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La chiesa barocca della Certosa torna a vivere con le note di Rossini

Domenica prossima un concerto con i solisti dell'Orchestra da camera di Parma. Nel programma le «Sonate a quattro». Il suggestivo edificio, chiuso dal 2012, è tornato al suo splendore nel 2018

19 gennaio 2020, 10:22

La chiesa barocca  della Certosa torna a vivere con le note di Rossini

Dopo il grande successo delle Giornate FAI d’Autunno del 2018,  quando il complesso della Certosa fu aperto al pubblico e vi furono oltre ottomila visitatori entusiasti, il FAI insieme ai Salotti musicali parmensi promuovono - grazie alla disponibilità del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - un concerto nella splendida chiesa «Sancta Maria Schola Dei» alla Certosa, oggi sede della Scuola allievi agenti di polizia penitenziaria. 
Domenica 26 gennaio alle   11  la Certosa sicuramente tornerà a riempirsi di pubblico per questo evento straordinario. 
I solisti dell’Orchestra da camera di Parma (Marco Bronzi e Luca Falasca violino, Francesca Ferrarini violoncello e Sante Braia contrabbasso) eseguiranno alcune delle geniali «Sonate a Quattro» scritte nell'estate del 1804 da Gioacchino Rossini all'incredibile età di 12 anni. 
Si  tratta di una delle prime ed eclatanti dimostrazioni dello straordinario talento del compositore pesarese, che si dimostra subito  paragonabile per precocità e genio a Wolfgang  Amadeus Mozart. 
Il concerto chiude il Festival delle divine armonie, nato su iniziativa  di Salotti musicali parmensi con il contributo di Fondazione Cariparma, con l’obbiettivo di portare il grande repertorio per orchestra da camera in luoghi storici di grande bellezza e particolarmente indicati per l’ascolto e la fruizione della musica in un ambito di «esperienza artistica totale». 
La consulenza scientifica del FAI-Delegazione di Parma ha permesso infatti di coniugare la musica di Chopin, Tchaikovsky, Mendelssohn e Haydn a luoghi straordinari, spesso poco conosciuti dal grande pubblico.
La chiesa della Certosa è uno splendido e mirabile esempio di illusionismo barocco, dove nel primo Settecento lavorò su volte e cupola il pittore Alessandro Baratta. 
Nel 2012 divenne inagibile: il terremoto di gennaio aveva fatto cadere porzioni di intonaco affrescate, inducendo i vigili del fuoco a decretarne la pericolosità, confermata dalle successive scosse di maggio, che avevano generato ulteriori distacchi. 
Grazie al sostegno della Fondazione Cariparma si procedette al complesso lavoro di restauro, coinvolgendo un gruppo di rilievo coordinato dal professor Andrea Zerbi dell’Università di Parma e un gruppo di restauro, coordinato dalla professoressa Eva Coïsson, per sostenere al meglio il Provveditorato regionale per le opere penitenziarie, il cui ufficio tecnico si è fatto poi carico della progettazione dell’intervento. 
Completato il restauro, nel 2018 vi fu la grande riapertura per le Giornate FAI.
«Nessun’altra scuola, nessuna struttura dell’amministrazione penitenziaria ha una simile bellezza» afferma Dario Aureli, direttore dell’Istituto scuola allievi agenti di polizia penitenziaria, che nel 2018 ha aderito con soddisfazione all’apertura nelle giornate del Fai e che è si impegnato con entusiasmo a favorire l’apertura al pubblico della «ritrovata» chiesa e dell’intero complesso con il grande chiostro rinascimentale in occasione di Parma Capitale della Cultura. r.c.