare al futuro e non come fanno oggi alcune forze, che vogliono andare indietro e forse ci impauriscono, ma dobbiamo guardare avanti». Quest’anno, ha detto ancora Pizzarotti, «ci darà la possibilità di rappresentarci al mondo come una comunità e non come singoli individui». Il primo cittadino ha salutato anche i sindaci di Piacenza e Reggio Emilia che hanno raccolto insieme a Parma la sfida.  

Bonaccini: "Cultura contro l'oscurantismo"

 «Siamo in un periodo dove c'è un oscurantismo di ritorno che mi fa venire i brividi. A quello che è accaduto a Liliana Segre, costretta ad avere una scorta, se ce l'avessero detto qualche anno fa, non avremmo creduto. Io creo che Parma 2020 ci potrà dare una mano contro questo oscurantismo di ritorno. Ci potranno salvare solo la cultura e la bellezza». Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, al teatro Regio di Parma, per l’inaugurazione di Parma 2020. 
«Essere in questa città così straordinaria, ricca di grandi eccellenze architettoniche e culturali, ci può far dire che è una grande opportunità per lanciare un messaggio. Insieme alla manifattura e al turismo, ciò che può garantire a questa regione e al Paese di competere con l’Europa è solo la conoscenza e la cultura». In questi cinque anni, ha proseguito Bonaccini, «abbiamo triplicato i fondi alla cultura. Per noi, ribaltando la frase di un ministro di qualche anno fa, con la cultura si può mangiare». 

Franceschini: "Capitale della cultura sarà come corsa all'Oscar"

 La corsa a diventare capitale italiana della Cultura diventerà simile a quella per gli Oscar di Hollywood. Il paragone è del ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, durante la cerimonia di apertura di Parma 2020 al Teatro Regio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 
«C'è una gran competizione. E succederà come per l’oscar, dove già chi si candida si potrà fregiare di avere la nomination», ha detto il ministro, che poi ha ricordato grandi personaggi della storia di Parma, da Verdi a Toscanini, a Bertolucci e Guareschi. «Qui ci sono grandi talenti e continueranno ad esserci grandi talenti, perchè è un territorio fecondo», ha detto, citando infine una frase sui parmigiani di Maria Luigia D’Asburgo: «A Parma è facile vivere, a patto di saper dare ragione all’interlocutore in una discussione gastronomica o musicale. E’ ancora così. Viva i parmigiani!».