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Via Burla

In arrivo 200 detenuti. Ma il carcere sta già scoppiando

Incontro in Comune sulla casa circondariale. Evidenziati problemi  e carenze di organico

di ANTONIO BERTONCINI -

17 gennaio 2020, 11:01

In arrivo 200 detenuti. Ma il carcere  sta già scoppiando

L’orizzonte non è sereno per il carcere di Parma. Così proprio non va. E’ una grande macchina fatta di celle  che non ha spazi per le attività che si potrebbero svolgere e che fa  fatica persino a gestire i soldi messi a disposizione da Fondazione, mondo imprenditoriale e dallo stesso Comune. «E l’imminente arrivo di altri 200 detenuti farà esplodere i problemi che già ci sono». 
A parlare così è Roberto Cavalieri, garante dei detenuti nominato dal Comune, che ha preso parte ad un incontro delle commissioni consiliari in Municipio, convocato dal presidente Alessandro Tassi Carboni, con lo scopo di dimostrare che la città non si scorda di quella città nella città che è il carcere di via Burla. All’incontro, al quale erano presenti anche i due direttori delle Aziende sanitarie, sono intervenuti anche i rappresentanti sindacali. Donato Colelli (CGIL), Gaetano Catalano (SAPPE) e il rappresentante della UIL hanno ribadito la loro preoccupazione per l’arrivo dei nuovi detenuti a fronte di una drammatica situazione del personale: oltre al direttore stabile, mancano il 90% dei sottufficiali, c’è un solo commissario su 4 previsti, le figure educative sono la metà di quelle che servono e c’è la cronica carenza di agenti. Inoltre già ora ci sono problematiche di sovraffollamento e gestionali, a cui si aggiungono la carenza dei posti in ospedale (5 per 600 detenuti), dei collegamenti dei bus e dei parcheggi. I consiglieri intervenuti (Marco Maria Freddi, Roberta Roberti, Christian Salzano, Lorenzo Lavagetto e Daria Jacopozzi) e l’onorevole Laura Cavandoli, hanno espresso preoccupazione. In particolare la Jacopozzi ha proposto un tavolo di lavoro permanente con istituzioni, imprese e associazionismo. L’assessore Laura Rossi, lamentando le difficoltà di relazionarsi con la gestione  del carcere, ha ricordato che il Comune ha stanziato 212.000 euro per tirocini lavorativi, sportello, mediazione culturale e attività teatrali. Ma – ha concluso la Rossi – bisognerebbe poter fare molto di più.

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